Samsung vuole lo Snapdragon 835 tutto per sé: non lo avrà nessuno (nemmeno LG G6) prima del lancio di Galaxy S8!

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Due report indipendenti di Forbes e The Verge confermano che LG G6 non avrà lo Snapdragon 835; più precisamente non lo avrà nessuno prima del lancio di Galaxy S8, perché Samsung, che produrrà per conto di Qualcomm questo chip, ha deciso di tenerseli tutti per sé.

Forbes cita anche la data del 14 aprile per il lancio commerciale di Galaxy S8 (anche se non tutti concordano su questo stesso giorno), indicando chiaramente che nessuno smartphone Android rilasciato prima di allora avrà l’835, specificando che LG G6 impiegherà invece lo Snapdragon 821. In effetti ci era parso strano che il recente HTC U Ultra avesse utilizzato questo stesso processore, ma se prestiamo fede a quanto riportato dalle due fonti tutto assume un senso ora.

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Cosa sia successo di preciso è difficile dirlo: Samsung aveva già prodotto gli Snapdragon 820, ed in quel caso non c’erano stati problemi di “esclusività”, ma anche Forbes ipotizza che il suo stretto legame con Qualcomm l’abbia aiutata a tenere per sé tutti i primi lotti di Snapdragon 835. Samsung avrebbe in pratica colmato da sola tutta la domanda che era in grado di produrre, almeno inizialmente, e difficilmente Qualcomm si sarà lamentata, ma non la vedranno così i potenziali clienti degli altri brand (con buona pace di quelli che volevano il primato), che si ritroveranno con top di gamma nuovi, col processore dell’anno passato.

Sia chiaro che le differenze di performance tra Snapdragon 835 ed 821 non dovrebbero essere abissali, e l’esperienza complessiva di uno smartphone non è certo data dal solo SoC impiegato, ma è comunque un danno d’immagine che, se confermato (difficile che due fonti così autorevoli sbaglino entrambe), potrebbe nuocere alle vendite della concorrenza. In tutto questo l’unica tranquilla è probabilmente Huawei, che da anni si affida ai suoi Kirin, e senz’altro così farà anche per il prossimo P10.

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LG G6: trapelata una prima immagine del dispositivo

Come sappiamo, la presentazione di LG G6 è prevista per il 26 febbraio. In attesa di alzare il velo sullo smartphone è arrivata un’immagine che ci mostra la parte frontale.

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Samsung ha tamponato il fail Note 7 con i chip: per il 2017 display flessibili e IA

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Arrivano gli attesi, almeno dagli investitori, risultati finanziari Samsung per l’ultimo trimestre del 2016. Nell’annuncio non mancano le sorprese, a partire dal fatto che le cifre sembrano aver sofferto poco la questione Note 7.

Giusto ieri Samsung ha pubblicato ufficialmente le cause dei problemi di Note 7, smartphone ritirato dal mercato poiché a rischio esplosione. Nonostante lo scandalo Samsung ha registrato, nel Q4 2016, un giro di affari di 53,33 trilioni di won coreani, che si sono tradotti in 9,22 trilioni di won coreani di profitto operativo, circa 7,36 miliardi di euro al cambio, ovvero il 50% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

A contribuire agli ottimi risultati è stato principalmente il settore semiconduttori. I nuovi processi produttivi a 10 nm e le tecnologie a questi legati, in combinazione con la sempre maggiori richiesta di SSD da parte dei data center, hanno dato un’enorme spinta contribuendo con 4,95 trilioni di won coreani in termini di profitto operativo.

LEGGI ANCHE: Perché Note 7 esplode, la risposta ufficiale

Bene anche il settore display e nonostante Note 7 anche quello mobile è cresciuto, grazie alle vendite di Galaxy S7 ed S7 edge. Con questi risultati Samsung chiude il 2016 con un profitto operativo di 29,24 trilioni di won coreani, più di 23 miliardi di euro al cambio e il 10,7% in più rispetto al 2015.

Certo se con Note 7 fosse andato tutto ok i risultati sarebbero stati migliori, ma il colosso coreana si dice pronto ad affrontare il 2017, nonostante un primo trimestre già preventivato piatto per spese di marketing – leggasi compensare i danni di immagine – ed un periodo durante il quale il mercato è statisticamente più fermo. I mesi a seguire non peccheranno comunque di novità.

LEGGI ANCHE: Tutto quello che sappiamo su Galaxy S8

Oltre ai prodotti già lanciati, come i TV QLED, nel comunicato Samsung parla esplicitamente di richiesta aumentata di “display OLED flessibili”, forse quelli degli edge o dei display curvi oppure qualcosa di più succoso come un vero e proprio smartphone ripiegabile, e nuovi prodotti basati su intelligenze artificiali, probabilmente il vociferato Bixby. Quanto basta a stuzzicare la nostra curiosità, in vista del lancio di Galaxy S8.

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Ufficiale: la serie Note continuerà ad esistere

Buone notizie per i fan della serie Galaxy Note. Samsung conferma ufficialmente che ci sarà un successore del Note 7.

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Sfocatura a parte, cosa ne pensate dei primi smartwatch di Google in queste nuove immagini?

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Qualcuno in LG ha vuotato il sacco nelle ultime ore, e dopo la prima, bella immagine di LG G6, vi mostriamo ora quelle degli smartwatch LG Watch Sport e Watch Style, che l’azienda coreana realizzerà per conto di Google. Chiamateli Nexus Smartwatch, se volete. In ogni caso la loro presentazione, ancora non ufficialmente confermata, è attesa per il 9 febbraio prossimo, assieme al lancio di Android Wear 2.0.

Quelle qui sotto sono quindi le prime, credibili immagini dei due wearable, che purtroppo si mostrano in bassa risoluzione, ma ci danno comunque un’idea di che pasta sono fatti. Vediamo quindi il mascolino Watch Sport, col suo cinturino in gomma (così sembra) ma con ampia cassa in metallo, ed il più aggraziato Watch Style, che forse reca invece un cinturino in pelle. Da notare anche i tre pulsanti presenti su Watch Sport, mentre su Watch Style abbiamo una singola corona, che si dice servirà anche per muoversi nell’interfaccia, alla stregua di Apple Watch.

LEGGI ANCHE: LG G6 nella sua prima immagine affidabile

Se vi foste persi un po’ di dettagli tecnici sui due smartwatch, li trovate tutti in questo precedente articolo, ma adesso ci interessa conoscere il vostro parere sul design; quale vi tenta di più: il massiccio Watch Sport o il femminile Watch Style? Tenete comunque conto che, molto probabilmente, ci saranno varie colorazioni/cinturini per entrambi i modelli, che potrebbero cambiarne un po’ il look and feel generale.

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Google afferma che tutti i Chromebook lanciati a partire dal 2017 supporteranno le app Android

Il Google Play Store e le app Android erano disponibili, fino a qualche mese fa, per una stretta cerchia di dispositivi, tra cui l’Asus Chromebook Flip, l’Acer Chromebook R11 e, ovviamente, il Google Chromebook Pixel 2. Tuttavia, tutto questo cambierà nel 2017.

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Ammirate LG G6 e le sue sexy curve!

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The Verge ha ottenuto quella che sembra la prima vera immagine stampa di LG G6, abbastanza fedele alle ricostruzioni viste in passato, ma comunque molto, molto più “sexy”.

Come già confermato da LG stessa, G6 avrà uno schermo da 5,7” QHD+, con l’insolito rapporto di forma di 18:9 (2:1, se preferite semplificare), e per non trasformare lo smartphone in un “padellone”, LG ha lavorato di design, assottigliando tutte le cornici attorno al display, sia lateralmente (non proprio edge-to-edge però), che sopra e sotto. L’immagine di The Verge ci mostra infatti solo un mezzo busto dello smartphone, ma la fonte assicura che il rapporto schermo/superficie di LG G6 sia superiore al 90% e che il bordo inferiore sia poco più grande di quello superiore.

LEGGI ANCHE: LG G6 potrebbe avere Google Assistant

Non solo, ma arriva anche la conferma di quanto già sospettavamo, ovvero che LG G6 sarà interamente realizzato in vetro e metallo, ma molto più rifinito rispetto al passato, al pari con i principali concorrenti. Lo smartphone avrà inoltre un jack audio e sarà anche impermeabile, ma il contrappasso è nella batteria, non più removibile.

Riguardo il design della parte posteriore, che non ci viene mostrato, siamo ancora dalle parti di G5, con doppia fotocamera al centro e lettore di impronte subito sotto, come già vi abbiamo mostrato in precedenti ricostruzioni. Qui sotto potete comunque ingrandire l’immagine che avete intravisto in apertura, per osservare meglio le stondature di G6, presenti sia agli angoli dello smartphone che in quelli dello schermo stesso. Appuntamento al 26 febbraio per il lancio ufficiale, e prossimamente su questi canali per altri leak.

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Dovete rinnovare il salotto? Ecco qualche gadget smart in offerta su Amazon

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Nuova dura giornata per i vostri risparmi; anche oggi Amazon vi tenta con diverse offerte, incentrate perlopiù al salotto. Infatti il colossale negozio vi propone giochi, Blu-ray della Terra di Mezzo, box TV Zidoo e un sistema audio Sony.

Vi lasciamo quindi con la nostra selezione con gli articoli più interessanti in sconto su Amazon che abbiamo scovato per voi.

Killer Instinct – Definitive Edition – Xbox One

19.98€

Lo storico picchiaduro torna sui nostri schermi con questa versione per Xbox One.

Middle Earth 6 Film Collection Extended Edition (30 Blu-Ray)

36.99€

Se avrete la pazienza di aspettare le 1-3 settimane per la spedizione, questo box per appassionati dell’universo di Tolkien è un ottimo affare a questo prezzo.

Creative Sound BlasterX P5

54.66€

Chi ha detto che le cuffie da gaming devono essere per forza ingombranti? Creative ha nel suo catalogo queste BlasterX P5, oggi proposte al miglior prezzo di sempre su Amazon.it.

Zidoo X9S

125€

Recensione

L’apprezzato box TV, che permette anche di registrare da un ingresso HDMI, ad uno dei migliori prezzi su Amazon.it.

Pawbo+

149€

La simpatica cam Pawbo, utilizzabile da remoto tramite smartphone, pensata per gli amici a quattro zampe, torna in offerta lampo su Amazon. Ha anche un distributore di crocchette!

Sony HT-CT790

299.99€

Un sistema audio 2.1 con un sacco di tecnologie (Bluetooth, Google Cast, LDAC…) e il Pass-through 4K HDR.

Nota: se il prezzo dovesse differire da quello indicato nell’articolo è a causa del fatto che i pezzi in promozione sono esauriti o l’offerta a tempo scaduta.

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Avete solo due giorni per approfittare dell’offerta Tiscali Mobile che regala 2 mesi di Infinity TV

Tiscali-logo

Ieri abbiamo parlato delle nuove offerte Tiscali Mobile, Open 1 GB, Open 4 GB e Open 6 GB, ma per chi attiva queste opzioni entro il due giorni (ossia fino al 26 gennaio 2017) l’operatore offre anche due mesi di Infinity TV in regalo.

Non è affatto la prima volta che Tiscali include la Infinity Promo 2 Mesi nelle sue tariffe (e probabilmente non sarà l’ultima!), ma se le nuove promozioni di Tiscali Mobile vi interessano, meglio approfittarne a breve.

LEGGI ANCHE: Migliori offerte degli operatori

Ricordiamo che Infinity TV è il servizio di streaming on demand di Mediaset che offre film, serie TV, cartoni animati e quant’altro, disponibili anche in HD e in lingua originale.

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Elephone P25: display FHD da 5.5”, Helio P25, 6GB di RAM e Nougat

Durante la giornata di ieri sono stati pubblicati dei nuovi teaser che anticipano l’arrivo imminente del nuovo Elephone P25, un interessante smartphone Android che potrebbe catturare l’attenzione di molti utenti grazie alle proprie specifiche tecniche.

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Samsung Galaxy Tab S3 in arrivo con Exynos 7420 e 4 GB di RAM?

Molto probabilmente Samsung non lascerà scorrere il Mobile World Congress 2017 senza presentare alcun nuovo prodotto e anche se non ci sarà il tanto chiacchierato Galaxy S8 potremmo conoscere la nuova gamma Galaxy Tab S3.

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Le migliori offerte di amazon di Martedì 24 gennaio

Dopo l’Amazon Prime Day e in attesa del prossimo Black Friday amazon propone qualche offertina per ingannare l’attesa

Prima di visionare la lista delle offerte proposte, vi ricordo le nostre classifiche sempre aggiornate:

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DOOGEE Y6 Piano White: ecco come viene prodotto

DOOGEE Y6 Piano White è una versione limited edition di DOOGEE Y6 che sarà disponibile nel prossimo futuro. Nel mentre l’azienda cinese ha rivelato la procedure completa di produzione di questo dispositivo.

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Oppo ha venduto 20 milioni di smartphone della serie R9

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La Cina non è solo Huawei o Xiaomi, e molti dei lettori più attenti lo sanno già. Tra i tanti produttori degni d’attenzione c’è sicuramente Oppo, che oggi festeggia un importante traguardo.

La società ha, infatti, annunciato di essere riuscita a vendere ben 20 milioni di smartphone della serie R9, dispositivi caratterizzati da una grande attenzione per la fotocamera frontale, qualità ben gradita agli amanti dei selfie.

La famiglia di smartphone in questione annovera ben quattro modelli al suo interno: oltre ai primi Oppo R9 e R9 Plus, lanciati all’inizio dello scorso anno, sono arrivati in seguito anche R9s e R9s Plus.

LEGGI ANCHE: OPPO Find 9: ecco i primi render!

Inoltre, lo scorso mese è stata lanciata anche una fiammante variante di Oppo R9s in rosso, disponibile solo per il mercato cinese.

Oppo dimostra quindi di essere ancora sulla cresta dell’onda, soprattutto per quanto riguarda il mercato interno, e questo non fa altro che innalzare le aspettative per i prossimi dispositivi che arriveranno nel corso del 2017. Riuscirà l’azienda cinese a ripetere questi risultati?

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Instant App su Android: iniziati i primi test, ma riservati a pochi eletti

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Quando vennero presentate al Google I/O 2016, le Android Instant App stupirono tutti. La possibilità di provare o usare un’app senza doverla installare sul proprio dispositivo apriva la porta a modalità d’utilizzo inedite, ed era sicuramente un passo in avanti importantissimo per il robottino verde.

Molti mesi sono passati da allora, ed è finalmente arrivato il momento di ritornare a parlarne. Grazie ad un nuovo post sul blog dedicato agli sviluppatori, Google ha annunciato ufficialmente che sono iniziati i primi test per le Instant App.

Per ora si tratta ovviamente di test chiusi, limitati a pochissimi utenti, che potranno provare in anteprima questa tecnologia e dare il loro feedback agli ingegneri Android. Nel corso degli ultimi mesi, infatti, sono state sviluppate un ristretto numero di app instantanee di prova, collaborando con partner del calibro di BuzzFeed, Wish, Periscope e Viki. Se tutto andrà per il meglio, saranno presto rilasciate più app e più utenti potranno testarle.

LEGGI ANCHE: Android Instant App: ecco come funzionano

Inoltre, il post ricorda agli sviluppatori indipendenti che, per rendere compatibile la propria app con questo nuovo sistema, bisogna utilizzare le specifiche API di Android e procedere alla modularizzare del codice, facendo in modo che alcune parti dell’app possano essere scaricate ed eseguite direttamente. Un SDK completo per le Instant App sarà rilasciato nei prossimi mesi.

Non sappiamo quanto tempo dureranno questi test, ma speriamo di poter vedere al più presto le Instant App sui nostri smartphone, perché potrebbero davvero rivoluzionare il modo in cui l’abbiamo usato sinora.

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Google Voice si rinnova, ma quello che non cambia è la sua assenza in Italia

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Era ormai nell’aria da alcuni giorni: Google Voice, il servizio Google per le telefonate che oramai tutti davano per morto, ha invece ricevuto un importante aggiornamento che rinnova non solo l’interfaccia web, ma anche le app per Android ed iOS.

Tutti questi metodi di accesso al servizio potranno infatti godere, a partire da oggi, di un aspetto decisamente più adatto ai tempi moderni, ma anche di alcune funzionalità assenti finora, come il raggruppamento delle conversazioni intrattenute con un contatto, il supporto alle conversazioni di gruppo e le trascrizioni automatiche dei messaggi in segreteria.

LEGGI ANCHE: Novità per Google Calendar e Drive

Come gli stessi sviluppatori ammettono nell’articolo in cui viene annunciato l’aggiornamento, è quasi sorprendente vedere un servizio che si rinnova dopo ben cinque anni di totale abbandono, che avevano fatto immaginare a tutti una sua prossima integrazione in Google Allo o in Hangout. Lecito, quindi, domandarsi quali siano i piani di Google per la messaggistica e le chiamate: continueremo a lungo a vedere ben quattro app distinte (Google Allo, Duo, Hangouts e Voice) per parlare con i nostri contatti, oppure possiamo sperare in un loro congiungimento?

Purtroppo, l’unica cosa sicura è che il nostro paese sembra destinato a rimanere indietro: nonostante questo inatteso rinnovamento, infatti, il servizio di Google Voice continua a non essere disponibile per l’Italia.

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Una strana banda rosa è comparsa sul display di molti Galaxy S7 Edge (foto)

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Un nuovo problema potrebbe riguardare tutti i possessori di Samsung Galaxy S7 Edge. Alcuni utenti stanno iniziando a segnalare in massa la comparsa di una strana banda rosa verticale sul lato destro del display dello smartphone.

Le segnalazioni stanno giungendo sempre più numerose non solo sul forum ufficiale di Samsung, ma anche su Twitter, Facebook, Reddit, YouTube ed altre piattaforme. I possessori di Galaxy S7 Edge affetti dal problema dichiarano che il dispositivo non è caduto e non ha ricevuto altri danni in precedenza, ma la striscia rosa è comparsa improvvisamente senza alcuna spiegazione.

Samsung non ha riconosciuto questo disagio come un problema diffuso, ciò significa che ogni terminale deve essere inviato in un centro assistenza per la valutazione e per capire se la riparazione sia coperta dalla garanzia, col rischio che essa sia già venuta meno per altri danni non correlati alla banda sul display.

LEGGI ANCHE: Nuovo problema audio sui Google Pixel

Per provare ad intervenire senza mandare lo smartphone in assistenza, pare si possa resettare il display o fare una leggera pressione sullo schermo, ma non è detto che questo porti alla risoluzione completa del problema.

Per ora non ci sono dichiarazioni ufficiali da parte dell’azienda coreana e non sappiamo quanto sia realmente diffuso il problema. Qualcuno di voi ha visto la banda rosa sullo schermo del proprio dispositivo? Avete contattato l’assistenza o risolto in altro modo?

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Editoriale: WhatsApp: backdoor o no? Di chi possiamo fidarci?

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Negli ultimi giorni, WhatsApp è stato al centro di una lunga polemica legata alla sicurezza delle chat, anche considerando che la nota app di messaggistica utilizza un sistema di criptazione end-to-end che, per definizione, dovrebbe garantire che nessuno possa accedere alle conversazioni, eccetto chi invia il messaggio e chi lo riceve. Tuttavia, di recente molti hanno parlato di una backdoor, che permetterebbe a WhatsApp (e potenzialmente anche a malintenzionati, governi e quant’altro) di accedere alle chat di chiunque. Ma per spiegare l’intera vicenda e la recente risposta di oltre 70 esperti di crittografia dobbiamo partire dall’inizio.

Il 13 gennaio il famoso quotidiano inglese The Guardian ha pubblicato un articolo in cui sosteneva le tesi del ricercatore di sicurezza e crittografo Tobias Boelter, che afferma proprio che in WhatsApp esiste una backdoor che permette a terzi di accedere alle chat degli utenti. Precisiamo che la prima versione dell’articolo apparsa online titolava esplicitamente WhatsApp backdoor allows snooping on encrypted messages.

Dopo la pubblicazione, la stampa di tutto il mondo (inclusi noi) ha riportato la notizia, che però è stata fortemente criticata da diversi esperti di crittografia: in particolare, il 20 gennaio, Zeynep Tufekci, professoressa associata dell’Università della Carolina del Nord a Chapel Hill ed esperta di sicurezza informatica, ha pubblicato una lettera aperta firmata da oltre 70 esperti di crittografia in cui si chiede al Guardian di rivedere il proprio articolo.

Incipit del post pubblicato da Moxie Marlinspike, fondatore di Open Whisper System, subito dopo la pubblicazione dell'articolo del Guardian
Incipit del post pubblicato da Moxie Marlinspike, fondatore di Open Whisper System, subito dopo la pubblicazione dell’articolo del Guardian

Ma quindi questa backdoor esiste o no? La risposta è nì.Per cercare di far chiarezza sulla questione, spieghiamo ancora una volta il funzionamento delle chat criptate di WhatsApp.

L’app di messaggistica istantanea più famosa al mondo implementa il protocollo open source Signal, realizzato da Open Whisper Systems, gruppo no profit che sviluppa l’omonima app Signal e si occupa proprio di “rendere le comunicazioni private semplici”. Il protocollo (e l’omonima app) rappresentano uno dei massimi standard in termini di sicurezza informatica, non presentano falle conosciute e sono stati raccomandati anche dal famoso whistleblower Edward Snowden.

Tuttavia, l’implementazione eseguita da WhatsApp è diversa rispetto a quella dell’app Signal: la criptazione end-to-end si basa sullo scambio di coppie di chiavi di sicurezza (private e pubbliche), che vengono salvate localmente sul dispositivo e sono necessaria per decifrare i messaggi. Queste coppie di chiavi sono quindi legate allo smartphone e, per questo motivo, possono variare, ad esempio quando un utente cambia smartphone o reinstalla l’applicazione. Ed è qui che arriva il “problema”.

Diagramma che mostra la criptazione di WhatsApp. Immagine via Wired
Diagramma che mostra come funziona la criptazione di WhatsApp. Immagine via Wired

Quando chattiamo con qualcuno, le chiavi di sicurezza sono la garanzia che le chat scambiate non vengano lette da terzi: ma se le chiavi di sicurezza cambiano? In questo caso, nell’app Signal, chi invia un messaggio deve accettare la nuova coppia di chiavi del contatto che ha variato le proprie chiavi; inoltre, può accadere che un messaggio inviato quando il contatto non ha ancora generato delle chiavi di sicurezza vada semplicemente perso.

Quando WhatsApp ha implementato il protocollo Signal, ovviamente, non poteva permettersi il rischio di perdere dei messaggi quando un utente cambia smartphone o reinstalla l’app: per questo, ha inserito la possibilità di forzare da remoto la creazione di nuove chiavi di sicurezza e tenere in sospeso i messaggi sui propri server.

In sostanza, se A e B utilizzano WhatsApp, quel che può avvenire è questo:

  1. A e B installano WhatsApp e, quando iniziano una conversazione, si scambiano delle chiavi di sicurezza: quindi chattano allegramente, certi che nessuno potrà leggere quel che si dicono.
  2. Per qualche ragione (ad esempio cambio di smartphone), B perde le proprie chiavi di sicurezza; la nuova coppia di chiavi verrà generata solo dopo aver configurato nuovamente WhatsApp
  3. A invia un messaggio a B, che però non può essere ricevuto perché B non ha ancora reinstallato WhatsApp
  4. Il messaggio in questione viene inoltrato ai server di WhatsApp, dove rimane in sospeso: qui, in teoria, chi possiede la le chiavi di sicurezza di B, può decifrare e leggere il messaggio
  5. B reinstalla WhatsApp: il server invia il messaggio in sospeso a B, che tuttavia non può essere decifrato, dato che le chiavi di sicurezza di B sono cambiate. Lo smartphone di B, quindi, allega la nuova chiave di sicurezza pubblica al messaggio e lo rispedisce ad A
  6. Lo smartphone di A apprende la nuova chiave di sicurezza pubblica di B, cripta nuovamente il messaggio e lo invia di nuovo a B, che finalmente potrà decifrarlo e leggerlo

Per una specifica scelta di progettazione, WhatsApp ha quindi fatto in modo che i messaggi che non possono essere recapitati vengano conservati sul proprio server; inoltre, quando un utente genera una nuova coppia di chiavi di sicurezza (punto 5), il tutto avviene in maniera trasparente, senza dare comunicazioni agli utenti (a differenza di Signal, dove chi ha inviato il messaggio deve accettare la nuova coppia di chiavi, magari dopo aver verificato l’identità del proprio interlocutore in altri modi).

Su Signal, quando viene cambiata la chiave di sicurezza è necessario accettarla nuovamente
Su Signal, quando viene cambiata la chiave di sicurezza è necessario accettarla nuovamente

Ci siamo cimentati in questa lunga spiegazione per cercare di spiegare al meglio la situazione, quindi adesso proviamo a rispondere alle domande.

Esiste la possibilità, seppur estremamente improbabile, che WhatsApp possa possa “intercettare” i messaggi di un utente, anche considerando la possibilità di forzare da remoto la generazione di nuove chiavi di sicurezza? Sì, esiste questa possibilità, ma è uno scenario decisamente remoto e difficile da realizzare. Inoltre, si può (parzialmente) risolvere il problema andando su Impostazioni > Account > Sicurezza e attivare Mostra notifiche di sicurezza: abilitando questa impostazione, l’utente che invia un messaggio riceverà una notifica se il destinatario ha cambiato chiavi di sicurezza (anche se il messaggio verrà recapitato comunque).

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Quanto detto finora si può considerare una backdoor? No (ma dipende anche dai pregiudizi di ogni utente). Per definizione, infatti, una backdoor è appunto un accesso secondario, lasciato deliberatamente aperto affinché qualcuno possa entrarci. Ritenere che un’implementazione come quella di WhatsApp sia una backdoor significa credere che l’azienda abbia consapevolmente deciso di tenersi una via secondaria per accedere ai messaggi.

È una linea di pensiero legittima (anche se complottista), ma l’accusa mossa da Zeynep Tufekci e gli altri esperti di sicurezza al Guardian è che, con un tono tanto allarmista, la stampa generalista può allontanare gli utenti da WhatsApp (che, tutto sommato, è decisamente più sicura di altri client) e spingerli magari verso forme di comunicazione estremamente più fragili, come ad esempio gli SMS.

Concludo con una nota del tutto personale: non nutro una particolare simpatia per WhatsApp, ma lo utilizzo comunque tutti i giorni in maniera tranquilla e sono ragionevolmente sicuro che nessuno leggerà ciò che non voglio venga letto. E, se proprio volessi scambiare dei messaggi particolarmente importanti che non vorrei mai finissero in mani sbagliate (i dati della mia carta di credito, ad esempio) utilizzerei Signal, email con cifratura PGP, chat segrete di Telegram con autodistruzione. Ma anche in quest’ultimo caso ci sarebbe da fare un ulteriore discorso.

Non è solo una questione di privacy, ma di fiducia.

A tal proposito, è molto interessante la riflessione di Jon Evans su TechCrunch relativa alla vicenda. Secondo Evans, non si tratta solo di privacy, si tratta di fiducia: per quanti strati di sicurezza si voglia aggiungere, prima o poi bisognerà fidarsi di qualcuno. Volete utilizzare Signal? Benissimo, ottima scelta perché anche lo stesso Snowden l’ha consigliato. Ma avete letto in prima persona il codice sorgente e siete assolutamente sicuri che non ci siano falle? O vi fidate di chi lo ha fatto per voi? E anche se avete letto l’intero codice sorgente, potete essere certi al 100% che Google o Apple non abbiano modificato l’apk/ipa che installate sul vostro smartphone, includendo linee di codice indesiderato? Preferite compilare l’apk da voi? E chi può assicurarvi che il compilatore che utilizzate non sia compromesso o che non abbiate qualche malware su PC che vanifichi i vostri tentativi?

Ovviamente quelle espresse finora sono iperboli, ma la morale è sempre quella: quando si parla di privacy online non si può mai essere certi al 100% di essere al sicuro e, “purtroppo”, si arriva sempre ad un livello dove ci si deve fidare di qualcuno che ne sa di più. Questa famosa vulnerabilità di WhatsApp che permetterebbe a terzi di intercettare i messaggi esiste? Sì, è innegabile. È una backdoor? Molto (molto!) probabilmente no, ma questo dovete sceglierlo voi. Soltanto, se decidete che WhatsApp è brutto e cattivo, state bene attenti a chi affiderete la vostra fiducia in futuro.

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La serie Note non è morta! Samsung conferma: ci sarà un Galaxy Note 8

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Quello del Samsung Galaxy Note 7 è stato uno dei casi più clamorosi nella storia della telefonia mobile, ma sembra che (fortunatamente) non sia bastato all’azienda coreana per porre una lapide su questa linea di dispositivi.

Come confermato in un’intervista al sito CNET, i dirigenti di Samsung credono ancora molto nella serie Note e non sono affatto scoraggiati dai problemi avuti in passato. D.J. Koh, mobile chief di Samsung, ha dichiarato esplicitamente che “ci sarà un Note 8 migliore, più sicuro e più innovativo”.

I problemi alla batteria di Note 7 – ammessi pubblicamente durante la conferenza stampa di oggi – hanno fatto perdere molta credibilità all’azienda coreana, ma i suoi amministratori sono sicuri che riusciranno a riprendersela grazie alle funzioni esclusive dei dispositivi di questa serie e alla grande fedeltà dei clienti.

I Galaxy Note sono, infatti, dei phablet abbastanza particolari, quasi “unici” nel loro genere, grazie al pennino integrato, alle funzioni esclusive e alla qualità generale. Molti dei possessori di Note 4 o Note 5 sono ancora in attesa di un nuovo modello per sostituire quello in uso attualmente, e non ci penserebbero due volte a passare ad un eventuale Note 8. O almeno questo spera Samsung.

LEGGI ANCHE: Il 96% dei Galaxy Note 7 è stato restituito

Vedremo se le ricerche di mercato effettuate dal gigante coreano saranno veritiere, ma per adesso questa notizia farà certamente piacere a tutti gli amanti della tecnologia. Nonostante la reputazione della serie Note non sia brillante come un tempo, proprio per questo motivo siamo molto fiduciosi che Samsung vorrà stupire tutti col Note 8, ritornando ad essere la regina dei phablet.

Dite la verità, anche voi lo prendereste un Note 8? O siete ancora spaventati dai problemi del 7?

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Huawei P10 potrebbe essere lo smartphone serie P più caro di sempre

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Manca poco più di un mese alla presentazione ufficiale di Huawei P10, nuovo top gamma che prenderà in eredità il posto dell’ottimo P9. Se le prime notizie sull’hardware e sulle funzionalità del dispositivo stanno facendo sognare i fan dell’azienda cinese, il costo potrebbe davvero smorzare tutto ques’entusiamo.

Infatti, grazie al tweet del noto leaker Ricciolo, possiamo avere una prima informazione riguardo al prezzo di listino di P10, e non c’è molto da ridere. Tralasciando i prodotti a firma “Porsche design”, pare che Huawei P10 sarà lo smartphone più costoso tra quelli della serie P sinora usciti sul mercato.

E se non fosse abbastanza chiaro il concetto, l’hashtag #crazy usato dal leaker per definire il prezzo rende bene l’idea di quello che potremmo aspettarci.

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A questo punto non vediamo davvero l’ora di scoprire qualcosa in più sul conto del P10, sperando che la qualità sia al top e che, magari, il buon Ricciolo abbia voluto esagerare un po’ col suo tweet. Secondo voi, quale sarebbe un prezzo non troppo alto per Huawei P10? A che cifra dovrebbe arrivare per avere un “prezzo folle”?

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Un’app per modificare le funzioni assegnate ai pulsanti sul vostro smartphone: Button Mapper (foto)

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Per dare ai telefoni un’aspetto sempre più pulito e minimale, il numero di tasti fisici presenti sui dispositivi è sempre di più ridotto allo stretto indispensabile. Se da una parte questo porta degli innegabili vantaggi in termini di design, però, ad alcuni utenti potrebbe mancare la possibilità di lanciare rapidamente la fotocamera, oppure un’altra app particolarmente utile, senza doverla cercare nell’app drawer.

Fortunatamente, c’è un’applicazione gratuita che può aiutarvi a superare questa mancanza: si tratta di Button Mapper, che vi permetterà di riutilizzare il bilanciere del volume, i pulsanti fisici di navigazione o qualunque altro tasto presente sul dispositivo (come il tasto per la fotocamera di alcuni Sony), a vostro piacimento.

Tutto in un tocco

Il suo funzionamento è molto semplice, e già dall’apertura vi verrà presentato assieme alle limitazioni dell’app da una breve introduzione: tutto quello che dovrete fare sarà riassegnare le azioni che desiderate ai pulsanti fisici e capacitivi presenti sul vostro dispositivo, tenendo però presente che l’app non funzionerà con lo schermo spento, e che non vi sarà possibile modificare il funzionamento del pulsante di spegnimento (in compenso, però, non avrete bisogno dei permessi di root).

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Fatte salve queste premesse, i possibili utilizzi di Button Mapper sono davvero molti, grazie anche al riconoscimento di doppi tocchi e pressioni prolungate: anche se il vostro dispositivo non ha tasti fisici che non utilizzate, infatti, potrete espandere il funzionamento dei tre tasti di navigazione (home, back e multitasking) senza dover rinunciare al loro uso di base.

Button Mapper vi permetterà di assegnare a ogni pulsante, a vostra scelta, una azione (screenshot, controlli multimediali, ecc…), il lancio di un’applicazione, oppure l’utilizzo di una scorciatoia.

Download gratuito

Button Mapper è disponibile sul Play Store, ma nella sua versione gratuita potrete modificare solo il funzionamento del tasto home e del bilanciere del volume. Per accedere alle opzioni per tutti i pulsanti dovrete acquistare la versione completa al prezzo di 2,59 €.

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Lineage OS, la nostra prova su Nexus 5X (video)

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Sono da poco disponibili le prime weekly di Lineage OS, la ROM che raccoglie la (pesante) eredità di CyanogenMod, e che sarà rilasciata per lo più con cadenza settimanale, anziché con le quotidiane nightly. Personalmente non mi trovo affatto contrario a questa scelta, soprattutto in un momento delicato come questo nuovo avvio, tanto più che aggiornare ogni singolo giorno il sistema operativo del proprio smartphone non è in fondo nemmeno troppo pratico.

Come si presenta quindi questa Lineage OS all’avvio? Come una CyanogenMod, quasi in tutto e per tutto (loghi e qualche ritocco grafico di configurazione a parte), e del resto non ci aspettavamo nulla di diverso. Abbiamo quindi fatto un rapido excursus sulle opzioni che troverete in più, rispetto ad un Android 7.1.1 standard, che spaziano da una sorta di filtro luce blu (non quello dei Pixel), allo schermo esteso, da maggiori controlli audio, alla personalizzazione della Nav Bar, del pulsante di accensione e di altri controlli del sistema.

Abbiamo anche la ormai classica sezione dedicata alla riservatezza dei vostri dati, con Privacy Guard ed app protette, e gli altrettanto classici profili personalizzabili, che si attiveranno automaticamente al verificarsi di certe condizioni. Immancabile poi la personalizzazione della barra di stato, sia nei contenuti che nelle gesture per richiamarli.

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Tra le app pre-installate segnaliamo AudioFX per l’equalizzatore, un player audio, e due registratori, uno per lo schermo di Android e l’altro per l’audio. Infine c’è anche l’ormai vecchio file manager, che adesso porta il nome di Lineage OS. Da notare infine che la fotocamera è la stessa presente su CyanogenMod, e non quella di Google, che volendo potrete installare tramite apk.

C’è qualche bug, qualche app che non si è chiusa quando dovrebbe, ed il sistema di aggiornamento automatico non sembra funzionare, ma forse è un problema di server, perché al momento delle due build per Nexus 5X presenti, nessuna sembra raggiungibile. Insomma, è un nuovo inizio, anche se con un già grande bagaglio di esperienza sulle spalle, ma questo non esclude qualche piccolo problema. In ogni caso, buona fortuna a Lineage OS, che ha sulle spalle un compito non banale, tanto più ora che il mondo del modding non è più quello delle origini di CyanogenMod.

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Huawei Mate 9 Porsche Design disponibile in Italia a “soli” 1.395€

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Huawei Mate 9 non è l’unico dispositivo presentato dalla società cinese nel mese di novembre. A suo fianco c’era il costosissimo Huawei Mate 9 Porsche Design, phablet che andava a cambiare non solo l’estetica di Mate 9 ma anche il comparto hardware.

A bordo troviamo infatti display AMOLED curvo dual edge da 5,5″ (e non 5,9) a risoluzione QHD (non full HD), 6 GB di RAM e ben 256 GB di memoria interna. Il prezzo, come accennato, non è dei più accessibili: ben 1.395€!

Se spendere non vi spaventa e volete togliervi lo sfizio, Huawei Mate 9 Porsche Design è disponibile in Italia tramite lo store online ufficiale Vmall, al prezzo già indicato nel precedente paragrafo. Tutti i dettagli a questa pagina.

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OnePlus 3T Gunmetal disponibile da domani con spedizione immediata!

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Come primo buon proposito del nuovo anno, OnePlus vuole fornire ai suoi clienti spedizioni immediate sul loro prodotto di punta. Stiamo ovviamente parlando di OnePlus 3T nella sua variante Gunmetal, ovvero un grigio metallico leggermente più scuro di quello di OnePlus 3.

A partire da domani 24 gennaio OnePlus 3T Gunmetal sarà disponibile sullo shop ufficiale di OnePlus in spedizione immediata. Ovviamente la società si deve essere dotata di un discreto stock di smartphone, ma comunque non sappiamo per quanto durerà tale disponibilità.

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Primi avvistamenti di Android 7.0 Nougat su HTC 10 (foto)

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Giusto qualche giorno fa avevamo riportato le dichiarazioni di HTC in merito all’aggiornamento ad Android 7 Nougat di HTC 10. L’update era già arrivato negli Stati Uniti, e nel giro di poco, almeno da quanto affermato dal produttore taiwanese, si sarebbe espanso anche ad altri mercati.

Ci arriva oggi direttamente dall’Italia, anche se da un dispositivo non italiano, la conferma del rollout di Android 7.0 Nougat (non 7.1 quindi) proprio su HTC 10. Si tratta della build 2.41.709.3 del peso di 1,38 GB. Come si può leggere dallo screenshot, tra le novità, oltre a Nougat, ci sono anche le ultime patch di sicurezza (quelle di gennaio), miglioramenti generali e il supporto al VoLTE.

Grazie ad Andrea
per la segnalazione e gli screenshot

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Huawei Mate 9 Porsche Design disponibile anche per l’Italia

Huawei Mate 9 Porsche Design, a distanza di quasi tre mesi dalla sua presentazione ufficiale, può essere finalmente acquistato anche dai consumatori italiani. Tutto questo ad un prezzo che, in verità, non è facilmente riscontrabile facendo riferimento agli smartphone attuali.

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Nuove informazioni sull’hardware di Samsung Galaxy Tab S3: in arrivo al MWC?

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Si è parlato a più riprese del “fantomaticoGalaxy Tab S3 di Samsung. L’uscita era inizialmente prevista per settembre, poi per l’inizio del 2017 (quindi in occasione del CES) ma ancora il colosso coreano non ha svelato il tablet in questione.

Nel frattempo però il tablet ha ricevuto le certificazioni Wi-Fi e Bluetooth e dalla Cina arrivano dettagli su parte del comparto hardware che nasconde al suo interno. Il processore presente a bordo sarebbe un Exynos 7420, un SoC che fece il suo debutto sul mercato nel 2015 a bordo di Galaxy S6. A suo fianco troviamo 4 GB di RAM, memoria interna UFS 2.0, USB Type-C e pulsante home con lettore di impronte digitali.

I codici modello dovrebbero essere SM-T820 per quello solo Wi-FiSM-T825 per la variante LTE. Vista l’assenza di Galaxy S8 al MWC di Barcellona, sospettiamo che il produttore coreano presenti Samsung Galaxy Tab S3 proprio in occasione dell’importante evento internazionale.

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Rabona Mobile, nuovo MVNO che strizza l’occhio ai tifosi di calcio

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Mentre il grande pubblico attende la fusione tra Wind e 3 e l’entrata in campo del nuovo operatore Free Mobile, un nuovo operatore virtuale si aggiunge alla schiera di quelli presenti sul mercato italiano, Rabona Mobile.

Si tratta di un ESP MVNO non del tutto nuovo: questo operatore, infatti, era già stato presentato nel gennaio di due anni fa, ma adesso, dopo un lungo periodo di test, sembra pronto per entrare ufficialmente sul mercato.

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Come precisato dall’amministratore unico Maurizio D’Alessandro, Rabona Mobile non punterà tanto alla corsa al ribasso, ma a creare servizi aggiuntivi per gli appassionati di calcio:

«In un mercato monotono oramai da diverso tempo, abbiamo l’intenzione di portare un pizzico di novità, – commenta l’amministratore unico Maurizio D’Alessandro – la nostra intenzione non è quella di fare la gara al ribasso delle tariffe, anche se abbiamo promozioni molto competitive, ma fidelizzare una clientela appassionata di sport offrendo servizi a valore aggiunto in grado di fare la differenza per chi vorrà sentirsi parte integrante di una community.

Stiamo concludendo accordi con diverse squadre di calcio professionistiche e nuovi partner commerciali. Lanceremo anche SIM e ricariche scratch card – Limited Edition – per i tifosi. Inoltre vogliamo diffondere il brand Rabona con le aperture dei negozi in franchising per avere la presenza fisica sul territorio nazionale ed essere sempre più presenti per gli utenti che desiderano entrare nel nostro mondo

Non ci rimane che scoprire quali saranno le tariffe offerte dall’operatore. Nel frattempo, qualora ve lo steste chiedendo, la rabona (o, in italiano, incrociata) è l’azione di calciare la palla con spostando il piede calciante dietro quello d’appoggio (vedi video sotto).

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All Inclusive 1000 New: Wind tenta i clienti TIM con 1000 minuti e SMS e 3 GB di internet

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Wind All Inclusive 1000 New è la nuova promozione dell’operatore arancione dedicata a tutti i clienti TIM che eseguono portabilità verso Wind.

Wind All Inclusive 1000 ha un prezzo di 9€ con rinnovo automatico ogni 4 settimane, ed offre:

  • 1000 minuti verso tutti
  • 1000 SMS verso tutti
  • 2 GB di traffico dati in 4G + 1 GB omaggio per un anno

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Inoltre, l’offerta è compatibile con la promozione “Porta i tuoi Amici”, che permette di guadagnare altri giga di internet ogni mese.

Secondo quanto riferito, l’offerta è disponibile per tutti gli utenti TIM che passano a Wind, ma attualmente non sappiamo fino a quando sarà valida.

Aggiornato: prorogata fino al 31 gennaio

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Fastweb Mobile: nuovo prefisso e SIM LTE (Aggiornato)

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La notizia che Fastweb Mobile sarebbe diventato un Full MVNO circola da più di un anno, ma adesso è finalmente giunto quel momento: qualche giorno fa l’operatore ha iniziato ad utilizzare le nuove SIM 4G per i nuovi clienti, che sono disponibili per tutti da oggi, 23 gennaio.

Queste nuove schede avranno il nuovo prefisso dell’operatore, ossia il 375. Per quanto riguarda le tariffe, Fastweb Mobile esordisce con Mobile 250, Mobile 500, Mobile Freedom e Mobile Fuel, di cui potete leggere meglio a questo indirizzo.

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Come sempre, sono disponibili sconti per chi utilizza Fastweb anche a casa, con offerte a partire da 5€ ogni 4 settimane.

Aggiornato: SIM LTE su rete TIM disponibili per tutti

 

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Bloccate l’accesso ad app e azioni sul vostro smartphone con Serratura(AppLock)(foto)

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Smartphone e tablet, oramai, ci accompagnano in quasi tutte le occasioni della vita quotidiana, ed è ovvio che questo ci abbia portato a trattarli con “naturalezza”, spesso dimenticando l’importanza dei dati che possono essere contenuti al loro interno.

Se però volete proteggere l’app della vostra banca, l’account di Amazon, le password contenute dentro a Chrome o altre informazioni sensibili che si trovano nel vostro dispositivo, senza bisogno di impostare un blocco che vi costringa a digitare una password ogni volta che volete sbloccare il telefono, fortunatamente potete farlo con app come Serratura(AppLock).

Semplice ma efficace

Come suggerisce il (poco originale) nome, Serratura (AppLock) è un’app gratuita grazie alla quale potrete bloccare l’accesso ad un elenco personalizzato di app e funzioni del vostro smartphone, così da limitarne l’utilizzo da parte di estranei, amici troppo simpatici o bambini.

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Utilizzare Serratura è molto semplice: tutto quello che dovrete fare sarà infatti impostare un PIN o una password per lo sblocco (è supportata anche l’impronta digitale), e selezionare dall’elenco ciò che volete far finire nell’elenco delle azioni “proibite”: potrete scegliere ogni app installata sul dispositivo, ma anche impostazioni rapide (come la disattivazione di WiFi o GPS) e perfino azioni come la risposta a una telefonata in arrivo.

Alcune funzioni, però, rendono Serratura (AppLock) particolarmente interessante, come:

  • Possibilità di creare profili da richiamare rapidamente;
  • Attivazione di blocchi a tempo;
  • Attivazione del blocco secondo il luogo (utilizza le reti WiFi);
  • Galleria nascosta per foto e video privati;
  • Supporto a temi e plugin.

Download gratuito

Serratura (AppLock) è disponibile gratuitamente sul Play Store: potete iniziare fin da subito a proteggere app, foto e video sul vostro smartphone cliccando sul badge per il download che trovate a seguire.

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Galaxy S6 sta per ricevere Android 7.0 Nougat

Galaxy S6 (e relativa gamma) otterrà a breve l’aggiornamento per Android 7.0 Nougat. Dopo le notizie pubblicate circa gli smartphone Samsung coinvolti nel processo di roll out, per l’ex top di gamma i tempi sembrano più che maturi.

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Brevetti Samsung e ancora smartphone pieghevoli (chi l’avrebbe mai detto?)

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Nuova settimana, nuovo brevetto Samsung relativo a smartphone pieghevoli: non ce ne vogliate se facciamo un po’ d’ironia, ma sembra ormai più che assodato che l’azienda coreana ha intenzione di investire su questo tipo di dispositivi che si piegano su sé stessi. Secondo alcune indiscrezioni, i primi modelli con questo form factor potrebbero arrivare già entro la fine dell’anno.

In questo caso, però, non si parla di un dispositivo che si apre orizzontalmente, ma qualcosa simile ad i vecchi flip phone (ossia telefoni a conchiglia), con un display flessibile che si richiude su sé stesso verticalmente.

Il brevetto odierno, comunque, non è un patent applications ma un cosiddetto design patent: in sostanza, non fornisce alcuna informazione circa i materiali e il reale funzionamento del prodotto, ma dà solo un’idea del design. In ogni caso, possiamo specularci su senza sentirci troppo in colpa: è ormai evidente che Samsung voglia puntare a questo tipo di tecnologia, rimane solo da vedere come la implementerà.

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Galaxy S6 con Nougat riceve una certificazione e Samsung registra “Bixby Vision” per Galaxy S8

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Una volta annunciato il rilascio di Nougat per Galaxy S7, Samsung si è senz’altro messa al lavoro per aggiornare anche gli altri modelli della lista, e sembra che Galaxy S6 (in tutte le sue varianti) sarà senz’altro tra i prossimi beneficiari. Il top di gamma 2015 dell’azienda ha infatti ricevuto la certificazione Wi-Fi con Android Nougat, uno dei tanti piccoli passi da compiere prima del rollout ufficiale.

Questo non significa che l’aggiornamento arriverà per forza a breve: Samsung si è tenuta larga, parlando di “entro metà anno”, ma in ogni caso ci aspettiamo che Galaxy S6 sia il prossimo della lista, preceduto al più da Galaxy Note 5. Come sempre, vi terremo aggiornati sui futuri sviluppi, e intanto occhi aperti per l’arrivo di Nougat in Italia su Galaxy S7 ed S7 edge, dato che per ora sembra diffuso solo in pochi paesi stranieri.

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Nel frattempo Samsung ha registrato il marchio “Bixby Vision“, probabilmente connesso alle funzionalità dell’assistente vocale di Galaxy S8 legate alla fotocamera, delle quali avevamo già parlato nei giorni scorsi. Bixby sembra insomma sempre più uno dei cardini del futuro top di gamma coreano, ed in base a quanto emerso finora sembra che potrà comunicare con tutte le app dell’azienda, elaborare pagamenti mobili, ed integrarsi con l’ecosistema Samsung. Sarà questo “il futuro”?

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Niente Galaxy S8 al Mobile World Congress: la conferma di Samsung

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Non vi giungerà certo come una notizia shock, ma casomai nutriste ancora delle speranze di vedere Galaxy S8 al MWC 2017, ripensateci: Samsung ha confermato che il suo prossimo top di gamma non sarà presente a Barcellona, almeno non per gli occhi del grande pubblico.

Durante la conferenza stampa relativa a Galaxy Note 7, il presidente di Samsung mobile, Koh Dong-jin, ha infatti detto di non aspettarsi Galaxy S8 al MWC, senza però chiarire bene quando dovrebbe arrivare lo smartphone, anche se multiple fonti ormai concordano per un evento il 29 marzo prossimo a New York, con lancio commerciale verso la fine di aprile.

Per adesso comunque, la sola conferma riguarda l’assenza da Barcellona del prossimo top di gamma Samsung; per riparlare della sua effettiva presentazione ci sarà tempo, e per allora buona parte della concorrenza (LG e Huawei su tutti) avrà già calato i suoi assi.

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Tutti i Chromebook del 2017 (e successivi) supporteranno le app Android

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Fino a qualche mese il supporto alle app Android su Chrome OS era frammentario e limitato a pochissimi dispositivi; le cose cambiano con il nuovo anno. È Google stessa a spiegare che tutti i Chromebook del 2017, e i modelli che seguiranno, saranno nativamente compatibili con le app Android.

La cosa non stupisce troppo, visto che il Play Store e relative app e giochi sono ormai parte integrante del sistema operativo desktop di Google. Il 2017 si rivela quindi molto interessante sul fronte Chrome OS.

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Abbiamo già visto i primi nuovi dispositivi al CES, qualcuno sulla carta davvero niente male, mentre sappiamo già che la prossima versione dell’integrazione con Android permetterà di lanciare più app in finestre diverse, sfruttando il multi-window di Nougat.

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Ecco perché Galaxy Note 7 poteva esplodere e cosa farà Samsung per evitare il ripetersi di simili incidenti

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Samsung ha svelato i risultati delle indagini condotte su Galaxy Note 7, per determinare le cause che hanno portato all’esplosione di numerosi modelli. In seguito ai primi problemi, Samsung ha richiamato lo smartphone dalla vendita ed ha realizzato delle nuove unità che avrebbero dovuto risolvere il problema, ma che invece sono andate incontro al medesimo destino, causando anche alcuni feriti. La conseguenza di ciò è stato il ritiro dello smartphone dal commercio e la cancellazione definitiva della sua produzione.

Quali sono stati i problemi di Galaxy Note 7

In base a quanto concluso da Samsung, ci sono quindi state due problematiche diverse: la prima relativa alle batterie impiegate inizialmente da Galaxy Note 7, e la seconda relativa anche alle batterie sostitutive. Il primo errore è esattamente quello ipotizzato a suo tempo, ovvero l’accidentale contatto di catodo ed anodo, questo perché l’elettrodo negativo poteva venire flesso nell’angolo in alto a destra della batteria (a noi questo sembra anche un difetto di progettazione generale, ma Samsung afferma che non ce ne sono stati altri, né nel design né nella produzione dello smartphone). Ciò è stato possibile anche a causa del posizionamento errato della punta dell’elettrodo negativo, che veniva a trovarsi in una posizione troppo sporgente, facilitando la flessione di cui sopra.

Questo ha causato le esplosioni iniziali, cui è seguito il pronto ritiro dal commercio da parte di Samsung, e la conseguente sostituzione delle batterie difettose, ma dato che il diavolo fa le pentole e non i coperchi, l’eccessiva fretta di Samsung nel rimettere in commercio il phablet è stata cattiva consigliera, perché ha impedito all’azienda di condurre i test necessari per assicurarsi che le batterie sostitutive fossero esenti da difetti. Queste ultime avevano infatti dei problemi di saldatura, che hanno causato nuovamente contatti tra elettrodo positivo e negativo; per di più, in alcune delle nuove batterie era assente il nastro isolante tra i due elettrodi, facilitando così l’insorgere del problema.

Vista così sembra una coincidenza quasi diabolica: due diversi tipi di difetti, entrambi con stesse catastrofiche conseguenze. La logica vorrebbe appunto che ci fosse qualche difetto comune a monte, ad esempio nell’alloggiamento della batteria o nel design dello smartphone stesso, ma le indagini di Samsung e dei suoi partner non ne hanno rilevato alcuno. Nel link alla fonte trovate numerosi PDF con i singoli risultati delle varie indagini. A seguire trovate un’infografica che spiega quanto appena illustrato

Perché non si ripeteranno

Per evitare che in futuro possano verificarsi nuovamente casi analoghi, Samsung assicura di aver preso tutte le misure preventive necessarie. In particolare l’azienda farà leva su un test delle batterie organizzato su otto livelli (resistenza, analisi visiva, raggi X, disassemblaggio, carica e scarica, TVOC test, uso accelerato, △OCT test. Inoltre l’azienda metterà in atto dei protocolli di sicurezza in base a standard più rigidi, e non solo in merito alle batterie, ma in generale sul design dei suoi prodotti e sui materiali impiegati, non da ultimo migliorando anche gli algoritmi software che controllino temperatura, flusso di corrente e durata della ricarica.

Samsung ha inoltre istituito un “battery advisory group“, un gruppo di consulenti esterni costituito da ricercatori ed esperti, per assicurarsi che l’azienda mantenga una prospettiva chiara ed oggettiva in merito alla sicurezza delle batterie. Tra questi vengono citati membri delle Università di Cambridge, Berkeley, Stanford e altri. Le eventuali “scoperte” fatte saranno inoltre condivise con le altre industrie del settore, per assicurarsi che tutti siano più sicuri.

A seguire trovate un video ed alcune immagini che spiegano quanto appena detto e che illustrano come Samsung ha condotto le sue indagini su Galaxy Note 7.

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Volantino Unieuro in anteprima: sconti fino al 50% e c’è anche P8 Lite 2017! (foto)

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Fino al 25 gennaio è valido il volantino Fuori Tutto Winter Edition di Unieuro. In anteprima arrivano le offerte del nuovo flyer della catena, titolato allo stesso modo e che promette lo stesso tipo di sconti, ovvero fino al 50%. Andiamo quindi a vedere cosa offre la nuova campagna promozionale di Unieuro, che sarà valida dal 26 gennaio al 9 febbraio.

Gli sconti più consistenti (sempre relativi al prezzo di listino) sono nel comparto elettrodomestici, dove peraltro è in vigore una promozione che mette in regalo un’asciugatrice con l’acquisto di un climatizzatore. Tuttavia anche sul comparto smart c’è qualche ribasso degno di nota.

Sul fronte TV troviate gli sconti più interessanti, con fino al -38% su modelli per un po’ tutte le esigenze, inclusi Samsung, Sony, LG fino a 4K e curvi. Ricca anche la scelta nel comparto informatica; qui di fianco ai tablet 2-in-1 low cost con processore Atom anche qualche PC più moderno, con un Lenovo ed un Acer che montano Kaby Lake.

Non mancano ovviamente gli smartphone. Tra quelli in ribasso c’è Samsung Galaxy S6 edge a 429€, Galaxy J5 2016 a 189,90€, Meizu U20 a 219,99€, LG X Screen a 149,99€, Apple iPhone 6s 32 GB a 639€, ASUS Zenfone 3 a 349,99€, Huawei Mate 8 a 479€ e anche il nuovo P8 Lite 2017 a 249,90€. Interessanti anche Huawei Band a 69,90€ e Fitbit Blaze a 179,90€.

A completare il tutto c’è la DSLR Nikon D3300 a 629,90€ e PS4 Slim da 1 TB con Uncharted 4 e PES 2017 a 339,99€. Quanto indicato e le altre parti smart del volantino le trovate nella galleria qui sotto, mentre vi rimandiamo a tutte le atre pagine se vi interessano anche gli elettrodomestici.

Volantino Unieuro Fuoritutto Winter Edition fine gennaio 2017

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Amazon vi tenta con dispositivi top in sconto: Bose, Sennheiser, Intel e Sony

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Amazon apre la sua settimana di offerte con un sacco di dispositivi interessanti. Tra quelle di oggi 23 gennaio infatti diversi dispositivi e gadget di fascia relativamente alta come cuffie Sennheiser, tastiera meccanica da gaming  Logitech o la fotocamera compatta Sony DSC-RX100.

Tra offerte lampo, del giorno e tagli dietro le quinte i prezzi buoni (seppur alti) non mancano. Fateci quindi sapere se e da quale delle offerte qui sotto vi siete fatti tentare!

AVM FRITZ! WLAN Repeater 310

27.99€

In offerta lampo anche questo tanto semplice quanto funzionale ripetitore di segnale wireless della serie Fritz!.

Lego Dimensions Starter Pack

39.99€

Recensione

Avete una Wii U? Entrare nel mondo di Lego Dimensions è oggi più facile che mai.

Sennheiser Momentum 2.0 On-Ear

119€

Una delle cuffie più apprezzate, nella loro seconda versione on-ear, per il rapporto qualità/estetica prezzo. Occhio però, quella in sconto è la versione per smartphone “Samsung Galaxy”.

D-Link DSL-3590L

119.9€

Un modem/router adatto anche agli usi più intensivi, anche su rete wireless su cui offre Dual Band fino a 1.900 Mbps.

Logitech G910 Orion Spectrum

139.9€

Ribasso degno di nota anche quello su questa tastiera meccanica di Logitech. Certo costa ancora un bel po’, ma stiamo parlando di un prodotto da veri appassionati. Se vi interessa tenete a mente però che il layout è quello USA.

Fitbit Blaze

169.9€

Siete tipi dinamici e state cercando un buon smartwatch? Amazon vi propone in sconto (non il migliore visto su questo shop m a comunque buono) il Fitbit Blaze a 170€.

Sony DSC-RX100

299€

Tra le offerte più interessanti di oggi la DSC-RX100 di Sony, la super compatta ormai non più tanto recente, ma ancora in grado di dare filo da torcere a molte compatte più recenti.

Bose Solo 15 Serie II

299.9€

Recensione

Il prezzo di lancio non è il punto forte di questo sistema audio di Bose. Oggi però la cifra diventa davvero interessante con l’offerta del giorno Amazon.

Intel Core i7-6800K

422.06€

Un calo di prezzo degno di nota anche per questo potente processore Intel della sesta generazione.

TomTom Runner 2 Cardio alle 17:35

In sconto in tardo pomeriggio, alle 17:35 (mezz’ora prima se avete Prime), anche il wearable da sportivi TomTom Runner 2. Se siete appassionati di corsa mettevi un promemoria.

Nota: se il prezzo dovesse differire da quello indicato nell’articolo è a causa del fatto che i pezzi in promozione sono esauriti o l’offerta a tempo scaduta.

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Hugo Barra dice addio a Xiaomi: che ne sarà di lui e dell’azienda cinese?

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“Tre anni fa mi sono imbarcato nella più grande ed avvincente sfida della mia vita”, così Hugo Barra descrive in breve il suo lavoro a Xiaomi, l’azienda cui si è unito tre anni fa dopo aver lasciato Google, e che ora abbandona per tornare alla “sua” Silicon Valley. Barra afferma infatti che lavorare in un ambiente così lontano dalla sua terra natia e dalla sua vita precedente è diventato un peso troppo grande, al punto da cominciare ad affliggere anche la sua salute.

Xiaomi è ormai un player globale, a suo dire, che poi era lo scopo primo del suo ingresso nell’azienda. In India Xiaomi è cresciuta come mai nessuno prima, si è espansa in Indonesia, Singapore, e Malesia, e recentemente in altri 20 mercati, tra cui Russia, Messico e Polonia. In accordo con Google, Xiaomi ha lanciato il suo primo prodotto in USA, la Mi Box 3 (che abbiamo recensito), ed ora come ora Xiaomi è un player globale.

Sinceramente non siamo del tutto d’accordo con la visione di Barra, e se da una parte i successi di Xiaomi sul mercato asiatico sono innegabili, per parlare di mercato globale ci vuole qualcosa di più di quanto evidenziato dallo stesso ex dirigente dell’azienda. Xiaomi si sta affacciando sulla scena internazionale, prima al MWC 2016 e ora al recente CES, ma non ha ancora compiuto il passo che ci saremmo aspettati, e con l’addio di Barra il timore è che questo possa subire ulteriori ritardi; ma staremo a vedere.

Hugo Barra lascerà ufficialmente Xiaomi a febbraio, dopo il Capodanno cinese, e prima di ritornare al lavoro nella Silicon Valley, Barra si prenderà un po’ di meritato riposo e di tempo per sé ed i suoi cari. Buona fortuna a lui(ed a Xiaomi)!

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Note 7: Samsung conferma, è colpa delle batterie

Fin dall’inizio la colpa degli incendi di Galaxy Note 7 è stata attribuita alle batterie. Samsung, dopo i lunghissimi test effettuati, ne conferma ufficialmente le cause.

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Open Giga: ecco le nuove offerte Tiscali Mobile, a partire da 5€ ogni 4 settimane

Tiscali-logo-final

A partire da oggi, 23 gennaio, Tiscali offre nuove offerte ricaricabili, destinate sia a chi esegue portabilità verso l’operatore che verso chi è già cliente. Si tratta delle Open Giga, nuove promozioni a partire da 5€ ogni 4 settimane.

Nello specifico, le tre possibili configurazioni sono:

  • Tiscali Mobile Open 1 GB, che al costo promozionale di 5€ (invece di 10€) ogni 28 giorni offre 100 minuti di chiamate e 1 GB di traffico in 3G
  • Tiscali Mobile Open 4 GB, che al costo promozionale di 9€ (invece di 14€) ogni 28 giorni offre 600 minuti di chiamate, 600 SMS e 4 GB di traffico in 3G
  • Tiscali Mobile Open 6 GB, che al costo promozionale di 15€ (invece di 19€) ogni 28 giorni offre 1000 minuti di chiamate, 1000 SMS e 6 GB di traffico in 3G

LEGGI ANCHE: Migliori offerte telefoniche

Tutte queste includono anche chiamate illimitate verso tutti i numeri Tiscali Mobile, i minuti sono conteggiati con scatti anticipati da 60 secondi e non sono previsti costi d’attivazione.

Sarà possibile attivare le nuove Open Giga fino al 2 febbraio 2017, salvo eventuali proroghe da parte dell’operatore.

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LeEco X10: in arrivo uno smartphone con 4 fotocamere

L’azienda cinese LeEco sarebbe al lavoro su un nuovo smartphone Android con ben 4 fotocamere. Questa indiscrezione è emersa nelle ultime ore grazie ad un test GFXBench, il quale ha rivelato anche le presunte specifiche tecniche di questo misterioso X10.

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Le migliori offerte di amazon di Lunedì 23 gennaio

Dopo l’Amazon Prime Day e in attesa del prossimo Black Friday amazon propone qualche offertina per ingannare l’attesa

Prima di visionare la lista delle offerte proposte, vi ricordo le nostre classifiche sempre aggiornate:

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Honor DUK-TL30: certificato dall’ente cinese TENAA il successore dell’Honor 8?

L’Honor 8 è un best-buy per tutti coloro che vogliono affidarsi ad uno smartphone di fascia media senza sfigurare nei confronti dei più costosi top-gamma ed ovviamente per il 2017 l’azienda cinese sta lavorando ad un degno successore, che potrebbe essere proprio lo smartphone certificato recentemente dall’ente cinese TENAA, ovvero il modello DUK-TL30.

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