“Ok Google” per comandare ogni app, grazie alle nuove API

L’annuncio arriva direttamente dall’account Android Developers, su Google+: presto potremo utilizzare “Ok Google” per comandare qualsiasi app, o almeno quelle che intenderanno supportare i comandi vocali da ogni schermata.

Il nuovo set di API permetterà infatti a tutti gli sviluppatori di aggiungere comandi vocali personalizzati, attivabili attraverso la normale ricerca vocale di Google Now. Per il momento il programma è ristretto ad alcuni partner selezionati, come l’app per ascoltare la radio pubblica NPR e TripAdvisor (“Ok Google, show attractions near me on TripAdvisor.”).

LEGGI ANCHE: Ok Google: l’elenco dei comandi vocali di Google Now in italiano

Tuttavia l’obiettivo di Google è di espandere ulteriormente i comandi vocali personalizzati e gli sviluppatori interessanti potranno già inviare la propria idea grazie al form ufficiale; dimostrazione che il futuro di Android sarà sempre più integrato anche con le app di terze parti ed in grado di fornire un alto grado di interazione.

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Recensione Huawei P8 – Quando il “Made in Cina” è un pregio

recensione huawei p8(2)

1. Introduzione

Rispettando il ciclo annuale che oramai ogni produttore applica alla propria line up di fascia alta, anche Huawei torna a rinnovare il proprio portfolio rilasciando a distanza di 12 mesi dalla presentazione globale del Huawei Ascend P7 il suo erede, che perdendo il nome di Ascend si vuole far chiamare solamente Huawei P8.

Nell’ultimo periodo Huawei è stata molto attiva nel segmento smartphone, con uno spettro di prodotti estremamente concorrenziali che abbracciano tutte le fasce di mercato ed in particolare con la serie “P” che rappresenta la punta di diamante del suo arsenale mobile. L’azienda ha infatti deciso di non rimanere ancorata alle vecchie scelte intraprese con il P6 e P7 ma di andare alla ricerca di un prodotto più originale senza paura di osare troppo ma pur mantenendo i punti di forza che avevano distinto i top gamma dei due anni precedenti. Da qui la scelta di abbandonare il nome “Ascend” ma di ribattezzarlo solamente Huawei P8. 

Huawei P8 (18)

5.2”

HiSilicon Kirin 935 octa-core ARM Cortex A53 2.2 GHz

3 GB

16/64 GB Espandibile

13Mp

5.0 Lollipop con EmotionUI 3.1

2. Packaging e confezione

La volontà di creare un prodotto dall’estrema cura lo si può notare sin dal nostro primo approccio con il dispositivo: non avevamo mai visto un packaging così elegante. Una volta aperta la confezione principale ci ritroveremo infatti con una parte del dispositivo collocato in verticale che sporge verso l’alto. Estrarlo dalla confezione è come sfilare la spada Excalibur dalla sua roccia, ed è una bellissima sensazione!

La confezione del P8

Nella confezione di vendita Huawei ha deciso di dare molta importanza anche agli accessori che accompagnano il dispositivo e per questo troveremo, oltre alla solita manualistica, anche uno spillo di metallo per estrarre il vano SIM e Micro-SD, un caricabatteria da 1v per la ricarica rapida con cavo micro-USB componibile e un paio di auricolari in ear di buona fattura che abbiamo apprezzato sia durante la riproduzione di contenuti audio che durante le chiamate. Niente di nuovo nella confezione , ma la cura che Huawei ha posto nella creazione di questo package lasciano già presagire ad un Huawei P8 che sarà degno della sua confezione.

3. Specifiche Tecniche

Sistema Operativo

Android

Versione Sistema Operativo

5.0 Lollipop con EmotionUI 3.1

Dimensioni

144.9mm x 77.8mm x 6.4mm

Peso

144 grammi

CPU

HiSilicon Kirin 935 octa-core ARM Cortex A53 2.2 GHz

RAM (GB)

3 GB

Memoria interna (GB)

16/64 GB

Pollici Display

5.2

Risoluzione Display

1080 x 1920

Tipologia Display

IPS NEO

Megapixel Fotocamera

13

Capacita batteria (mAh)

2680

Vai alla scheda completa: Scheda tecnica Huawei P8.

4. Design e Materiali

Se c’è un aspetto su cui Huawei non ha mai deluso è sicuramente il design dei propri prodotti. Nel nuovo Huawei P8 troviamo un radicale cambiamento di scelte estetiche rispetto ai precedenti Huawei Ascend P6 e P7 eppure ancora una volta il risultato è estremamente raffinato. Huawei P8 è costruito da un corpo unibody in metallo dove nella parte frontale spicca il display 5.2″ IPS Full HD e nella parte superiore la capsula audio e i sensori di prossimità e luminosità. I bordi del dispositivo sono di metallo e il processo di creazione della scocca unibody per ogni unità ha richiesto centinaia di ore di lavoro e questo lo si può notare dalla cura delle linee del dispositivo, in particolare proprio sui bordi dove gli angoli smussati garantiscono un feeling davvero buono e un grip migliore rispetto ai modelli precedenti.

Huawei P8 (12)

Esteticamente il nuovo Huawei P8 ha molti più punti in comune con l’Ascend P6 che non con il P7 dello scorso anno. Non troviamo infatti il design “a doppia U” che avevamo apprezzato nella recensione del P7. Sul retro non abbiamo un rivestimento in vetro Gorilla Glass ma il dispositivo è un blocco di metallo satinato che lascia libero solo una fascia superiore dove trova alloggiamento il sensore della fotocamera e il flash led dual-tone.

Nella parte superiore del dispositivo possiamo trovare il foro per il microfono ambientale ed il jack da 3,5″, mentre nella parte inferiore troviamo le due griglie per gli speaker e il connettore micro-USB per ricaricare il nostro P8 e trasferire i dati.

Huawei P8 (6)

Per quanto riguarda le superfici laterali abbiamo un lato sinistro completamente pulito, mentre nella parte destra abbiamo il bilanciere del volume ed il tasto di accensione, entrambi di metallo ed incastonati nella scocca unibody, mentre poco sotto i due vani per l’alloggiamento della Nano SIM e della Micro SD. Attenzione poiché il secondo vano ( quello per la micro SIM ) può ospitare anche una seconda Nano Sim ma la variante dual-sim del P8 è disponibile -per il momento- solo in Asia. Sui bordi potremo notare due linee che separano il corpo del dispositivo e questi servono per la seconda antenna che garantisce una ricezione migliore in tutte le situazioni.

Sono un P8 felice!

Sono un P8 felice!

Come abbiamo già visto la parte posteriore non ha più il vetro Gorilla Glass come Ascend P7. Per chi viene da un Ascend P7 sarà felice di sapere che con il vetro posteriore è sparito anche l’ “effetto saponetta” che rendeva il P7 estremamente scivoloso anche su superfici leggermente inclinate. La parte posteriore è infatti ora in metallo satinato e questo garantisce un grip notevolmente superiore. Il design è molto piatto e questo conferisce eleganza al Huawei P8, inoltre lo spessore di 6,4mm mantiene il dispositivo estremamente compatto anche quando lo mettiamo in tasca dove non risulta estremamente ingombrante.

Huawei P8 (8)

I materiali nobili, il design estremamente curato ed un’ergonomia davvero ottima nonostante le generose dimensioni del display ci hanno regalato un feeling veramente positivo con il Huawei P8 e ancora una volta basta guardare il dispositivo per rendersi conto della sua solidità integrità strutturale donata dal corpo unibody di metallo. Non sono presenti scricchiolii e il mano si ha la sensazione di avere uno smartphone compatto e resistente. Ancora una volta ci sentiamo di lodare l’estetica di questo Huawei P8 che mostra come l’azienda non abbia timore di abbandonare i propri punti di forza una perfezione in continua evoluzione.

Display

Nel nuovo Huawei P8 troviamo un display da 5,2″ IPS-NEO con risoluzione FullHD che si traduce in una densità di 424 ppi. Il produttore non ha voluto seguire la tendenza del momento ed equipaggiare un display con risoluzione QHD nel proprio top gamma e questo potrebbe essere stata una scelta per mantenere i costi del dispositivo contenuti anche in vista del fatto che i contenuti 2/4K ancora non sono così diffusi in ambiente smartphone inoltre non scordiamoci che questo aiuta ad avere una durata maggiore dello smartphone.

display p8

Il display ricalca un po’ l’esperienza vista sul P7, con una buona resa cromatica che è gestibile dalle impostazioni del Display di Lollipop per regolare le temperature più fredde/calde e un’angolo di visione molto buono. Qualche incertezza durante l’utilizzo sotto la luce diretta del sole, dove ci si potrebbe aspettare una luminosità maggiore per sopperire a questo inconveniente.

Le cornici del display non sono così sottili come possono apparire nelle immagini stampa, tuttavia il profilo sottile e i bordi consentono un utilizzo pratico anche se utilizzato con una sola mano, sopratutto se abilitiamo la relativa funzionalità che riduce l’area dello schermo per essere agevolati nell’utilizzo con il pollice che utilizziamo. Nel complesso abbiamo un fantastico display che risalta molto sia per vivacità dei colori che accuratezza cromatica.

5. Prestazioni

Da diverso tempo oramai Huawei è impegnata nella propria soluzione in-house per i chipset dei propri smartphone, una tendenza che sempre più aziende stanno abbracciando per avere costi più contenuti, una dipendenza maggiore dai produttori di chipset e per avere un controllo totale del processo produttivo del proprio chipset.

A dare vita al nuovo Huawei P8 ci pensa il chipset HiSilicon Kirin 930, una soluzione Octa-core da 2GHz su processo produttivo a 28nm con architettura a 64Bit e tecnologia big.Little basata su 4 core Cortex A-53 e 4 Core Cortex A-53e. Per quanto riguarda il comparto video il tutto è invece affidato ad una Mali T624. Il chipset è sempre stato un punto delicato quando si tratta di mettere sul banco di prova la famiglia P di Huawei.

Finalmente il Kirin mostra i muscoliNell’Ascend P6 avevamo infatti dovuto fronteggiare il problema di un chipset non all’altezza dei top gamma del momento in termini di prestazioni e di un surriscaldamento eccessivo dello stesso che è stato sistemato tramite aggiornamento solamente in un tardo momento e che ne poteva pregiudicare le performance a pieno carico. Un anno dopo è stato il turno dell’ HiSilicon Kirin 910T che abbiamo trovato nel P7. I progressi di Huawei si sono visti anche in questo ambito e finalmente il processore Kirin iniziava a dimostrare le proprie potenzialità anche se non era il primo della classe e sporadicamente tendeva ancora ad avere tendenze di surriscaldamento.

Ad un altro anno di distanza possiamo mettere alla prova il nuovo Kirin 930 e finalmente crediamo che Huawei abbia raggiunto quello standard qualitativo che ancora non gli apparteneva appieno fino allo scorso anno. Il nuovo chipset ha infatti prestazioni competitive con quello che pretende oggi il mercato di fascia alta e grazie ad esso possiamo apprezzare in modo più fluido l’esperienza utente che Huawei ha concepito per il suo P8. Anche i 3GB di memoria RAM si fanno sentire, permettendo un utilizzo più fluido del dispositivo sopratutto durante operazioni di multitasking. Niente rallentamenti, temperature a pieno carico che si fanno sentire ma comunque sempre negli standard e una potenza grafica degna di un top gamma.

Benchmark alla mano abbiamo stressato il dispositivo in vari modi e tra questi vi proponiamo il risultato di AntuTu (64Bit) che solitamente è preso come punto di riferimento in questo ambito. Huawei P8 con il suo Kirin 930 ha totalizzato un punteggio di 49.873 punti. Si tratta di un punteggio estremamente competitivo se consideriamo che smartphone attuali con il nuovo Snapdragon 810, che è il chipset più utilizzato dai top-gamma 2015, raggiungono punteggi leggermente superiori anche per via di un’architettura analoga. Nel complesso il nuovo Kirin 930 non sfoggerà il titolo di Chipset più potente dell’anno, ma se mettiamo da parte i titoli e guardiamo alla velocità e fluidità del sistema ( che come sappiamo non procede necessariamente a paro passo con la potenza di calcolo hardware ) siamo estremamente soddisfatti del progresso fatto da Huawei ad un anno di distanza del lancio del Kirin 910T sul suo Ascend P7.

Questo si traduce in un’interfaccia sempre reattiva con animazioni fluide, operazioni di multi tasking ben gestite e un comparto gaming gestito molto bene senza rallentamenti di alcun tipo. Insomma, nell’utilizzo quotidiano è un verso piacere utilizzare il nuovo P8.

L’evoluzione hardware del chipset Kirin 930 di Huawei è probabilmente uno degli aspetti che ci ha più colpito di questo P8 poiché era forse il vero tallone d’Achille delle generazioni precedenti. E’ lodevole vedere come Huawei in soli 2 anni abbia saputo migliorare così tanto il processo produttivo dei propri chipset HiSilicon andando a raggiungere soluzioni più blasonate che troviamo sul mercato.

6. Fotocamera e Audio

La fotocamera del Huawei P8 è una delle killer-feature del nuovo dispositivo di Huawei. Troviamo un sensore da 13Mpx sul retro con stabilizzatore ottico dell’immagine ed è lodevole come Huawei abbia incastonato la fotocamera nei 6,4mm di spessore senza farla sporgere sulla parte posteriore, un aspetto che non si può dire di tutti i top gamma recenti. Secondo Huawei si tratterebbe del primo sensore RGBW che è in grado di fornire una luminosità migliore e scatti più nitidi in condizioni di scarsa luminosità o in scene con latro contrasto. I tempi di scatto sono estremamente rapidi e Huawei ci fornisce anche la possibilità di scattare una foto “al volo” premendo due volte il tasto Volume Giù a display spento. Questo permetterà di scattare una foto in circa 1 secondo dal quando premiamo i tasti a display spento ed è una funzionalità molto utile per immortale quei momenti “fuggenti” della vita quotidiana.

Qualche sample fotografico Huawei P8 ( ridimensionate )

Il software della fotocamera è rimasto invariato rispetto a quello che troviamo sui modelli precedenti, anche se notiamo l’aggiunta di nuove modalità di scatto. Huawei ha infatti prestato molta cura non solamente alla parte hardware della fotocamera ma anche in quello software. Potremo fare uno swipe a destra o sinistra per cambiare le varie modalità e oltre alle conosciute HDR e Panorama possiamo trovare anche le modalità Super Night per scatti al buio, foto migliore, watermark e “Tutto a fuoco”. Quest’ultima permette di scattare una sequenza di foto per poi poter scegliere in un secondo momento il punto da mettere a fuoco. Oltre a queste troviamo 4 modalità più creative che permettono di dare libero sfogo ai nostri scatti e sono: Scie Luminose Urbane, Acqua Effetto Seta, Graffiti Luminosi e Scie Stellari

La qualità degli scatti è migliorata sensibilmente se paragonato al vecchio P7 infatti le foto sono ben definiti e ricche di dettagli anche quando facciamo uno Zoom. I colori sono vibranti e ben saturati con quella buona dose di contrasto che rendono le immagini più vive. A ridurre il rumore ci pensa il sensore DSLR che garantisce buoni scatti in ogni situazione. Qualche difficoltà l’abbiamo notata solo negli scatti con alto contrasto, ma niente che la modalità HDR non possa risolvere in modo automatico. Non mancano infine alcune utili funzionalità per i selfie come l’anteprima di scatto o la modalità bellezza per migliorare i volti.

Con la stabilizzazione ottica dell’immagine abbiamo degli buoni scatti con scarsa luminosità anche se in questo caso a risentirne è la saturazione che si degrada più facilmente con un aumento del rumore di sottofondo anche se il sistema di post-processing sembra svolgere bene il suo lavoro di correzione automatica. La modalità Super Night è particolarmente valida in ambienti poco luminosi anche se gli scatti richiedono più tempo di esposizione. Nel complesso troviamo un’ottima fotocamera equipaggiata in questo Huawei P8 e se consideriamo che il dispositivo è ancora un po’ acerbo dal punto di vista software non essendo ancora uscito sul mercato al momento della stesura di questa review, possiamo solo che aspettarci aggiornamenti che miglioreranno ulteriormente questa -già ottima- esperienza fotografica.

Ultima nota per la fotocamera frontale da 8Mpx che viene condita da diverse migliori software come la modalità bellezza che trovavamo già nell’Ascend P7. Ma questa volta Huawei si è spinta oltre con la modalità Scatto perfetto che permette di caricare un set predefinito di impostazioni che verranno applicati ogni volta che scattiamo un selfie. Tra questi troviamo la possibilità di snellire/allargare il volto, rimuovere imperfezioni, ingrandire il sorriso o gli occhi e via dicendo.

Una piccola nota per la modalità regista, che permette di collegare tramite wi-di direct più smartphone e registrare la stessa scena da più angolature per poi montarle insieme in fase di post-produzione.

Audio

Huawei ha spostato gli speaker nella parte inferiore del dispositivo e questo ne risulta in un audio più nitido e potente sopratutto se appoggiato ad una superficie piana. Lo speaker mono sa far sentire la propria voce con un audio limpido e che non distorce neanche ad alti volumi. Nonostante l’esperienza audio da cassa non sia apprezzabile come le soluzioni surround di oggi con speaker frontali, l’audio è sempre nitido anche se la collocazione potrebbe risultare scomoda per chi gioca il modalità landscape in quanto il palmo potrebbe attenuare parte dell’audio. Nessun problema per il volume della capsula del telefono che risulta anch’essa molto nitida e il microfono per le chiamate si è comportato molto bene durante i test.

Huawei P8 (4)

7. Software

Huawei P8 è il primo dispositivo dell’azienda ad essere stato aggiornato ed a uscire di fabbrica già con Android 5.0 Lollipop. Sulla base di Android troviamo l’interfaccia EMUI 3.1 di Huawei, che poco differisce in termini di estetica e funzionalità da quanto visto fino ad ora sugli altri prodotti dell’azienda tra cui gli smartphone a brand Honor. Questo significa che non troviamo molti elementi in stile Material Design così come dettati dalle linee guida di Google.

Comandi vocali e tocco con le noccheQuesto significa che nel launcher del P8 non avremo un app drawer ma le applicazioni saranno gestite sulla schermata principale che potremo ovviamente disporre a nostro gusto e praticità, sfruttando al massimo le cartelle che possiamo creare. Ritroviamo molte funzionalità che abbiamo già apprezzato sulla EMUI 3 nell’Ascend P7 come lo swipe verso il basso per aprire il comodissimo finder di sistema o le gesture intelligenti come ad esempio la possibilità di sollevare il telefono per rispondere ad una chiamata, la possibilità di ordinare le icone del launcher scuotendo il dispositivo o quella per silenziare una sveglia o suoneria semplicemente capovolgendo a faccia in già il telefono.

La cura della grafica è molto radicata come da tradizione Huawei e sia le icone che gli elementi di sistema sono molto curati, seppur ben lontani dal Material Design di Google. Non manca la possibilità di cambiare i temi di sistema tramite l’applicazione preinstallata e nonostante al momento la scelta sia limitata ad una decina di temi siamo sicuri che nei prossimi mesi avremo accesso ad un vero e proprio store per poterne scaricare di altri.

Tra le novità introdotte dal P8 a livello software troviamo l’interessante Speech Awareness che in modo simile ad altri assistenti vocali ci permette di interagire con il nostro smartphone. Al momento possiamo impostare una “catch phrase” a nostro piacimento come “Ok Telefono” ma i comandi al momento sono in inglese e limitati alla possibilità di rintracciare lo smartphone e di avviare chiamate. Funzionalità sicuramente utili, sopratutto quella per trovare il telefono dal momento che partirà una musica e il flash led della fotocamera inizierà a lampeggiare, anche se al momento molto acerbe e limitate ma confidiamo in un supporto da parte di Huawei.

Huawei P8 (2)

Un’altra novità è la possibilità di interagire anche con le nostre nocche e non solo con le dita. Huawei P8 è infatti in grado di riconoscere il tocco del dito da quello delle nostre nocche, avviando azioni separate in base alla nostra intenzione. Potremo ad esempio tracciare un area con la nocca che verrà poi presa come screenshot, oppure fare un doppio tap per uno screenshot dell’intera area. Nel complesso questa funzionalità sembra operare bene ma purtroppo non è possibile scegliere se attivarla o meno e in un paio di occasioni il dispositivo ha male interpretato il tocco della nocca con quello del dito e viceversa e la cosa è stata abbastanza frustante visto che si è verificato durante una chiamata in arrivo e un gioco. Speriamo che con i prossimi aggiornamenti Huawei perfezioni questo strumento, magari con la possibilità di attivarlo o disattivarlo a nostro piacimento.

Poco bloatware ed una EMUI completaSegnaliamo inoltre la presenza della funzione Tastiplus dal quale sarà possibile impostare le azioni di una determinata pellicola protettiva che sarà in vendita e che andrà ad aggiungere delle aree sensibili al touch.

A livello di software preinstallato troviamo poche applicazioni, anche perché molte funzioni sono già state integrate direttamente dentro la EMUI 3.0. Troviamo la suite Kingsoft office, alcuni tool come il blocco note, lo specchio, il registratore vocale e poco più. Da notare che anche in questo caso troviamo l’applicazione Huawei “Gestione Telefono” che permette di fare una pulizia dei file superflui del nostro Huawei P8 così come gestire le applicazioni che possono inviare notifiche nella barra superiore, quelle che consumano di nascosto troppa energia o impostare delle blacklist/white list per chiamate e applicazioni. Questa volta troviamo anche la presenza di un antivirus ( con aggiornamenti a pagamento ) integrato che scansionerà ogni applicazione che andremo ad installare.

8. Batteria e Connettività

Huawei ha un grande trascorso in ambito di connettività ed è per questo che nel nuovo Huawei P8 troviamo un grande ventaglio di soluzioni anche da questo punto di vista. Il dispositivo supporta infatti le reti 4G LTE Cat 6 per velocità di trasmissioni elevate (150/50 Mbps) a patto che ci sia copertura del segnale ovviamente. Tra la dotazione standard di connettività troviamo il supporto al Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac, dual-band, Wi-Fi Direct e Bluetooth 4.1.

Rispetto al P7 troviamo un miglioramento della ricezione del segnale con un drop-rate sensibilmente inferiore, sopratutto grazie alla tecnologia Signal+ che permette di ricevere collegamento da più ripetitori contemporaneamente permettendo di avere una connessione stabile sia dati che in chiamata anche a velocità di 300km/h come quando stiamo viaggiando in treno.

Troviamo inoltre la funzionalità Roaming+ che migliora l’esperienza utente quando siamo all’estero ed infine il Wi-Fi+ che permette di cambiare in modo intelligente da connessione Wi-Fi a 3G/4G in base a dove ci troviamo. Il concetto è molto semplice: una volta attivato il Wi-Fi si accenderà a intervalli regolari per controllare se ci sono access point conosciuti o aperti e in quel caso passerà automaticamente al Wi-Fi e viceversa. Una funzionalità che ho trovato comoda e che permette di non dover badare all’attivazione/disattivazione dei dati mobili quando entriamo o usciamo da casa o ufficio. Ovviamente non manca il supporto al NFC posto nella parte posteriore del Huawei P8.

Batteria

Un display più grande significa anche una batteria più capiente e in questo P8 troviamo un’unità da 2,680 mAh non removibile, così come tutti i produttori oramai hanno deciso di adottare. In termini pratici abbiamo visto una durata migliore rispetto al P7 dello scorso anno, sia per la batteria più capiente che per la migliore gestione energetica da parte del chipset e del software di risparmio energetico.Non è probabilmente lo smartphone con l’autonomia più lunga che offre il mercato ma considerando un’unità da 2,680 mAh non abbiamo mai sentito la necessità di ricaricare il telefono durante la giornata, anche con uso moderato arriviamo tranquillamente a fine serata. Purtroppo non troviamo la ricarica Wireless integrata, una mancanza che in molti ( me compreso ) iniziano a trovare molto appetibile in uno smartphone top di gamma e anche Huawei dovrebbe iniziare a valutare questa tecnologia che oramai ha preso molto piede. Fortunatamente questa mancanza viene sopperita dalla presenza della ricarica rapida, che ci permette di ricaricare il dispositivo in tempi molto brevi con un tradizionale caricabatteria micro USB.

Huawei P8 (5)

9. Conclusioni

La giovane tigre Cinese conferma la strada che ha intrapreso due anni addietro con il debutto dell’Ascend P6, dando vita ad un Huawei P8 che finalmente incarna le buone volontà dell’azienda. Le performance di sistema non in linea con i competitor che rappresentavano il fardello dal lato hardware delle due generazioni precedenti della famiglia “P” sono finalmente un ricordo del passato, con un Kirin 930 che è in grado di mostrare i muscoli e non sfigurare a fianco dei top gamma del 2015. Non sarà ancora il primo della classe in termini di benchmark ma se trasportiamo questi numeri nella vita di tutti i giorni abbiamo un’esperienza d’uso veramente appagante con una fluidità di animazioni sempre impeccabile grazie anche ai 3GB di memoria RAM che garantiscono un uso intensivo del P8 anche sotto grande carico. Anche dal lato gaming non abbiamo trovato alcun gioco in grado di mettere in ginocchio la Mali T624.

Ancora una volta il design di questo P8 è uno degli elementi che maggiormente ci affascina dello smartphone, dove la scelta dei materiali nobili e una cura maniacale per i dettagli hanno permesso di dare alla luce un vero gioiello, solido e dalle linee eleganti.

prezzo P8

La fotocamera è stata un’inaspettato piacere in grado di offrire scatti nitidi e ben definiti in molte situazioni. Il software di sistema riesce finalmente a trarre vantaggio da Android Lollipop e dall’architettura 64Bit del nuovo Kirin e nonostante la mancanza di una grafica Material Design la Emui 3.0 offre grande spazio alla personalizzazione con scelte estetiche e funzionali essenziali e senza troppo bloatware nel sistema. C’è qualche lieve bug a livello software ma onestamente non è niente di preoccupante sopratutto recensendo un dispositivo che non è ancora uscito sul mercato, in quanto non mancheranno di certo aggiornamenti da parte di Huawei per limare qualche imperfezione.

Le uniche mancanze hardware cono forse la ricarica wireless e il sensore di impronte digitali, uno strumento oramai largamente adottato dai top di gamma e anche da Huawei stessa su altri terminali come il Mate 7. Fortunatamente troviamo la ricarica veloce che permette di ricaricare la batteria in tempi molto ridotti, facendoci passare in secondo piano la necessità della ricarica wireless.

La batteria ci permette di arrivare a fine giornata anche con un utilizzo sostenuto del dispositivo e la connettività di questo P8 rappresenta ad oggi il concentrato dell’esperienza Huawei con funzionalità molto efficaci come Segnale+.

Huawei ha saputo muoversi in modo maestrale in questi due anni dal lato mobile ed è sicuramente una delle aziende con un tasso di crescita e sviluppo più importanti. Ad ogni nuovo modello della linea top gamma “P” abbiamo assistito ad un miglioramento impressionante dell’offerta di Huawei. Ovviamente questo è un processo fisiologico essendo modelli usciti a distanza di 12 mesi l’uno dall’altro, ma la continua ricerca della perfezione da parte di Huawei è tangibile in ogni aspetto del dispositivo con scelte molto audaci che il più delle volte risultano essere vincenti.

Huawei P8 (11)

Huawei è oramai una solida realtà impiantata anche nel nostro paese nel mercato consumer, ma nonostante questo capita che i suoi prodotti vengono additati in senso dispregiativo come “Made in Cina”. E’ vero. Eppure se riflettiamo meglio possiamo vedere che qualunque smartphone di oggi viene praticamente prodotto dallo stesso territorio e le fabbriche di Huawei sono a due passi di quelle di altre aziende ben conosciute e che operano nello stesso mercato. Quello che una volta era un difetto oggi può essere considerato un pregio, in quanto il connubio “Cina = Bassa qualità” non è più un argomentazione valida nel 2015. Se per un attimo ci spogliamo di questi preconcetti possiamo trovare nel Huawei P8 uno smartphone elegante e in grado di competere contro gli altri top di gamma del 2015 ed il tutto ad un prezzo decisamente concorrenziale. Il modello da 16GB sarà infatti in vendita in Italia da metà Maggio a 499€ mentre il modello da 64GB sarà proposto a 599€. Huawei ha maturato tutte le capacità tecniche e le risorse per affermarsi in questo segmento consumer e il P8 ne è la conferma tangibile.

5.2”

HiSilicon Kirin 935 octa-core ARM Cortex A53 2.2 GHz

3 GB

16/64 GB Espandibile

13Mp

5.0 Lollipop con EmotionUI 3.1

Recensione Huawei P8 – Quando il “Made in Cina” è un pregio

recensione huawei p8(2)

1. Introduzione

Rispettando il ciclo annuale che oramai ogni produttore applica alla propria line up di fascia alta, anche Huawei torna a rinnovare il proprio portfolio rilasciando a distanza di 12 mesi dalla presentazione globale del Huawei Ascend P7 il suo erede, che perdendo il nome di Ascend si vuole far chiamare solamente Huawei P8.

Nell’ultimo periodo Huawei è stata molto attiva nel segmento smartphone, con uno spettro di prodotti estremamente concorrenziali che abbracciano tutte le fasce di mercato ed in particolare con la serie “P” che rappresenta la punta di diamante del suo arsenale mobile. L’azienda ha infatti deciso di non rimanere ancorata alle vecchie scelte intraprese con il P6 e P7 ma di andare alla ricerca di un prodotto più originale senza paura di osare troppo ma pur mantenendo i punti di forza che avevano distinto i top gamma dei due anni precedenti. Da qui la scelta di abbandonare il nome “Ascend” ma di ribattezzarlo solamente Huawei P8. 

Huawei P8 (18)

5.2”

HiSilicon Kirin 935 octa-core ARM Cortex A53 2.2 GHz

3 GB

16/64 GB Espandibile

13Mp

5.0 Lollipop con EmotionUI 3.1

2. Packaging e confezione

La volontà di creare un prodotto dall’estrema cura lo si può notare sin dal nostro primo approccio con il dispositivo: non avevamo mai visto un packaging così elegante. Una volta aperta la confezione principale ci ritroveremo infatti con una parte del dispositivo collocato in verticale che sporge verso l’alto. Estrarlo dalla confezione è come sfilare la spada Excalibur dalla sua roccia, ed è una bellissima sensazione!

La confezione del P8

Nella confezione di vendita Huawei ha deciso di dare molta importanza anche agli accessori che accompagnano il dispositivo e per questo troveremo, oltre alla solita manualistica, anche uno spillo di metallo per estrarre il vano SIM e Micro-SD, un caricabatteria da 1v per la ricarica rapida con cavo micro-USB componibile e un paio di auricolari in ear di buona fattura che abbiamo apprezzato sia durante la riproduzione di contenuti audio che durante le chiamate. Niente di nuovo nella confezione , ma la cura che Huawei ha posto nella creazione di questo package lasciano già presagire ad un Huawei P8 che sarà degno della sua confezione.

3. Specifiche Tecniche

Sistema Operativo

Android

Versione Sistema Operativo

5.0 Lollipop con EmotionUI 3.1

Dimensioni

144.9mm x 77.8mm x 6.4mm

Peso

144 grammi

CPU

HiSilicon Kirin 935 octa-core ARM Cortex A53 2.2 GHz

RAM (GB)

3 GB

Memoria interna (GB)

16/64 GB

Pollici Display

5.2

Risoluzione Display

1080 x 1920

Tipologia Display

IPS NEO

Megapixel Fotocamera

13

Capacita batteria (mAh)

2680

Vai alla scheda completa: Scheda tecnica Huawei P8.

4. Design e Materiali

Se c’è un aspetto su cui Huawei non ha mai deluso è sicuramente il design dei propri prodotti. Nel nuovo Huawei P8 troviamo un radicale cambiamento di scelte estetiche rispetto ai precedenti Huawei Ascend P6 e P7 eppure ancora una volta il risultato è estremamente raffinato. Huawei P8 è costruito da un corpo unibody in metallo dove nella parte frontale spicca il display 5.2″ IPS Full HD e nella parte superiore la capsula audio e i sensori di prossimità e luminosità. I bordi del dispositivo sono di metallo e il processo di creazione della scocca unibody per ogni unità ha richiesto centinaia di ore di lavoro e questo lo si può notare dalla cura delle linee del dispositivo, in particolare proprio sui bordi dove gli angoli smussati garantiscono un feeling davvero buono e un grip migliore rispetto ai modelli precedenti.

Huawei P8 (12)

Esteticamente il nuovo Huawei P8 ha molti più punti in comune con l’Ascend P6 che non con il P7 dello scorso anno. Non troviamo infatti il design “a doppia U” che avevamo apprezzato nella recensione del P7. Sul retro non abbiamo un rivestimento in vetro Gorilla Glass ma il dispositivo è un blocco di metallo satinato che lascia libero solo una fascia superiore dove trova alloggiamento il sensore della fotocamera e il flash led dual-tone.

Nella parte superiore del dispositivo possiamo trovare il foro per il microfono ambientale ed il jack da 3,5″, mentre nella parte inferiore troviamo le due griglie per gli speaker e il connettore micro-USB per ricaricare il nostro P8 e trasferire i dati.

Huawei P8 (6)

Per quanto riguarda le superfici laterali abbiamo un lato sinistro completamente pulito, mentre nella parte destra abbiamo il bilanciere del volume ed il tasto di accensione, entrambi di metallo ed incastonati nella scocca unibody, mentre poco sotto i due vani per l’alloggiamento della Nano SIM e della Micro SD. Attenzione poiché il secondo vano ( quello per la micro SIM ) può ospitare anche una seconda Nano Sim ma la variante dual-sim del P8 è disponibile -per il momento- solo in Asia. Sui bordi potremo notare due linee che separano il corpo del dispositivo e questi servono per la seconda antenna che garantisce una ricezione migliore in tutte le situazioni.

Sono un P8 felice!

Sono un P8 felice!

Come abbiamo già visto la parte posteriore non ha più il vetro Gorilla Glass come Ascend P7. Per chi viene da un Ascend P7 sarà felice di sapere che con il vetro posteriore è sparito anche l’ “effetto saponetta” che rendeva il P7 estremamente scivoloso anche su superfici leggermente inclinate. La parte posteriore è infatti ora in metallo satinato e questo garantisce un grip notevolmente superiore. Il design è molto piatto e questo conferisce eleganza al Huawei P8, inoltre lo spessore di 6,4mm mantiene il dispositivo estremamente compatto anche quando lo mettiamo in tasca dove non risulta estremamente ingombrante.

Huawei P8 (8)

I materiali nobili, il design estremamente curato ed un’ergonomia davvero ottima nonostante le generose dimensioni del display ci hanno regalato un feeling veramente positivo con il Huawei P8 e ancora una volta basta guardare il dispositivo per rendersi conto della sua solidità integrità strutturale donata dal corpo unibody di metallo. Non sono presenti scricchiolii e il mano si ha la sensazione di avere uno smartphone compatto e resistente. Ancora una volta ci sentiamo di lodare l’estetica di questo Huawei P8 che mostra come l’azienda non abbia timore di abbandonare i propri punti di forza una perfezione in continua evoluzione.

Display

Nel nuovo Huawei P8 troviamo un display da 5,2″ IPS-NEO con risoluzione FullHD che si traduce in una densità di 424 ppi. Il produttore non ha voluto seguire la tendenza del momento ed equipaggiare un display con risoluzione QHD nel proprio top gamma e questo potrebbe essere stata una scelta per mantenere i costi del dispositivo contenuti anche in vista del fatto che i contenuti 2/4K ancora non sono così diffusi in ambiente smartphone inoltre non scordiamoci che questo aiuta ad avere una durata maggiore dello smartphone.

display p8

Il display ricalca un po’ l’esperienza vista sul P7, con una buona resa cromatica che è gestibile dalle impostazioni del Display di Lollipop per regolare le temperature più fredde/calde e un’angolo di visione molto buono. Qualche incertezza durante l’utilizzo sotto la luce diretta del sole, dove ci si potrebbe aspettare una luminosità maggiore per sopperire a questo inconveniente.

Le cornici del display non sono così sottili come possono apparire nelle immagini stampa, tuttavia il profilo sottile e i bordi consentono un utilizzo pratico anche se utilizzato con una sola mano, sopratutto se abilitiamo la relativa funzionalità che riduce l’area dello schermo per essere agevolati nell’utilizzo con il pollice che utilizziamo. Nel complesso abbiamo un fantastico display che risalta molto sia per vivacità dei colori che accuratezza cromatica.

5. Prestazioni

Da diverso tempo oramai Huawei è impegnata nella propria soluzione in-house per i chipset dei propri smartphone, una tendenza che sempre più aziende stanno abbracciando per avere costi più contenuti, una dipendenza maggiore dai produttori di chipset e per avere un controllo totale del processo produttivo del proprio chipset.

A dare vita al nuovo Huawei P8 ci pensa il chipset HiSilicon Kirin 930, una soluzione Octa-core da 2GHz su processo produttivo a 28nm con architettura a 64Bit e tecnologia big.Little basata su 4 core Cortex A-53 e 4 Core Cortex A-53e. Per quanto riguarda il comparto video il tutto è invece affidato ad una Mali T624. Il chipset è sempre stato un punto delicato quando si tratta di mettere sul banco di prova la famiglia P di Huawei.

Finalmente il Kirin mostra i muscoliNell’Ascend P6 avevamo infatti dovuto fronteggiare il problema di un chipset non all’altezza dei top gamma del momento in termini di prestazioni e di un surriscaldamento eccessivo dello stesso che è stato sistemato tramite aggiornamento solamente in un tardo momento e che ne poteva pregiudicare le performance a pieno carico. Un anno dopo è stato il turno dell’ HiSilicon Kirin 910T che abbiamo trovato nel P7. I progressi di Huawei si sono visti anche in questo ambito e finalmente il processore Kirin iniziava a dimostrare le proprie potenzialità anche se non era il primo della classe e sporadicamente tendeva ancora ad avere tendenze di surriscaldamento.

Ad un altro anno di distanza possiamo mettere alla prova il nuovo Kirin 930 e finalmente crediamo che Huawei abbia raggiunto quello standard qualitativo che ancora non gli apparteneva appieno fino allo scorso anno. Il nuovo chipset ha infatti prestazioni competitive con quello che pretende oggi il mercato di fascia alta e grazie ad esso possiamo apprezzare in modo più fluido l’esperienza utente che Huawei ha concepito per il suo P8. Anche i 3GB di memoria RAM si fanno sentire, permettendo un utilizzo più fluido del dispositivo sopratutto durante operazioni di multitasking. Niente rallentamenti, temperature a pieno carico che si fanno sentire ma comunque sempre negli standard e una potenza grafica degna di un top gamma.

Benchmark alla mano abbiamo stressato il dispositivo in vari modi e tra questi vi proponiamo il risultato di AntuTu (64Bit) che solitamente è preso come punto di riferimento in questo ambito. Huawei P8 con il suo Kirin 930 ha totalizzato un punteggio di 49.873 punti. Si tratta di un punteggio estremamente competitivo se consideriamo che smartphone attuali con il nuovo Snapdragon 810, che è il chipset più utilizzato dai top-gamma 2015, raggiungono punteggi leggermente superiori anche per via di un’architettura analoga. Nel complesso il nuovo Kirin 930 non sfoggerà il titolo di Chipset più potente dell’anno, ma se mettiamo da parte i titoli e guardiamo alla velocità e fluidità del sistema ( che come sappiamo non procede necessariamente a paro passo con la potenza di calcolo hardware ) siamo estremamente soddisfatti del progresso fatto da Huawei ad un anno di distanza del lancio del Kirin 910T sul suo Ascend P7.

Questo si traduce in un’interfaccia sempre reattiva con animazioni fluide, operazioni di multi tasking ben gestite e un comparto gaming gestito molto bene senza rallentamenti di alcun tipo. Insomma, nell’utilizzo quotidiano è un verso piacere utilizzare il nuovo P8.

L’evoluzione hardware del chipset Kirin 930 di Huawei è probabilmente uno degli aspetti che ci ha più colpito di questo P8 poiché era forse il vero tallone d’Achille delle generazioni precedenti. E’ lodevole vedere come Huawei in soli 2 anni abbia saputo migliorare così tanto il processo produttivo dei propri chipset HiSilicon andando a raggiungere soluzioni più blasonate che troviamo sul mercato.

6. Fotocamera e Audio

La fotocamera del Huawei P8 è una delle killer-feature del nuovo dispositivo di Huawei. Troviamo un sensore da 13Mpx sul retro con stabilizzatore ottico dell’immagine ed è lodevole come Huawei abbia incastonato la fotocamera nei 6,4mm di spessore senza farla sporgere sulla parte posteriore, un aspetto che non si può dire di tutti i top gamma recenti. Secondo Huawei si tratterebbe del primo sensore RGBW che è in grado di fornire una luminosità migliore e scatti più nitidi in condizioni di scarsa luminosità o in scene con latro contrasto. I tempi di scatto sono estremamente rapidi e Huawei ci fornisce anche la possibilità di scattare una foto “al volo” premendo due volte il tasto Volume Giù a display spento. Questo permetterà di scattare una foto in circa 1 secondo dal quando premiamo i tasti a display spento ed è una funzionalità molto utile per immortale quei momenti “fuggenti” della vita quotidiana.

Qualche sample fotografico Huawei P8 ( ridimensionate )

Il software della fotocamera è rimasto invariato rispetto a quello che troviamo sui modelli precedenti, anche se notiamo l’aggiunta di nuove modalità di scatto. Huawei ha infatti prestato molta cura non solamente alla parte hardware della fotocamera ma anche in quello software. Potremo fare uno swipe a destra o sinistra per cambiare le varie modalità e oltre alle conosciute HDR e Panorama possiamo trovare anche le modalità Super Night per scatti al buio, foto migliore, watermark e “Tutto a fuoco”. Quest’ultima permette di scattare una sequenza di foto per poi poter scegliere in un secondo momento il punto da mettere a fuoco. Oltre a queste troviamo 4 modalità più creative che permettono di dare libero sfogo ai nostri scatti e sono: Scie Luminose Urbane, Acqua Effetto Seta, Graffiti Luminosi e Scie Stellari

La qualità degli scatti è migliorata sensibilmente se paragonato al vecchio P7 infatti le foto sono ben definiti e ricche di dettagli anche quando facciamo uno Zoom. I colori sono vibranti e ben saturati con quella buona dose di contrasto che rendono le immagini più vive. A ridurre il rumore ci pensa il sensore DSLR che garantisce buoni scatti in ogni situazione. Qualche difficoltà l’abbiamo notata solo negli scatti con alto contrasto, ma niente che la modalità HDR non possa risolvere in modo automatico. Non mancano infine alcune utili funzionalità per i selfie come l’anteprima di scatto o la modalità bellezza per migliorare i volti.

Con la stabilizzazione ottica dell’immagine abbiamo degli buoni scatti con scarsa luminosità anche se in questo caso a risentirne è la saturazione che si degrada più facilmente con un aumento del rumore di sottofondo anche se il sistema di post-processing sembra svolgere bene il suo lavoro di correzione automatica. La modalità Super Night è particolarmente valida in ambienti poco luminosi anche se gli scatti richiedono più tempo di esposizione. Nel complesso troviamo un’ottima fotocamera equipaggiata in questo Huawei P8 e se consideriamo che il dispositivo è ancora un po’ acerbo dal punto di vista software non essendo ancora uscito sul mercato al momento della stesura di questa review, possiamo solo che aspettarci aggiornamenti che miglioreranno ulteriormente questa -già ottima- esperienza fotografica.

Ultima nota per la fotocamera frontale da 8Mpx che viene condita da diverse migliori software come la modalità bellezza che trovavamo già nell’Ascend P7. Ma questa volta Huawei si è spinta oltre con la modalità Scatto perfetto che permette di caricare un set predefinito di impostazioni che verranno applicati ogni volta che scattiamo un selfie. Tra questi troviamo la possibilità di snellire/allargare il volto, rimuovere imperfezioni, ingrandire il sorriso o gli occhi e via dicendo.

Una piccola nota per la modalità regista, che permette di collegare tramite wi-di direct più smartphone e registrare la stessa scena da più angolature per poi montarle insieme in fase di post-produzione.

Audio

Huawei ha spostato gli speaker nella parte inferiore del dispositivo e questo ne risulta in un audio più nitido e potente sopratutto se appoggiato ad una superficie piana. Lo speaker mono sa far sentire la propria voce con un audio limpido e che non distorce neanche ad alti volumi. Nonostante l’esperienza audio da cassa non sia apprezzabile come le soluzioni surround di oggi con speaker frontali, l’audio è sempre nitido anche se la collocazione potrebbe risultare scomoda per chi gioca il modalità landscape in quanto il palmo potrebbe attenuare parte dell’audio. Nessun problema per il volume della capsula del telefono che risulta anch’essa molto nitida e il microfono per le chiamate si è comportato molto bene durante i test.

Huawei P8 (4)

7. Software

Huawei P8 è il primo dispositivo dell’azienda ad essere stato aggiornato ed a uscire di fabbrica già con Android 5.0 Lollipop. Sulla base di Android troviamo l’interfaccia EMUI 3.1 di Huawei, che poco differisce in termini di estetica e funzionalità da quanto visto fino ad ora sugli altri prodotti dell’azienda tra cui gli smartphone a brand Honor. Questo significa che non troviamo molti elementi in stile Material Design così come dettati dalle linee guida di Google.

Comandi vocali e tocco con le noccheQuesto significa che nel launcher del P8 non avremo un app drawer ma le applicazioni saranno gestite sulla schermata principale che potremo ovviamente disporre a nostro gusto e praticità, sfruttando al massimo le cartelle che possiamo creare. Ritroviamo molte funzionalità che abbiamo già apprezzato sulla EMUI 3 nell’Ascend P7 come lo swipe verso il basso per aprire il comodissimo finder di sistema o le gesture intelligenti come ad esempio la possibilità di sollevare il telefono per rispondere ad una chiamata, la possibilità di ordinare le icone del launcher scuotendo il dispositivo o quella per silenziare una sveglia o suoneria semplicemente capovolgendo a faccia in già il telefono.

La cura della grafica è molto radicata come da tradizione Huawei e sia le icone che gli elementi di sistema sono molto curati, seppur ben lontani dal Material Design di Google. Non manca la possibilità di cambiare i temi di sistema tramite l’applicazione preinstallata e nonostante al momento la scelta sia limitata ad una decina di temi siamo sicuri che nei prossimi mesi avremo accesso ad un vero e proprio store per poterne scaricare di altri.

Tra le novità introdotte dal P8 a livello software troviamo l’interessante Speech Awareness che in modo simile ad altri assistenti vocali ci permette di interagire con il nostro smartphone. Al momento possiamo impostare una “catch phrase” a nostro piacimento come “Ok Telefono” ma i comandi al momento sono in inglese e limitati alla possibilità di rintracciare lo smartphone e di avviare chiamate. Funzionalità sicuramente utili, sopratutto quella per trovare il telefono dal momento che partirà una musica e il flash led della fotocamera inizierà a lampeggiare, anche se al momento molto acerbe e limitate ma confidiamo in un supporto da parte di Huawei.

Huawei P8 (2)

Un’altra novità è la possibilità di interagire anche con le nostre nocche e non solo con le dita. Huawei P8 è infatti in grado di riconoscere il tocco del dito da quello delle nostre nocche, avviando azioni separate in base alla nostra intenzione. Potremo ad esempio tracciare un area con la nocca che verrà poi presa come screenshot, oppure fare un doppio tap per uno screenshot dell’intera area. Nel complesso questa funzionalità sembra operare bene ma purtroppo non è possibile scegliere se attivarla o meno e in un paio di occasioni il dispositivo ha male interpretato il tocco della nocca con quello del dito e viceversa e la cosa è stata abbastanza frustante visto che si è verificato durante una chiamata in arrivo e un gioco. Speriamo che con i prossimi aggiornamenti Huawei perfezioni questo strumento, magari con la possibilità di attivarlo o disattivarlo a nostro piacimento.

Poco bloatware ed una EMUI completaSegnaliamo inoltre la presenza della funzione Tastiplus dal quale sarà possibile impostare le azioni di una determinata pellicola protettiva che sarà in vendita e che andrà ad aggiungere delle aree sensibili al touch.

A livello di software preinstallato troviamo poche applicazioni, anche perché molte funzioni sono già state integrate direttamente dentro la EMUI 3.0. Troviamo la suite Kingsoft office, alcuni tool come il blocco note, lo specchio, il registratore vocale e poco più. Da notare che anche in questo caso troviamo l’applicazione Huawei “Gestione Telefono” che permette di fare una pulizia dei file superflui del nostro Huawei P8 così come gestire le applicazioni che possono inviare notifiche nella barra superiore, quelle che consumano di nascosto troppa energia o impostare delle blacklist/white list per chiamate e applicazioni. Questa volta troviamo anche la presenza di un antivirus ( con aggiornamenti a pagamento ) integrato che scansionerà ogni applicazione che andremo ad installare.

8. Batteria e Connettività

Huawei ha un grande trascorso in ambito di connettività ed è per questo che nel nuovo Huawei P8 troviamo un grande ventaglio di soluzioni anche da questo punto di vista. Il dispositivo supporta infatti le reti 4G LTE Cat 6 per velocità di trasmissioni elevate (150/50 Mbps) a patto che ci sia copertura del segnale ovviamente. Tra la dotazione standard di connettività troviamo il supporto al Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac, dual-band, Wi-Fi Direct e Bluetooth 4.1.

Rispetto al P7 troviamo un miglioramento della ricezione del segnale con un drop-rate sensibilmente inferiore, sopratutto grazie alla tecnologia Signal+ che permette di ricevere collegamento da più ripetitori contemporaneamente permettendo di avere una connessione stabile sia dati che in chiamata anche a velocità di 300km/h come quando stiamo viaggiando in treno.

Troviamo inoltre la funzionalità Roaming+ che migliora l’esperienza utente quando siamo all’estero ed infine il Wi-Fi+ che permette di cambiare in modo intelligente da connessione Wi-Fi a 3G/4G in base a dove ci troviamo. Il concetto è molto semplice: una volta attivato il Wi-Fi si accenderà a intervalli regolari per controllare se ci sono access point conosciuti o aperti e in quel caso passerà automaticamente al Wi-Fi e viceversa. Una funzionalità che ho trovato comoda e che permette di non dover badare all’attivazione/disattivazione dei dati mobili quando entriamo o usciamo da casa o ufficio. Ovviamente non manca il supporto al NFC posto nella parte posteriore del Huawei P8.

Batteria

Un display più grande significa anche una batteria più capiente e in questo P8 troviamo un’unità da 2,680 mAh non removibile, così come tutti i produttori oramai hanno deciso di adottare. In termini pratici abbiamo visto una durata migliore rispetto al P7 dello scorso anno, sia per la batteria più capiente che per la migliore gestione energetica da parte del chipset e del software di risparmio energetico.Non è probabilmente lo smartphone con l’autonomia più lunga che offre il mercato ma considerando un’unità da 2,680 mAh non abbiamo mai sentito la necessità di ricaricare il telefono durante la giornata, anche con uso moderato arriviamo tranquillamente a fine serata. Purtroppo non troviamo la ricarica Wireless integrata, una mancanza che in molti ( me compreso ) iniziano a trovare molto appetibile in uno smartphone top di gamma e anche Huawei dovrebbe iniziare a valutare questa tecnologia che oramai ha preso molto piede. Fortunatamente questa mancanza viene sopperita dalla presenza della ricarica rapida, che ci permette di ricaricare il dispositivo in tempi molto brevi con un tradizionale caricabatteria micro USB.

Huawei P8 (5)

9. Conclusioni

La giovane tigre Cinese conferma la strada che ha intrapreso due anni addietro con il debutto dell’Ascend P6, dando vita ad un Huawei P8 che finalmente incarna le buone volontà dell’azienda. Le performance di sistema non in linea con i competitor che rappresentavano il fardello dal lato hardware delle due generazioni precedenti della famiglia “P” sono finalmente un ricordo del passato, con un Kirin 930 che è in grado di mostrare i muscoli e non sfigurare a fianco dei top gamma del 2015. Non sarà ancora il primo della classe in termini di benchmark ma se trasportiamo questi numeri nella vita di tutti i giorni abbiamo un’esperienza d’uso veramente appagante con una fluidità di animazioni sempre impeccabile grazie anche ai 3GB di memoria RAM che garantiscono un uso intensivo del P8 anche sotto grande carico. Anche dal lato gaming non abbiamo trovato alcun gioco in grado di mettere in ginocchio la Mali T624.

Ancora una volta il design di questo P8 è uno degli elementi che maggiormente ci affascina dello smartphone, dove la scelta dei materiali nobili e una cura maniacale per i dettagli hanno permesso di dare alla luce un vero gioiello, solido e dalle linee eleganti.

prezzo P8

La fotocamera è stata un’inaspettato piacere in grado di offrire scatti nitidi e ben definiti in molte situazioni. Il software di sistema riesce finalmente a trarre vantaggio da Android Lollipop e dall’architettura 64Bit del nuovo Kirin e nonostante la mancanza di una grafica Material Design la Emui 3.0 offre grande spazio alla personalizzazione con scelte estetiche e funzionali essenziali e senza troppo bloatware nel sistema. C’è qualche lieve bug a livello software ma onestamente non è niente di preoccupante sopratutto recensendo un dispositivo che non è ancora uscito sul mercato, in quanto non mancheranno di certo aggiornamenti da parte di Huawei per limare qualche imperfezione.

Le uniche mancanze hardware cono forse la ricarica wireless e il sensore di impronte digitali, uno strumento oramai largamente adottato dai top di gamma e anche da Huawei stessa su altri terminali come il Mate 7. Fortunatamente troviamo la ricarica veloce che permette di ricaricare la batteria in tempi molto ridotti, facendoci passare in secondo piano la necessità della ricarica wireless.

La batteria ci permette di arrivare a fine giornata anche con un utilizzo sostenuto del dispositivo e la connettività di questo P8 rappresenta ad oggi il concentrato dell’esperienza Huawei con funzionalità molto efficaci come Segnale+.

Huawei ha saputo muoversi in modo maestrale in questi due anni dal lato mobile ed è sicuramente una delle aziende con un tasso di crescita e sviluppo più importanti. Ad ogni nuovo modello della linea top gamma “P” abbiamo assistito ad un miglioramento impressionante dell’offerta di Huawei. Ovviamente questo è un processo fisiologico essendo modelli usciti a distanza di 12 mesi l’uno dall’altro, ma la continua ricerca della perfezione da parte di Huawei è tangibile in ogni aspetto del dispositivo con scelte molto audaci che il più delle volte risultano essere vincenti.

Huawei P8 (11)

Huawei è oramai una solida realtà impiantata anche nel nostro paese nel mercato consumer, ma nonostante questo capita che i suoi prodotti vengono additati in senso dispregiativo come “Made in Cina”. E’ vero. Eppure se riflettiamo meglio possiamo vedere che qualunque smartphone di oggi viene praticamente prodotto dallo stesso territorio e le fabbriche di Huawei sono a due passi di quelle di altre aziende ben conosciute e che operano nello stesso mercato. Quello che una volta era un difetto oggi può essere considerato un pregio, in quanto il connubio “Cina = Bassa qualità” non è più un argomentazione valida nel 2015. Se per un attimo ci spogliamo di questi preconcetti possiamo trovare nel Huawei P8 uno smartphone elegante e in grado di competere contro gli altri top di gamma del 2015 ed il tutto ad un prezzo decisamente concorrenziale. Il modello da 16GB sarà infatti in vendita in Italia da metà Maggio a 499€ mentre il modello da 64GB sarà proposto a 599€. Huawei ha maturato tutte le capacità tecniche e le risorse per affermarsi in questo segmento consumer e il P8 ne è la conferma tangibile.

5.2”

HiSilicon Kirin 935 octa-core ARM Cortex A53 2.2 GHz

3 GB

16/64 GB Espandibile

13Mp

5.0 Lollipop con EmotionUI 3.1

Google annuncia i comandi vocali personalizzati su Google Now

Google ha appena annunciato una importante novità relativa a Google Now. Nel corso degli ultimi mesi il colosso della ricerca ha aperto agli sviluppatori la possibilità di permettere a Now di cercare all’interno delle applicazioni (qui il nostro articolo) ed ha incluso alcune applicazioni sotto forma di scheda (ne abbiamo parlato qui). La novità annunciata oggi […]

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Amazon: Sconti sui Kindle per la festa della mamma

Amazon ha deciso di “sfruttare” la festa della mamma per proporre uno sconto interessante, dedicato ai suoi device per la lettura: Kindle Paperwhite e Paperwhite 3G.

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ASUS Zenfone 2 disponibile in India anche con 128GB di memoria interna

Una settimana fa, ASUS ha annunciato il lancio del nuovo Zenfone 2 in India, in ben 4 versioni. A queste, durante le ultime ore, si è aggiunta una quinta variante, inserita nel listino online dal partner ufficiale del colosso taiwanese, ovvero Flipkart.

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Chromixium, date il benvenuto a Chrome OS in salsa Linux

Siete alla disperata ricerca di un sistema operativo semplice ed intuitivo come Chrome OS ma non volete rinunciare ai programmi nativi per desktop? Se la risposta è sì sappiate che la soluzione adatta alle vostre esigenze è già stata creata, e si chiama Chromixium. Chromixium è un OS a 32-bit basato su Ubuntu 14.04 LTS che ha ricevuto la […]

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HTC One M9: ora è possibile scattare foto in formato RAW

HTC-One-M9 (24)

HTC sembra aver deluso molto i suoi fan con il suo ultimo top di gamma, il One M9, per quanto riguardo la fotocamera. Nonostante ciò, sembra che l’azienda taiwanese si stia impegnando per portare quest’ultima ai livelli della concorrenza e, dopo aver rilasciato un aggiornamento software dedicato ad essa, nelle ultime ore ha aggiornato la sua applicazione fotocamera sul Play Store aggiungendo il supporto per la cattura delle immagini RAW.

L’HTC One M9 è dotato di una fotocamera posteriore con sensore da 20 MP e apertura F/2.2, ma nonostante i numeri siano elevati, ha deluso le aspettative. Per scattare foto decenti con esso occorre agire manualmente sui vari parametri come esposizione, tempo, ecc. che è qualcosa di difficile e non immediato per la maggior parte degli utenti. La capacità di catturare immagini in formato RAW, tuttavia, dovrebbe consentire agli utenti avanzati ed ai fotografi di estrarre il massimo da quello che può fare il sensore Toshiba.

La possibilità di catturare immagini in formato RAW è disponibile solo su HTC One M9, anche se i possessori di One M8 Eye e Desire Eye possono godere della modalità Includimi con questo aggiornamento. Il changelog completo lo trovate di seguito:

  • Possibilità di scattare foto in formato RAW, disponibile solo su HTC One M9;
  • Modalità Includimi, disponibile solo su HTC One (M8 EYE) con sistema operativo Android 5.0 Lollipop e HTC Desire EYE;
  • Divisore regolabile in modalità di ripresa Split (doppia);
  • Possibilità di aggiungere o rimuovere la modalità fotocamera.

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Due varianti dell’Oppo R7 certificate da TEENA

Oppo R7

Come ormai noto a tutti, l’azienda cinese Oppo potrebbe presentare a breve un nuovo dispositivo molto interessante, caratterizzato da un display quasi senza cornici, ovvero l’Oppo R7, che vi abbiamo già mostrato più volte negli scorsi giorni in alcune foto e video. Nella giornata odierna, pare che questo dispositivo sia stato certificato dall’ente cinese TEENA […]

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ASUS ZenFone 2 da 128 GB appare in India

ASUS non lo ha mai annunciato, ma pare possa esistere anche una versione con memoria interna da 128 GB di ZenFone 2, almeno stando a quanto riportato da Flipkart, un noto store online indiano, che ha aggiunto al suo listino con disponibilità a breve questa versione di ZenFone 2 ZE551ML.

Non dovrebbero esserci altre differenze rispetto al modello da 64 GB, se non ovviamente il prezzo superiore (in India costa 422€ circa). Si tratta di un errore o esiste davvero? Arriverà anche in Italia? Tutte domande a cui ora non sappiamo rispondere ma ne sapremo sicuramente di più in futuro.

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Microsoft aggiorna Visual Studio Emulator per Android

Ci sono anche novità riguardanti Android che arrivano dalla conferenza Build di Microsoft: di alcune abbiamo già parlato, come la portabilità di app Android, mentre ora passiamo ad un argomento caro agli sviluppatori Android, soprattutto quelli che sono alla ricerca di un buon emulatore del robottino verde su PC.

Vi avevamo già parlato di Visual Studio Emulator, che ora è stato aggiornato con due importanti e richieste novità: la prima è il supporto al Wi-Fi, che rende il tutto più reale (i dispositivi prima erano considerati connessi tramite ethernet). La seconda, forse ancora più di rilievo, è la presenza dei Devices Profiles, con i quali possiamo simulare l’hardware di un particolare dispositivo.

visual studio emulator

Questi sono scaricabili ufficialmente da Microsoft e sono limitati nel numero, ma è comunque un’ottima novità e di sicuro in futuro ne arriveranno di nuovi. Questo emulatore può costituire una buona alternativa a quello dell’SDK di Android le cui performance non sono eccezionali, dunque se volete provarlo vi lasciamo con il link per il download.

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LG G4 ancora al centro dell’attenzione grazie a nuovi video sulla fotocamera

Se soltanto poche ore fa abbiamo mostrato in questo articolo gli spot pubblicitari pubblicati da LG, che presentano l’ormai prossimo top di gamma, ora è PhoneArena a mostrare ulteriori video che mettono stavolta in luce le avanzate funzioni della luminosissima fotocamera posteriore del dispositivo. Questa, dotata di un’apertura focale di F1.8, gode di un’ottima risoluzione di 16 megapixel, che si attesta invece […]

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Problemi nelle componenti dell’Apple Watch: ecco cosa succede

Apple ha riscontrato qualche problema con le componenti che alimentano il “Taptic Engine” dell’Apple Watch, stando a quanto riporta il Wall Street Journal. Il problema starebbe causando dai ritardi nelle spedizioni a molti clienti. La componente in questione è un attuatore lineare che permette al Watch di avvertire un piccolo tocco sul polso. È il […]



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5 motivi per acquistare l’LG G4 e non il Samsung Galaxy S6

LG G4
Ecco cinque buoni motivi per acquistare l’LG G4 al posto del Samsung Galaxy S6.

Perché acquistare il nuovo LG G4 al posto del Samsung Galaxy S6? Ecco le 5 ragioni plausibili per le quali si dovrebbe preferire il primo smartphone al secondo.

L’atteso LG G4 è uscito pochissimi giorni fa e già fa parlare molto di sé. Si tratta del nuovo top di gamma dell’azienda sudcoreana che si contraddistingue per alcune caratteristiche tecniche molto interessanti. Alcune novità riguardano la qualità della macchina fotografica, un display potenziato e una memoria maggiormente espandibile. Ma per quali motivazioni un qualsiasi utente dovrebbe preferire l’LG G4 al Samsung Galaxy S6? Vediamo cinque ragioni plausibili.

FOTOCAMERA MIGLIORATA

L’LG G4 basa la sua forza soprattutto sul comparto fotografico. L’elemento centrale per competere contro i colossi del settore (Samsung ed Apple) è senza ombra di dubbio un sensore posteriore da 16 megapixel. Ma un altro aspetto rilevante riguarda l’apertura della lente. Il modello di LG ha un’apertura di f/1.8, mentre il Galaxy S6 si “ferma” a f/1.9. Una differenza che sembra labile, ma che determina un incremento del 15% della luce catturata dalla sua lente rispetto a quella del suo concorrente. Non male.

BATTERIA RIMOVIBILE

L’LG G4 si fa apprezzare anche per la facilità di smontaggio. Anche l’ultimo modello della casa di telefonia consente la rimozione della propria batteria, con la chance di sostituire facilmente una carica usurata. Il Samsung Galaxy S6 ha invece rimosso questa caratteristica, per il grande dispiacere di molti suoi clienti affezionati.

SLOT MICROSD

Il nuovo LG G4 è in grado di contenere una memoria espandibile tramite microSD fino a 128 GB, esattamente come l’HTC One M9 e i precedenti modelli Samsung, ma non il Galaxy S6. Anche quest’ultima peculiarità è stata generalmente sacrificata in nome del design. La motivazione della scelta di LG deriva dall’opportunità di salvare anche i file immagine in formato “RAW”, dalle dimensioni maggiori rispetto a quelle dei “JPG”.

BATTERIA GIGANTE

La batteria da 3000 mAh dell’LG G4 è uguale a quella adottata per il G3. Eppure, essa è molto più grande rispetto a quelle del Samsung Galaxy S6 (2500 mAh) e dell’iPhone 6 (1800). Grazie all’uso del chipset Qualcomm QCOM 808, si consuma una minore quantità di energia. Inoltre, l’LG G4 presenta anche varie funzioni di risparmio energetico, come la sospensione del processore in caso di schermo fermo e l’avviso delle app in funzione mentre il display è spento.

LA QUALITÀ DEL DISPLAY

L’LG G4 conferma il display da 5,5 pollici in Quad HD 1440 x 2560 pixel del G3. Tuttavia, lo smartphone è dotato di una nuova tecnologia che regola la qualità e lo rende molto più luminoso, con colori maggiormente nitidi rispetto al passato. Tutto ciò grazie ad una perfetta coordinazione tra luminosità e contrasto.

Al tempo stesso, bisogna considerare che l’LG G4 non è fornito di un processore Snapdragon 810 da otto core, limitandosi al meno recente 808 a sei core. Un elemento che però non dovrebbe coincidere con una netta diminuzione della velocità.

L’articolo 5 motivi per acquistare l’LG G4 e non il Samsung Galaxy S6 sembra essere il primo su Tecnoandroid.

5 motivi per acquistare l’LG G4 e non il Samsung Galaxy S6

LG G4
Ecco cinque buoni motivi per acquistare l’LG G4 al posto del Samsung Galaxy S6.

Perché acquistare il nuovo LG G4 al posto del Samsung Galaxy S6? Ecco le 5 ragioni plausibili per le quali si dovrebbe preferire il primo smartphone al secondo.

L’atteso LG G4 è uscito pochissimi giorni fa e già fa parlare molto di sé. Si tratta del nuovo top di gamma dell’azienda sudcoreana che si contraddistingue per alcune caratteristiche tecniche molto interessanti. Alcune novità riguardano la qualità della macchina fotografica, un display potenziato e una memoria maggiormente espandibile. Ma per quali motivazioni un qualsiasi utente dovrebbe preferire l’LG G4 al Samsung Galaxy S6? Vediamo cinque ragioni plausibili.

FOTOCAMERA MIGLIORATA

L’LG G4 basa la sua forza soprattutto sul comparto fotografico. L’elemento centrale per competere contro i colossi del settore (Samsung ed Apple) è senza ombra di dubbio un sensore posteriore da 16 megapixel. Ma un altro aspetto rilevante riguarda l’apertura della lente. Il modello di LG ha un’apertura di f/1.8, mentre il Galaxy S6 si “ferma” a f/1.9. Una differenza che sembra labile, ma che determina un incremento del 15% della luce catturata dalla sua lente rispetto a quella del suo concorrente. Non male.

BATTERIA RIMOVIBILE

L’LG G4 si fa apprezzare anche per la facilità di smontaggio. Anche l’ultimo modello della casa di telefonia consente la rimozione della propria batteria, con la chance di sostituire facilmente una carica usurata. Il Samsung Galaxy S6 ha invece rimosso questa caratteristica, per il grande dispiacere di molti suoi clienti affezionati.

SLOT MICROSD

Il nuovo LG G4 è in grado di contenere una memoria espandibile tramite microSD fino a 128 GB, esattamente come l’HTC One M9 e i precedenti modelli Samsung, ma non il Galaxy S6. Anche quest’ultima peculiarità è stata generalmente sacrificata in nome del design. La motivazione della scelta di LG deriva dall’opportunità di salvare anche i file immagine in formato “RAW”, dalle dimensioni maggiori rispetto a quelle dei “JPG”.

BATTERIA GIGANTE

La batteria da 3000 mAh dell’LG G4 è uguale a quella adottata per il G3. Eppure, essa è molto più grande rispetto a quelle del Samsung Galaxy S6 (2500 mAh) e dell’iPhone 6 (1800). Grazie all’uso del chipset Qualcomm QCOM 808, si consuma una minore quantità di energia. Inoltre, l’LG G4 presenta anche varie funzioni di risparmio energetico, come la sospensione del processore in caso di schermo fermo e l’avviso delle app in funzione mentre il display è spento.

LA QUALITÀ DEL DISPLAY

L’LG G4 conferma il display da 5,5 pollici in Quad HD 1440 x 2560 pixel del G3. Tuttavia, lo smartphone è dotato di una nuova tecnologia che regola la qualità e lo rende molto più luminoso, con colori maggiormente nitidi rispetto al passato. Tutto ciò grazie ad una perfetta coordinazione tra luminosità e contrasto.

Al tempo stesso, bisogna considerare che l’LG G4 non è fornito di un processore Snapdragon 810 da otto core, limitandosi al meno recente 808 a sei core. Un elemento che però non dovrebbe coincidere con una netta diminuzione della velocità.

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ASUS pubblica le date di rilascio di Lollipop per gli ZenFone e PadFone S

ASUS aveva rilasciato durante il mese di ottobre le date riguardanti l’aggiornamento ad Android 5.0 Lollipop per ZenFone 4, 5 (con e senza LTE) e 6 oltre a PadFone S. Queste parlano di un rilascio nel mese di aprile, ossia quello che si concluderà tra poche ore.

Avrete quindi capito che c’è stato un ritardo e ASUS lo ammette senza tanti problemi: fortunatamente non dovrete aspettare molto oltre per ricevere l’aggiornamento. Ecco infatti le nuove date:

  • ASUS ZenFone 5 LTE: inizio maggio
  • ASUS ZenFone 4 / 5 / 6: metà maggio
  • PadFone S: inizio giugno

Ringraziamo Simone per la segnalazione

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ASUS lancia lo ZenFone 2 (ZE551ML) con 128 GB di storage in India

ASUS sta vendendo una nuova variante dell’ASUS ZenFone 2 (ZE551ML), che si differenzia da quella standard e che abbiamo recensito noi nei giorni scorsi per una sola particolarità. Essa non monta 32 GB di memoria di archiviazione, bensì mette a disposizione dell’utente ben 128 GB. Questa variante, almeno per il momento, è disponibile all’acquisto solamente nel […]

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ASUS lancia lo ZenFone 2 (ZE551ML) con 128 GB di storage in India

ASUS sta vendendo una nuova variante dell’ASUS ZenFone 2 (ZE551ML), che si differenzia da quella standard e che abbiamo recensito noi nei giorni scorsi per una sola particolarità. Essa non monta 32 GB di memoria di archiviazione, bensì mette a disposizione dell’utente ben 128 GB. Questa variante, almeno per il momento, è disponibile all’acquisto solamente nel […]

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MIUI 6 disponibile per Samsung Galaxy S5

La pubblicazione del tool Patchrom da parte di Xiaomi sta consentendo agli sviluppatori di realizzare degli ottimi porting del sistema operativo MIUI 6 anche per i device non prodotti dal famoso OEM cinese. Il primo smartphone a ricevere la MIUI 6 è stato Oppo Find 7a (qui il nostro articolo dedicato) mentre il secondo, come ha comunicato […]

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MIUI 6 disponibile per Samsung Galaxy S5

La pubblicazione del tool Patchrom da parte di Xiaomi sta consentendo agli sviluppatori di realizzare degli ottimi porting del sistema operativo MIUI 6 anche per i device non prodotti dal famoso OEM cinese. Il primo smartphone a ricevere la MIUI 6 è stato Oppo Find 7a (qui il nostro articolo dedicato) mentre il secondo, come ha comunicato […]

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ZTE Nubia Z9 sbarca su TENAA. Ma qualcosa non quadra

ZTE Nubia Z9 sbarca su TENAA. Ma qualcosa non quadra
Android Blog Italia.

Ormai è solo questione di giorni. ZTE Nubia Z9 verrà annunciato ufficialmente di qui ad una settimana di tempo, e mentre rimaniamo in attesa di conoscerlo in via definitiva, proprio lui, il nuovo top di gamma ZTE, sbarca tra i documenti della TENAA a fronte di caratteristiche tecniche che non convincono poi molto.

L’ente di certificazione cinese riporta infatti dei dati alquanto strani, come ad esempio un processore octa-core dalla frequenza di 3.5GHz (siete a conoscenza di un chipset capace di viaggiare a queste velocità?); e poi la RAM, elemento che in questo senso viene indicato con ben 8GB di potenza!

zte-nubia-z9-tenaa

Il resto ci sembra invece più probabile come un display 5.1″ Full HD (risoluzione da 1920 x 1080 pixel), 32GB di memoria interna, fotocamera principale da 16 megapixel abbinata ad un sensore frontale da 8 megapixel (sfumata l’ipotesi dei 20 megapixel), sistema operativo Android 5.0 Lollipop e dimensioni da 147.38 x 68.34 x 8.94 mm per un peso di 180 grammi.

Al di là di quel paio di caratteristiche tecniche che ci sembrano “leggermente” assurde, alla TENAA va dato il beneficio di averci quanto meno mostrato in via definitiva il design che caratterizzerà ZTE Nubia Z9. Ma a quanti piace, e soprattutto, in quanti saranno disposti a riporgli la loro fiducia?

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ZTE Nubia Z9 sbarca su TENAA. Ma qualcosa non quadra
Android Blog Italia.

HTC One (M8) riceverà Android 5.1 con Sense 7 ad agosto

Oggi è stata una giornata di aggiornamenti intensi in casa HTC, che ha fatto registrare update un po’ in tutte le sue app, tra cui in particolare galleria e fotocamera, ma in ogni caso HTC One (M8) non ha ancora la nuova Sense 7. Portate pazienza comunque, perché HTC UK conferma che ad agosto il top di gamma dello scorso anno riceverà non solo l’ultima versione della celebre interfaccia, ma anche Android 5.1.

Come potete vedere qui sotto, la conferma arriva a mezzo Twitter, il che vuol dire tutto e nulla, dato che non sarebbe la prima volta che le promesse fatte dai responsabili dei social media vengono tradite dai fatti. C’è da dire però che l’affermazione in questo caso è particolarmente precisa e puntuale, segno che probabilmente chi la scrive sa di cosa sta parlando.

Ci sono comunque ancora 3 mesi abbondanti di tempo, nei quali tutto può succedere, ed in ogni caso non possiamo certo lamentarci per la quantità di funzioni di M9 già portata da HTC anche su M8.

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Sony prevede un calo di vendite degli smartphone del 23% per quest’anno

Sony ha rilasciato alcuni dati finanziari oggi riguardanti l’anno finanziario (da aprile a marzo) appena conclusosi e le sue previsioni per i prossimi dodici mesi, e purtroppo per l’azienda giapponese nessuno dei due le sorride. Se l’azienda può sorridere per alcuni prodotti come le sue fotocamere oppure la PlayStation, lo stesso non si può dire per la divisione mobile.

Sony ha infatti venduto 39,1 milioni di smartphone in un anno, la stessa cifra rispetto a quello precedente nonostante si tratti di un mercato in crescita. Le previsioni per i prossimi dodici mesi parlano poi di 30 milioni di smartphone venduti, 9,1 in meno rispetto all’ultimo anno trascorso (-23,1%).

Questo caso sarebbe dovuto ad una riduzione delle vendite degli smartphone di fascia media al fine di migliorare la sua struttura dei profitti. Sony prevede anche una perdita di 39 miliardi di yen (contro i 218 miliardi del 2014) e ricavi a 1.310 miliardi di yen (contro i 1.410 miliardi del 2014)

sony vendite

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Snapdragon 808 testato: scalda molto meno dello Snap 810

snapdragon 808

Lo Snapdragon 810 è stato sommerso di critiche nel corso degli ultimi mesi a causa degli eccessivi problemi di surriscaldamento di cui soffre, motivo per cui aziende come Samsung hanno deciso di optare per soluzioni proprietarie, mentre LG con il suo LG G4 ha deciso di fare un piccolissimo passo indietro e optare per lo Snapdragon 808ArsTechnica ha testato i due processori, ed è risultato che la soluzione adottata da LG scalda effettivamente meno del sock “top di gamma”. Come?

Per effettuare il test, i colleghi di ArsTechnica hanno utilizzato un LG G4 per lo Snapdragon 808 ed un LG G Flex 2 per lo Snapdragon 810. I risultati sono stati sorprendenti: il SoC di LG G4 può continuare a girare alla sua velocità di clock massima (1.8 GHz) per 6 minuti, prima di cominciare a scendere fino al clock di 1.4 GHz dopo circa 15 minuti. Lo Snapdragon 810, invece, raggiunge a malapena la sua velocità massima prima di cominciare la lenta discesa dopo appena 3 minuti.

snapdragon 808
snapdragon 808

Entrambi i processori oscillano tra la velocità di clock minima e massima, anche se comunque questo potrebbe avere a che fare con le modalità di test e/o con il modo in cui i due SoC gestiscono i core. Inoltre bisogna tenere bene a mente che si tratta di due devices diversi testati con un singolo benchmark, e non possiamo dare per scontato di ricevere gli stessi risultati con uno Snapdragon 810 montato su un HTC One M9 o un Sony Xperia Z4.

Inoltre nell’uso quotidiano questa differenza è assolutamente impercettibile, visto e considerato che lo Snapdragon 808 e lo Snapdragon 810 sono praticamente quasi uguali (uno hexacore e uno octa-core). Tuttavia, se siete utenti multitasking o che utilizzano molto il dispositivo per giocare soprattutto a giochi molto pesanti, il throttling (riduzione della frequenza della CPU per evitare il danneggiamento in caso di surriscaldamento) che si avverte su LG G Flex 2 con lo Snap 810 può tradursi in performance peggiori con l’avanzare del tempo. E’ possibile infatti notare una riduzione significativa dei risultati del benchmark una volta che il device si è surriscaldato, riduzione che non si verifica sull’LG G4.

snapdragon 808
snapdragon 808

Questi risultati mostrano chiaramente un throttling nel caso dello Snapdragon 810, almeno all’interno dell’LG G Flex 2. Lo Snapdragon 808 montato sull’LG G4 invece non presenta alcuno di questi problemi. Nonostante Qualcomm abbia dichiarato che il tutto non ha niente a che fare con il surriscaldamento dello Snap 810, credete che LG abbia fatto una buona scelta optando per lo Snap 808? Noi crediamo proprio di sì!

 

 

 

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Snapdragon 808 testato: scalda molto meno dello Snap 810

snapdragon 808

Lo Snapdragon 810 è stato sommerso di critiche nel corso degli ultimi mesi a causa degli eccessivi problemi di surriscaldamento di cui soffre, motivo per cui aziende come Samsung hanno deciso di optare per soluzioni proprietarie, mentre LG con il suo LG G4 ha deciso di fare un piccolissimo passo indietro e optare per lo Snapdragon 808ArsTechnica ha testato i due processori, ed è risultato che la soluzione adottata da LG scalda effettivamente meno del sock “top di gamma”. Come?

Per effettuare il test, i colleghi di ArsTechnica hanno utilizzato un LG G4 per lo Snapdragon 808 ed un LG G Flex 2 per lo Snapdragon 810. I risultati sono stati sorprendenti: il SoC di LG G4 può continuare a girare alla sua velocità di clock massima (1.8 GHz) per 6 minuti, prima di cominciare a scendere fino al clock di 1.4 GHz dopo circa 15 minuti. Lo Snapdragon 810, invece, raggiunge a malapena la sua velocità massima prima di cominciare la lenta discesa dopo appena 3 minuti.

snapdragon 808
snapdragon 808

Entrambi i processori oscillano tra la velocità di clock minima e massima, anche se comunque questo potrebbe avere a che fare con le modalità di test e/o con il modo in cui i due SoC gestiscono i core. Inoltre bisogna tenere bene a mente che si tratta di due devices diversi testati con un singolo benchmark, e non possiamo dare per scontato di ricevere gli stessi risultati con uno Snapdragon 810 montato su un HTC One M9 o un Sony Xperia Z4.

Inoltre nell’uso quotidiano questa differenza è assolutamente impercettibile, visto e considerato che lo Snapdragon 808 e lo Snapdragon 810 sono praticamente quasi uguali (uno hexacore e uno octa-core). Tuttavia, se siete utenti multitasking o che utilizzano molto il dispositivo per giocare soprattutto a giochi molto pesanti, il throttling (riduzione della frequenza della CPU per evitare il danneggiamento in caso di surriscaldamento) che si avverte su LG G Flex 2 con lo Snap 810 può tradursi in performance peggiori con l’avanzare del tempo. E’ possibile infatti notare una riduzione significativa dei risultati del benchmark una volta che il device si è surriscaldato, riduzione che non si verifica sull’LG G4.

snapdragon 808
snapdragon 808

Questi risultati mostrano chiaramente un throttling nel caso dello Snapdragon 810, almeno all’interno dell’LG G Flex 2. Lo Snapdragon 808 montato sull’LG G4 invece non presenta alcuno di questi problemi. Nonostante Qualcomm abbia dichiarato che il tutto non ha niente a che fare con il surriscaldamento dello Snap 810, credete che LG abbia fatto una buona scelta optando per lo Snap 808? Noi crediamo proprio di sì!

 

 

 

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Samsung anticipa tutti: Android 5.1.1 già sul Galaxy S6 Edge

Samsung Galaxy S6 Edge

Samsung continua a sorprendere tutti con i suoi nuovi top di gamma. Oggi è trapelato sul web un video di un Samsung Galaxy S6 Edge americano con a bordo Android 5.1.1, l’ultima minor release di Android rilasciata finora soltanto sul Nexus Player.

Dunque, se così fosse, Samsung avrebbe anticipato tutti a questo giro, compresi gli smartphone (e tablet) Nexus, che sono solitamente i primi dispositivi a ricevere gli aggiornamenti. Alla fine del video viene mostrata anche la sezione “Informazioni dispositivo” dalla quale è possibile apprendere che si tratta di un Samsung Galaxy S6 Edge brand T-Mobile, uno degli operatori telefonici americani.

Secondo il changelog ufficiale di Google, Android 5.1.1 dovrebbe correggere uno dei bug più importanti di Android Lollipop, ovvero quello relativo al memory leak. Questo bug determinerebbe un calo casuale della quantità di memoria RAM (libera) dei dispositivi, risolvibile solo attraverso un riavvio degli stessi.

Uno dei membri di XDA, Sunderwear, che ha effettuato anch’esso l’aggiornamento ad Android 5.1.1 sul suo Galaxy S6 Edge brand T-Mobile e catturato uno screenshot, ha dichiarato che lo smartphone risulta essere molto più scattante dopo l’update.

samsung galaxy s6 android 5.1.1

Se anche il vostro Samsung Galaxy S6 Edge ha ricevuto l’ultima versione di Android, fatecelo sapere attraverso un commento e diteci la vostra impressione a riguardo.

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Samsung anticipa tutti: Android 5.1.1 già sul Galaxy S6 Edge

Samsung Galaxy S6 Edge

Samsung continua a sorprendere tutti con i suoi nuovi top di gamma. Oggi è trapelato sul web un video di un Samsung Galaxy S6 Edge americano con a bordo Android 5.1.1, l’ultima minor release di Android rilasciata finora soltanto sul Nexus Player.

Dunque, se così fosse, Samsung avrebbe anticipato tutti a questo giro, compresi gli smartphone (e tablet) Nexus, che sono solitamente i primi dispositivi a ricevere gli aggiornamenti. Alla fine del video viene mostrata anche la sezione “Informazioni dispositivo” dalla quale è possibile apprendere che si tratta di un Samsung Galaxy S6 Edge brand T-Mobile, uno degli operatori telefonici americani.

Secondo il changelog ufficiale di Google, Android 5.1.1 dovrebbe correggere uno dei bug più importanti di Android Lollipop, ovvero quello relativo al memory leak. Questo bug determinerebbe un calo casuale della quantità di memoria RAM (libera) dei dispositivi, risolvibile solo attraverso un riavvio degli stessi.

Uno dei membri di XDA, Sunderwear, che ha effettuato anch’esso l’aggiornamento ad Android 5.1.1 sul suo Galaxy S6 Edge brand T-Mobile e catturato uno screenshot, ha dichiarato che lo smartphone risulta essere molto più scattante dopo l’update.

samsung galaxy s6 android 5.1.1

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Google starebbe lavorando ad un sistema di inviti per provare un’app

Analizzando come sempre l’apk dell’ultima versione di Google Play Services, i colleghi di Android Police hanno trovato alcune informazioni interessanti, circa un sistema di “inviti per le app”, che ancora non è però attivo. Sembra si tratti di inviti corredati da un link all’app con tanto di messaggio personalizzato: questi inviti possono essere inviati a più destinatari tramite Google+, email o SMS, i quali riceveranno una particolare notifica che include anche il pulsante di download.

Pensateli ad una sorta di condivisione potenziata, anche se non è ben chiaro come funzioneranno e per chi saranno disponibili: è possibile che siano una funzione limitata agli sviluppatori, per invitare gli utenti a provare le loro nuove app, magari inviando versioni di prova o comunque gratuite, anche se ci stiamo portando molto più avanti con la fantasia di quanto non suggeriscano le righe di codice trovate in Play Services.

LEGGI ANCHE: Novità di Play Services 7.3

Ci sono poi nuove tracce della funzione Nearby, una sorta di condivisione (automatica) della nostra posizione per farci trovare gli amici vicini a noi (i dettagli non sono mai stati troppo chiari). Si tratta di una funzione già ipotizzata quasi un anno fa, della quale continuano ad emergere sporadiche tracce, ma sulla quale evidentemente Google non si è ancora deciso, e non stentiamo a capirne le ragioni. In ogni caso gli ingegneri di Mountain View sono al lavoro sulla condivisione della posizione, tanto che la vecchia activity è stata rimpiazzata da una nuova, anche se non è detto che questo porti a dei cambiamenti evidenti per gli utenti.

Ci sono poi una serie di immagini curiose, che vi lasciamo nella galleria qui sotto, che non è detto portino a nulla di particolare, ma semplicemente sono nuove.

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Samsung Galaxy Note Edge riceve Android Lollipop 5.0.1 anche in Italia

Anche nel nostro Paese, finalmente, nel corso delle ultime ore il Samsung Galaxy Note Edge no-brand ha cominciato a ricevere l’update ad Android Lollipop 5.0.1 tramite OTA. Il numero di dispositivi raggiunti dall’aggiornamento, il cui nome del firmware è M915FYXXU1B0B5, cresce di istante in istante e presto anche voi dovreste riceverlo, se non l’avete già fatto. […]

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Samsung Galaxy Note Edge riceve Android Lollipop 5.0.1 anche in Italia

Anche nel nostro Paese, finalmente, nel corso delle ultime ore il Samsung Galaxy Note Edge no-brand ha cominciato a ricevere l’update ad Android Lollipop 5.0.1 tramite OTA. Il numero di dispositivi raggiunti dall’aggiornamento, il cui nome del firmware è M915FYXXU1B0B5, cresce di istante in istante e presto anche voi dovreste riceverlo, se non l’avete già fatto. […]

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Oppo O-Fans Meet Up: ecco dove si terrà l’evento italiano!

Oppo O-fans Meet Up Euro Tour

Il mercato mobile cinese sta diventando sempre più interessante per gli acquirenti occidentali ma i produttori asiatici, che pure non disprezzano la nostra valuta, raramente concedono ai loro fans stranieri le giuste attenzioni. Per fortuna non tutte le aziende sono uguali ed Oppo, tenendo fede alla parola data, ha ufficializzato tramite il suo forum il prossimo O-Fans Meet Up italiano di fine maggio! La […]

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