Choetech CHOE QC 3.0 Fast Charger – Qualcomm Quick Charge 3.0 | La recensione di GizBlog.it

Nel corso degli ultimi giorni stiamo provando alcuni accessori del brand cinese Choetech, quest’oggi vediamo insieme un caricabatterie da parete dotato di supporto alla ricarica rapida Qualcomm Quick Charge 3.0.

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L’accessorio risulta davvero interessante, vista la presenza di questo standard, che ci permetterà di caricare i dispositivi che lo supportano in sicurezza e con una velocità davvero da urlo!

Confezione

La confezione è molto simile a quella degli altri accessori Choetech testati e dotati della stessa tecnologia di ricarica e si presenta come un classico box in cartonatoricoperto da un “sopra-box” bianco, riportante le principali caratteristiche del caricabatterie.

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Al suo interno troviamo :

  • Il caricabatterie con presa europea;
  • un cavo di ricarica USB Type-C.

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La presenza del cavo all’interno della confezione di vendita rappresenta un plus davvero interessante se si stia valutando l’acquisto di un nuovo caricabatterie.

Costruzione e Specifiche

Il caricabatterie Choetech Q3001 si caratterizza per dimensioni contenute e una qualità costruttiva davvero impeccabile.

Misura infatti 65 x 49 x 24 mm per un peso di 15 grammi.

Realizzato in plastica rigida liscia al tatto, che ad un primo impatto potrebbe sembrare leggermente cheap. Utilizzandolo e tenendolo in mano, invece, ci renderemo conto di quanto il caricabatterie sia solido e di gran lunga migliore di quelli forniti nelle stesse confezioni di vendita di alcuni dispositivi asiatici.

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Le caratteristiche di ricarica sono :

  • Output 18W (Max);
  • 1 Porta con supporto al Quick Charge 3.0 con output 5V-3A / 9V-2A o 12V-1,5A (Max).

La forma del caricabatterie è abbastanza classica ma presenta delle bombature che lo rendono molto più simile a un’ellisse che ad un rettangolo.

Funzionamento e Prova sul Campo

Il caricabatterie Q3001, come anticipato, supporta la ricarica rapida Quick Charge 3.0.

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I test che ho effettuato con lo Xiaomi Mi5 hanno riportato dei tempi di ricarica di circa 1h e 20 minuti e non hanno evidenziato alcun tipo di riscaldamento del dispositivo durante la ricarica.

Provando anche con altri dispositivi Android non compatibili con lo standard Qualcomm, la ricarica risulta comunque molto veloce, il che lo rende comunque una valida alternativa in previsione di futuri upgrade del nostro smartphone.

Conclusioni

Poco da aggiungere a quello che già è stato detto. Un classico caricabatterie dalla buona qualità e dal prezzo contenuto che ci permetterà una ricarica davvero veloce dei nostri dispositivi.

Se siete alla ricerca di un dispositivo con queste caratteristiche per sostituire il vostro, questo Choetech potrebbe essere la scelta che fa per voi ed è possibile acquistarlo su Amazon per 12,99 euro.

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Opera Max adesso funziona a tempo e vi avviserà per farvene aggiungere altro (foto)

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Opera Max è una nota app ricca di funzioni interessanti, ma è conosciuta principalmente per la capacità di ridurre il consumo dati grazie alla sua VPN integrata. Con l’ultimo aggiornamento però, questa funzione ha subito un piccolo ed antipatico cambiamento.

Da adesso in poi, avrete solo 12 ore di “risparmio connessione dati” da poter usare, e al termine del tempo disponibile l’app si aprirà e vi dirà di aggiungere altro tempo per poter continuare ad usare la funzione. Aggiungere altro tempo non costa nulla, ma ogni volta vedrete un annuncio pubblicitario nella parte bassa dello schermo.

LEGGI ANCHE: La VPN di Opera arriva anche sulla versione desktop

Ed è proprio questo il senso di tale cambiamento. Essendo un’app che lavora principalmente in background, gli sviluppatori si sono inventati questa piccola sccapatoia per monetizzare tramite la pubblicità: ogni volta che l’utente apre l’app per aggiungere tempo, visualizza l’ad e genera profitto per l’azienda.

Insomma, non si tratta di certo di una modifica sostanziale, ma questo piccolo fastidio non farà felici gli utenti. Se comunque non avete ancora installato l’app e volete provarla, potete farlo seguendo il link che vi proponiamo di seguito.

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ARM presenta le nuove VPU Mali V61 e GPU Mali G51

ARM, la società britannica responsabile della produzione dei core Cortex A-Series, presenti sui processori più famosi come ad esempio lo Snapdragon 820, ha deciso di annunciare due nuovi processori per la grafica e per i video: la VPU Mali V61 e la GPU Mali G51.

L’obiettivo principale dell’azienda è quello di migliorare la riproduzione dei video e la grafica 3D. Partiamo dalla Mali V61: la società ha progettato questo chip per il futuro dell’intrattenimento e della riproduzione dei contenuti. La nuova GPU è stata realizzata per la riproduzione dei video in 4K fino a 120 FPS.

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ARM: l’azienda presenta due nuovi processori, tra cui la VPU Mali V61

La Mali V61 permette, inoltre, l’utilizzo dei recenti codec video VP9 e HEVC che garantiscono un’alta qualità all’interno di file di dimensioni molto inferiori e con minor latenza dei contenuti in streaming attuali. Secondo ARM, la GPU garantisce fino al 50% di risparmio sul bit-rate. Tutto ciò si tradurrà in meno banda utilizzata pur condividendo lo stesso tipo di video.

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La GPU Mali G51 porterà il mobile gaming ad un nuovo livello

Per quanto riguarda la Mali G51, questa è una nuova GPU che sarà in grado di spingere la grafica a una risoluzione molto più alta rispetto a quello che siamo abituati a vedere oggi. Questa, inoltre, è stata costruita per il futuro della realtà virtuale a livello mobile.

Il team di ARM ha sviluppato un proprio frame buffer mentre le nuove API Vulkan sono stete migliorate notevolmente. È presente anche una nuova unità di texturing che garantirà un dettaglio grafico migliore. La Mali G51 offrirà il supporto alla risoluzione 4K e un rendering migliorato della grafica Vulkan che consentirà di accedere a una nuova era nel mobile gaming sui futuri dispositivi.

Per quanto riguarda la disponibilità, i due nuovi processori targati ARM saranno disponibili per i produttori a partire dal 2017 e i primi device dovrebbero essere lanciati nel 2018.

ARM logo

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Volete una ROM AOSP di Android 7.1 per dispositivi Xperia? Sony vi insegna come si fa

Sony logo final

Sony è uno dei pochi produttori Android che supporta attivamente il modding per i suoi dispositivi. Oltre al puntuale rilascio dei sorgenti per gli sviluppatori e dei firmware Xperia Concept, quest’anno l’azienda giapponese ha voluto rilasciare anche una developer preview di Android 7.0 Nougat per Xperia Z3, permettendo a tutti gli utenti più esperti e volenterosi di provare in anteprima le novità della nuova versione software e, contestualmente, aiutarne lo sviluppo.

Non paga di tutto questo, oggi Sony ha voluto fare un ulteriore passo in avanti, pubblicando sul suo sito dedicato agli sviluppatori una guida per compilare una ROM AOSP di Android 7.1 per i suoi dispositivi più recenti, come già aveva fatto per la versione 7.0.

LEGGI ANCHE: Recovery TWRP disponibile per Xperia XZ e Xperia X Performance

Nella guida – pensata per gli utenti che usano Ubuntu, ma facilmente adattabile a qualsiasi distro Linux – vengono spiegati tutti i passaggi necessari per passare dal codice sorgente ad un file immagine flashabile sul vostro dispositivo, ma essendo una procedura complicata, vi raccomandiamo di utilizzarla solo se sapete cosa state effettivamente andando a fare.

Se dunque volete provarci, potete trovare la guida a questo indirizzo. Ovviamente la ROM AOSP di Android 7.1 è un progetto ancora sperimentale e pieno di bug, ma siamo contenti che Sony partecipi con così tanto impegno nello sviluppo e voglia fornire gli stumenti necessari a tutti i suoi utenti. Un applauso per la casa giapponese, sperando di vedere delle ROM stabili il prima possibile su tutti i suoi prodotti.

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La batteria del vostro Nexus 6P non è più la stessa dopo Nougat? Non siete i soli (video)

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Nel corso del fine settimana, diversi utenti Reddit hanno lamentato un drastico calo delle performance della batteria di Nexus 6P dopo l’aggiornamento ad Android 7.0 Nougat: si tratta di casi isolati, o il problema è più diffuso?

Oltre agli utenti che lamentano scariche repentine una volta superato il 25% di batteria residua, un utente ha registrato un video (che trovate a fine articolo) nel quale mostra il proprio Nexus 6P al 53%, spegnersi (e rifiutarsi di accendersi senza caricabatterie collegato) dopo aver scattato solo alcune foto.

TUTTO SU: Google Pixel | Google Pixel XL

Google non ha ancora fornito una risposta in merito, ma non sarebbe la prima volta che una nuova versione di Android causi problemi con determinati terminali. Voi avete notato nulla di anomalo?

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DBGA, la nostra visita all’academy dove si impara a creare i videogiochi (intervista)

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Pochi giorni fa siamo stati in visita alla Digital Bros Game Academy, quella che potremmo definire una vera e propria accademia dedicata non solo al mondo dello sviluppo dei videogiochi, ma alla creazione di questi ultimi nella loro interezza. Oltre ad avere l’opportunità di visitare le strutture che la Game Academy di Digital Bros mette a disposizione ai suoi studenti, abbiamo anche assistito a delle lezioni, un’ottima opportunità quindi per vedere in azione quelli che vengono definiti i “Core Trainer“, non insegnanti o professori, che istruiscono gli studenti, e il rapporto stesso degli studenti con le materie e con l’insegnamento di quest’ultima.

In tale occasione abbiamo anche avuto l’opportunità di intervistare Geoff Davis, il Direttore Generale della DBGA, colui, possiamo tranquillamente dire, da cui è nata l’idea di questo particolare ambiente di formazione che cerca di differenziarsi sia da quello universitario, che da quello proposto da altri corsi appartenenti alla medesima categoria. Con questo non vogliamo dire che l’iniziativa della DBGA abbia come scopo quello di sostituire una formazione universitaria: la finalità ultima di questa Game Academy è quella di formare professionisti del settore pronti ad entrare nel mondo del lavoro, fornendo un’esperienza formativa basata prima di tutto sull’esperienza diretta con le dinamiche che caratterizzano le software house.

La vera finalità dell’Academy è aiutare i ragazzi a collocarsi nel mondo del lavoro.

Il minimo requisito è avere una passione smisurata per i videogiochi, quelli che sono nati con i videogiochi… cerchiamo le persone che in vari momenti della loro vita si sono immedesimate in quelli che sono “dall’altra parte”, cioè quelli che decidono le meccaniche, quelli che scrivono il codice, quelli che creano il personaggio, l’ambiente. Queste sono le persone che noi cerchiamo.

Geoff Davis, Direttore Generale della DBGA

Se ci seguite attivamente qui su SmartWorld (o sugli altri nostri portali) potreste aver letto il nostro primo articolo di introduzione alla DGBA. Proprio da quell’articolo sono nati alcuni quesiti, posti dai nostri lettori anche sui canali social, che abbiamo posto magari anche in forma più elaborata proprio al Direttore Generale. Nella video intervista che troverete qui di seguito si è quindi trattato di temi quali le conoscenze di base da possedere, le borse di studio, il costo delle lezioni e l’eventuale conciliazione del corso con un lavoro, i progetti affrontati dagli studenti, lo sviluppo di giochi per dispositivi mobili, i corsi di specializzazione, i Core Trainer e tanto altro. A seguire c’è stata anche l’opportunità di parlare appunto con i quattro Core Trainer, responsabili dei corsi di Game Designer, Game ProgramerArtist & Animator 2D/3D. Insomma, un’ottima occasione per vedere da vicino un ambiente così particolare e di percepire la passione con cui la DGBA viene gestita oramai da più di due anni.

Da quest’anno poi ci saranno anche dei corsi di specializzazione serale molto specifici e di durata variabile, indirizzati magari a chi è già nel settore (o agli “ex-studenti” dei corsi principali), come ad esempio “Weapon & Mecha Design“, “Environment Design” ed altri indirizzati a Unity, alla narrazione e persino all’inglese per sviluppatori. Vi lasciamo quindi con il video delle nostre interviste, in cui potete vedere anche alcuni spezzoni delle lezioni e dei lavori degli studenti, e con le foto della nostra visita. Vi aspettiamo nei commenti per eventuali domande, se siete interessati alla Game Academy vi consigliamo però di dare un’occhiata al sito ufficiale.

Intervista al Direttore Generale e ai Core Trainer

Digital Bros Game Academy – Le nostre Foto

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Gli sviluppatori di Does Not Commute hanno reinventato il flipper: ecco PinOut (foto e video)

PinOut-Android-iOS

PinOut Android | iOS – Vi ricordate l’originale, divertente e anche difficile gioco per dispositivi mobili (e box TV) Does Not Commute? E Smash Hit, un altro titolo davvero originale che “all’epoca” ebbe un discreto successo? E ancora Sprinkle, Granny Smith o DIRAC. Insomma, Mediocre, la software house responsabile di questi titoli, ha sfornato un nuovo gioco dedicato ad Android e iOS che potrebbe nuovamente fare breccia nei cuori di migliaia di utenti.

Il gioco in questione si chiama PinOut e, come riportato dagli stessi sviluppatori, si tratta di un tentativo di reinventare il flipper, e vi anticipiamo che ci sono riusciti. Ci troveremo a giocare su un tavolo pinball virtualmente infinito strutturato a livelli a difficoltà crescente. Ogni livello è caratterizzato da più sezioni che dovete superare indirizzando la palla verso le corrette rampe. Sparsi per i vari tavoli troverete mini-giochi e altri strani ostacoli.

LEGGI ANCHE: Gear.Club è un nuovo, spettacolare gioco di corse gratuito

Perdere la palla è virtualmente impossibile: ciò contro cui dovrete combattere è lo scorrere del tempo. Azzeccando le giuste rampe guadagnerete tempo extra per procedere lungo il tavolo infinito. I controlli sono semplicissimi: tap sulla parte destra dello schermo per le pedane destre, tap a sinistra per le pedane appunto a sinistra. Nient’altro.

Potete giocare gratuitamente a PinOut, ma ovviamente, così come nei precedenti giochi sviluppati da Mediocre, c’è “l’inghippo“. Potrete giocare quanto vorrete, senza però poter sfruttare i checkpoint e senza quindi poter scoprire cosa vi aspetta procedendo lungo le sfide messe a disposizione. Un’espediente che sinceramente ci piace, e non poco: potete provare a fondo le potenzialità del gioco, e poi decidere se investire 1,99€ nell’unico acquisto in-app presente per sbloccare definitivamente i checkpoint. Vi lasciamo quindi con i badge per il download su Android e iOS, trailer e screenshot del gioco. Non ci rimane che augurarvi buon divertimento!

App Store badge

Play Store badge

PinOut Trailer

PinOut Screenshot

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Ap15, un launcher tanto particolare quanto funzionale (foto)

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Anche se la guerra di opinioni su quale sia il launcher migliore è probabilmente destinata a non risolversi mai con un vincitore, è oramai assodato che le differenze fra i principali contendenti non sono più determinanti come un tempo: a far pendere la lancetta in favore di uno o dell’altro, dato il look che ormai accomuna quasi tutti, è infatti generalmente la capacità degli sviluppatori di aggiungere features o rilasciare aggiornamenti tempestivi.

Se però siete stanchi dei launcher stock-based, e volete qualcosa di completamente diverso per il vostro smartphone pur senza rinunciare alla praticità d’uso, dovete sicuramente provare ap15 Launcher.

Quello che conta sono le app

Ap15 è un launcher privo di app drawer, widget, icone o molteplici personalizzazioni, che ridurrà la vostra home ad un semplice elenco testuale dei nomi delle app. Non affrettatevi, però, a pensare che questo sia sinonimo di poca praticità e mancanza di cura a livello estetico: al contrario, il look del vostro dispositivo diventerà davvero originale e raffinato.

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Sulla home del vostro smartphone, infatti, compariranno i nomi di tutte le app installate, mostrati però in diverse dimensioni: i più grandi saranno le app che utilizzate più spesso, mentre quelle che vi servono una volta ogni tanto rimarranno più piccole, ma comunque raggiungibili in ogni momento. Questa caratteristica, che si affinerà naturalmente con l’utilizzo del launcher (ogni volta che aprite un’app questa compie un piccolo “passo” aumentando leggermente la propria dimensione), permette così di avere sempre a portata di mano le app più utili, e conferisce al dispositivo un aspetto sorprendentemente dinamico.

Questi pregi si intensificano ulteriormente se saprete sfruttare al meglio le opzioni di personalizzazione disponibili: oltre a cambiare lo sfondo (ve ne consigliamo uno astratto ed animato per accentuare ulteriormente le scritte) potrete infatti modificare a vostro piacimento i colori, il font e le dimensioni minime e massime delle scritte.

Download gratuito

Ap15 Launcher è un’applicazione che stupisce più di quanto ci si possa aspettare, perché proprio per la sua semplicità è in grado di mettere in risalto tutti i pregi di un look davvero originale. In più, è disponibile in modo del tutto gratuito sul Play Store, una ulteriore ragione per cliccare sul badge per il download che trovate a seguire.

Google Play Badge

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Si ritorna bambini con Micro Machines (recensione)

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Recensione Micro Machines – Senza nulla togliere alle donne, vogliamo sonoramente annunciare che i veri uomini piangono. Quindi è normale se davanti alle Micro Machines vi scappi qualche lacrima di troppo. In fondo non erano altro che dei modellini di veicoli, da auto a camion, fino ad arrivare ad aeroplani e mezzi su licenza, ma la potenza della nostalgia, si sa, è inarrestabile. Infatti questi giocattoli andavano molto di moda negli anni 80 e 90, e dal marchio vennero prodotti anche dei videogiochi, molti dei quali vengono ricordati con grande piacere.

Aspettavamo quindi da tempo il ritorno in pista delle Micro Machines, e questa volta è Chillingo a prendere in mano le redini della saga, in collaborazione con Codemasters. Riuscirà questo titolo esclusivo per le piattaforme mobili a ridare lustro alla saga? Scopritelo nella nostra recensione.

LEGGI ANCHE: Recensione Battlefield 1

Ce l’ho, ce l’ho, mi manca

Questa incarnazione mobile di Micro Machines non ha distrutto i nostri ricordi d’infanzia, e già questo è un grandissimo punto a suo favore considerando le tendenze degli ultimi anni. In realtà, i primi istanti di gioco rievocano, seppur in maniera digitale, quel divertimento genuino nel collezionare macchine che accomunava un’intera generazione di bambini.

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Lo scopo principale del titolo di Chillingo è proprio quello di raccogliere parti di veicolo dai pacchetti per sbloccare nuovi mezzi, con i quali sarà possibile gareggiare contro altri giocatori. I percorsi sono ambientati in luoghi reali e, soprattutto, familiari: banchi di scuola, cucine, stanze piene di giocattoli, insomma, posti in cui è facile immedesimarsi, e la peculiarità sta proprio nella grandezza degli oggetti a schermo, proporzionati alla ridotta dimensione delle Micro Machines.

Il gameplay si basa sul modello tipico del gioco di corse mobile di stampo arcade, ancor più semplificato per estendere al massimo il pubblico giocante: le interazioni sono ridotte all’osso, e sarà possibile direzionare l’auto con due pulsanti virtuali a schermo, e usare il potenziamento raccolto in gara tramite l’apposito tasto. Tutto sommato le semplici meccaniche sono funzionali al tipo di gioco, anche se ci sarebbe piaciuto avere un controllo maggiore nella sterzata.

Le gare durano massimo un paio di minuti e, purtroppo, possono essere affrontate esclusivamente online con altri giocatori attraverso il matchmaking. Effettivamente c’è la possibilità di giocare anche in multigiocatore locale con altri amici tramite bluetooth o Wi-Fi, ma le ricompense saranno limitate a dei punti per il club e poco più.

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A proposito di club: l’intero gioco è costruito su una base pesantemente social, perché non solo sarà possibile spedire regali agli amici, ma i giocatori potranno fondare dei veri e propri clan per raggranellare punti tutti insieme sotto un’unica causa. Alla fine di ogni settimana, a seconda dell’andamento del singolo giocatore e di tutto il club, si potrà scalare la rispettiva classifica e vincere gustose ricompense.

Pay-to-win?

In breve, le cose da fare non mancano affatto, e le tre modalità disponibili, unite alle costanti missioni giornaliere, aiutano a mantenere alto l’interesse, specie nei primi giorni di gioco. Se le semplici gare e l’eliminazione non presentano grandi novità ma svolgono egregiamente il loro mestiere, la battaglia presenta delle arene nelle quali darsele di santa ragione raccogliendo ogni sorta di diavoleria come mitragliatori, mine esplosive, martelli e persino il Cannone Nerf, la nota serie di armi giocattolo.

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Il grave problema del titolo è che, col passare del tempo, noterete come la sua impalcatura sia fortemente guidata dai numeri. In breve, ogni veicolo può essere potenziato sia nelle singole statistiche che nei potenziamenti unici che andranno a modificare alcune particolarità della vettura. Andando avanti, nonostante la divisione in serie dei vari giocattoli, il divario di potenza tra un mezzo e l’altro sarà talmente alto che il bilanciamento si spezzerà: l’esito di una gara sarà paragonabile a quella di un lancio di un dado, in cui i potenziamenti randomici raccolti in pista possono capovolgere l’andamento, e l’abilità personale del giocatore non svolgerà un ruolo centrale.

Inoltre, il matchmaking non sembra fare troppo affidamento sull’indicatore di potenza del veicolo e vi metterà sempre contro giocatori casuali, anche perché la ricerca è velocissima e pare non avere proprio il tempo materiale per impegnarsi nel ritrovamento di una sfida equilibrata. Chiaramente non possiamo vedere Micro Machines come un gioco competitivo, ma alcune accortezze avrebbero di sicuro valorizzato maggiormente l’esperienza.

Non è solo il bilanciamento a spiccare tra le problematiche del gioco: l’applicazione è farcita con meccaniche freemium, da abbonamenti Vip a pubblicità che aumentano le ricompense finali, per non parlare della presenza di un’opzione che consente di resuscitare pagando cinque unità di valuta premium.

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Tuttavia, Micro Machines può essere affrontato senza spendere un centesimo, visto che comunque il flusso di ricompense non è bloccato dai noiosi sistemi ad energia ormai noti sulla scena mobile, e il titolo riesce quindi a regalarvi tante ore di divertimento a costo zero. Collezionare giocattoli è spassoso, e la cornice audiovisiva è davvero accattivante, a partire dalla semplice realizzazione delle macchinine fino ad arrivare ai tracciati e all’interfaccia, ma è innegabile che la natura free-to-play sia ben radicata nell’impalcatura.

7.5

Giudizio Finale

Recensione Micro Machines – Giudizio Finale – Micro Machines è un bel passatempo, uno di quelli che potrebbe rimanere installato sul vostro dispositivo per tanto tempo. Effettivamente la struttura di gioco inizia ad accusare i primi colpi di ripetitività forse un po’ troppo presto, alimentata da dinamiche freemium non proprio discrete, ma l’aspetto collezionistico ha un non-so-ché di nostalgico a cui è impossibile resistere.

PRO CONTRO
  • Una pletora di mezzi da collezionare
  • Divertente, accessibile e pieno di cose da fare
  • Pacchetto molto curato, dall’interfaccia alla grafica
  • Modello freemium radicato nella struttura
  • Bilanciamento da rivedere
  • Solo ed esclusivamente multiplayer

Recensione Micro Machines – Trailer

Recensione Micro Machines – Screenshot

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Facebook ha provato (invano) ad acquistare Snow, lo Snapchat asiatico

L’interesse di Mark Zuckerberg per Snapchat non è mai stato un mistero. Dopo un fallito tentativo di acquisto della celebre app, il miliardario americano ci ritenta con Snow.(…)
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Questa scatoletta di Toyota trasforma il vostro smartphone nella chiave dell’auto

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Quella piccola scatoletta che vedete nell’immagine di apertura si chiama Smart Key Box, è stata creata da Toyota e, verosimilmente, verrà utilizzata in futuro per i servizi di car sharing.

Grazie a questo accessorio, che non richiede alcuna particolare modifica e si integra alla dashboard della vettura, è possibile sbloccare le porte dell’auto tramite Bluetooth.

LEGGI ANCHE: Tesla mostra l’auto che si guida sola

Secondo quanto spiegato da Toyota, un eventuale azienda di car-sharing potrà inviare un codice ad un utente che ha prenotato l’auto; questo preparerà l’app all’accoppiamento e, una volta avvicinati alla vettura, collegherà automaticamente la macchina al dispositivo, aprendo le portiere. Toyota spiega che si tratta di un comune handshake, non troppo diverso da quello di cui sono ormai dotate diverse auto.

Toyota testerà la tecnologia a San Francisco il prossimo anno, grazie ad una partnership con il servizio di car-sharing peer-to-peer Getaround.

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LG G6: Iris Scanner e design non modulare | Rumor

LG ha introdotto il G5 al Mobile World Congress di quest’anno e, diversamente dai suoi predecessori, è giunto con un design semi-modulare. Purtroppo, il terminale non ha ricevuto il successo tanto sperato dalla società, quindi il nuovo LG G6 potrebbe perdere questa struttura.

Le indiscrezioni sul prossimo top di gamma del brand coreano sono iniziate ad emergere. Un paio di giorni fa, una fonte ha riportato che l’LG G6 sarebbe caratterizzato da un sensore MST (Magnetic Secure Trasmission), per i pagamenti mobile, e, prima ancora, è stato riportato che non verrà presentato con un design modulare come il G5. Questo significa che ci dovremmo aspettare una struttura notevolmente diversa sul nuovo G6.

Lg g5 dac chip audio

LG G6: il nuovo flagship potrebbe adottare un design non modulare

Una nuova fonte ha rivelato altre informazioni circa le caratteristiche del nuovo smartphone. Secondo il leaker, il telefono potrebbe essere dotato di uno scanner dell’iride e, inoltre, ha ribadito che non ci saranno moduli per il prodotto. Quest’ultimo dettaglio è più o meno una conferma che non dovremmo vedere un design semi-modulare sull’LG G6.

Considerando che mancano ancora diversi mesi all’annuncio del terminale, possiamo soltanto immaginare quali saranno le specifiche tecniche e il design finale. Una cosa certa è che il device sarà disponibile con caratteristiche hardware da vero top di gamma, tra cui lo Snapdragon 830 di Qualcomm e 6 GB di RAM.

Android 7.1 Nougat, il sistema operativo presente sui nuovi Pixel di Google, dovrebbe giungere sul LG G6 pre-installato. Ci aspettiamo anche un comparto fotografico molto prestante, come è successo con il G5.

LG G5

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I punti vendita Wind eletti i migliori per il servizio clienti

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Wind si fonderà a breve con 3 Italia ma, nel frattempo, porta a casa un interessante “premio”: secondo lo studio I Migliori in Italia – Campioni del Servizio condotto dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza, l’operatore arancione è il miglior per servizio clienti nei punti vendita.

Secondo l’istituto, infatti, oltre il 70% dei 125.000 clienti intervistati giudicano “ottimo” il servizio ricevuto nei negozi Wind.

LEGGI ANCHE: Fusione 3 – Wind: cosa cambia per gli utenti?

In passato Wind si era già aggiudicata altri premi dell’Istituto Todesco, tra cui quello per il rapporto qualità/prezzo, l’assistenza nel customer care e la comunicazione con i clienti. Voi cosa ne pensate di questi traguardi? Quanti tra i nostri lettori hanno Wind e si trovano bene con l’operatore?

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3 offerte Nubia in occasione di Halloween: smartphone + accessori a prezzi scontati

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Nubia festeggia Halloween con una promo di breve durata su tre suoi smartphone che già conoscerete: Nubia Z11,  Nubia Z11 Mini e Nubia N1. Ecco in cosa consiste l’offerta, che sarà valida fino alle 23:59 del 1° novembre 2016:

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Samsung: nuovi accessori esclusivi in arrivo in tutto il mondo

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Non tutti gli oggetti che potete vedere nell’immagine in alto sembrano dei dispositivi tecnologici, eppure sono tutti accessori per smarthphone (e non solo) che Samsung ha già lanciato in Corea e che si preparano ad arrivare sul mercato globale.

Questa nuova linea è composta da sei accessori esclusivi, che andiamo ad analizzare di seguito.

Wireless Speaker Bottle

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Si parte da questa “bottiglia” che, dietro il design decisamente particolare, nasconde uno speaker a 360° con una lampada a LED nella parte superiore, che è possibile personalizzare grazie a Lux Manager App.

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Wireless Charger Tray

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Il secondo accessorio introdotto da Samsung è un caricatore wireless che permette di ricaricare due accessori contemporaneamente, o anche tre se si utilizza anche anche il cavo. Con il spessore di soli 17,8 mm, non occupa molto spazio e permette di ricaricare qualsiasi dispositivo compatibile (anche la Wireless speaker bottle descritta su).

LEGGI ANCHE: Samsung ancora in cima alle classifiche, ma Oppo e Vivo fanno grandi balzi

Battery Pack Kettle

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Proseguendo tra gli accessori di design di Samsung, abbiamo dei power bank, disponibili nelle due versioni da 5.100 mAh o 12.200 mAh: come potete vedere dall’immagine, il cavo ha una struttura che permette anche di reggere il dispositivo nel caso di visione di un film.

USB LED Light

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Da utilizzare in combinazione col battery pack di cui sopra (o con qualsiasi altra fonte di alimentazione), questo accessorio è una comoda lampada LED che si alimenta tramite USB.

Wireless Speaker Scoop

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Samsung propone un secondo speaker wireless, dal design circolare e adatto per essere portato in giro grazie alla resistenza agli schizzi. Scoop include anche un microfono e un sistema di cancellazione del rumore, in modo da poter essere utilizzato per rispondere alle chiamate in vivavoce.

In-ear Headphones Rectangle

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Chiudono l’elenco queste cuffie, realizzate in metallo e tessuto, che hanno cavo flat per evitare grovigli e garantiscono un’elevata qualità audio.

Tutti questi accessori saranno disponibili per l’acquisto a partire da inizio novembre sul sito ufficiale Samsung.com e in alcuni negozi locali.

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Facebook Lite 20.0.0.6.4 beta: download apk

facebook lite final

Nuovo aggiornamento per la beta di Facebook Lite, che passa alla versione 20.0.0.6.4, con un changelog che è come sempre privo di particolari significati. Potete scaricare l’ultima versione da apkmirror, e segnalarci come sempre nei commenti se doveste notare qualche comportamento anomalo/degno di nota sul vostro dispositivo.

Ricordiamo che Facebook Lite non è disponibile nel Play Store in Italia, perché si tratta di una versione ufficiale di Facebook ma pensata per i mercati emergenti e per l’uso con connessioni lente. Le sue performance differiscono quindi molto da un dispositivo all’altro (non sempre quelli più potenti vanno necessariamente meglio, dato che l’app è ottimizzata proprio per i modelli di fascia più bassa), e non è detto che vi troviate per forza meglio che con l’app ufficiale.

LEGGI ANCHE: Provate Messenger Lite!

Il vantaggio di Facebook Lite sta comunque comunque nella sua leggerezza e nel fatto di includere le chat di Messenger, cosa che l’app ufficiale ha smesso di fare da un pezzo.

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Meizu Box è un nuovo box TV Android che non dovrebbe riguardarci (foto)

Meizu-Box

Oltre a Meizu M5, l’azienda cinese ha quest’oggi presentato un nuovo box TV con Android (non Android TV), pensato principalmente per il mercato cinese. L’interfaccia si chiama infatti Flyme TV, è basata su Marshmallow, ed è in grado di accedere a Youku, Sohu ed altri servizi di streaming in Cina. Le caratteristiche tecniche sono le seguenti:

  • CPU: Quad-Core ARM Cortex-A53 CPU e GPU 5-core Mali 450
  • RAM: 1 GB
  • Memoria interna: 8 GB eMMC
  • Audio: Dolby Digital
  • Connettività: Wi-Fi 802.11 a/b/g/n, Bluetooth 4.0, Ethernet, HDMI 2.0a, USB 2.0 port
  • OS: Android 6.0 Marshmallow con Flyme TV OS

Incluso nella confezione anche un telecomando Bluetooth con comandi vocali, ma potrete interagire con il box anche tramite un’app Android dedicata.

Meizu Box sarà disponibile dall’11 novembre al prezzo di 299 yuan, appena 40€, come ogni box cinese che si rispetti. A seguire alcune immagini.

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Wind Giga Max: 3 GB di internet per 6 mesi a 5 euro

Wind ha presentato la sua ultima offerta, valida solo per poche ore, in occasione di Halloween. Entro le 23:59:59 di oggi, tutti i clienti del gestore che hanno già un’offerta attiva, potranno sottoscrivere la classica promozione Giga Max, già riproposta in occasione di varie festività.

Giga Max di Wind consente di accedere a un bonus di 3 GB di Internet in 4G LTE consumabili entro 180 giorni dall’attivazione, quindi non parliamo di una soglia mensile. Il prezzo da pagare per attivare la tariffa è di 5 euro senza rinnovi e può essere sottoscritta inviando un SMS al 4033 con scritto GIGA MAX SI.

wind giga max ottobre

Giga Max: ecco la nuova versione della promozione targata Wind

Una volta ricevuto l’SMS di conferma, potrete iniziare ad utilizzare i 3 GB. Come per tutte le altre versioni della promozione targata Wind, la soglia dati viene consumata solo dopo aver terminato i GB inclusi nel piano principale, quindi può essere considerata come una sorta di riserva.

Giga Max, infine, è incompatibile con i seguenti piani: Noi Tutti Special Edition, Wind Kids e Voce e Internet.

Logo Wind

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ai.type Keyboard, la tastiera con infinite personalizzazioni e plugin (foto e video)

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Siete stanchi delle tastiere dal look minimale e pulito, magari molto comode per la scrittura ma poco capaci di adattarsi al vostro stile? Se siete alla ricerca di un’alternativa estremamente personalizzabile, gratuita e disponibile sia per Android che per iOS, potete provare ai.type Keyboard.

La tastiera ai.type ha infatti il suo punto di forza proprio nell’essere difficilmente categorizzabile, a causa dell’ampissimo numero di modifiche che potrete apportarle, sia dal punto di vista estetico che funzionale: se il primo può infatti essere personalizzato in ogni dettaglio, grazie ad un editor che vi permetterà di cambiare in modo indipendente forma dei tasti, colore, sfondo, e aspetto dei vari componenti (tasti dopo la pressione, barra dei numeri, pulsanti speciali, ecc…), le funzionalità di ai.type possono essere modificate con vari plugin.

LEGGI ANCHE: La tastiera di Google per iPhone

Fra i plugin più particolari, scaricabili a parte ma perfettamente integrati nella tastiera, troviamo ad esempio ai.Message Box (Android | iOS) e ai.Emoji Art FunBox  (Android | iOS): il primo vi fornirà accesso ad un ampissimo database di frasi e citazioni in ogni lingua, che potrete richiamare senza dover uscire dall’app nella quale state scrivendo, mentre il secondo integrerà nella vostra tastiera molti elaborati disegni realizzati per mezzo delle emoji.

Il panorama di estensioni per ai.type Keyboard è veramente ampio, e chi ama le applicazioni piene di features amerà sicuramente questa tastiera: se preferite le app semplici, immediate e dal look pulito, invece, dovrete rassegnarvi ad altre alternative, oppure a dedicare un po’ di tempo alla ricerca di un tema che faccia al caso vostro.

Download gratuito

La tastiera ai.Type Keyboard è disponibile gratuitamente per Android ed iOS sui rispettivi store, anche se per rimuovere la pubblicità al suo interno e guadagnare l’accesso a tutti i temi disponibili dovrete acquistarne la versione Plus, disponibile al prezzo di 3,99 € per Android e 2,99 € per iOS. A seguire trovate i badge per il download gratuito della versione gratuita, con la quale potrete comunque testare tutte le funzionalità di ai-type keyboard.

Play Store badge

App Store badge

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Lenovo Miix 720 potrebbe essere il “Microsoft Surface 5 Killer”?

Durante IFA 2016 si è tenuto l’evento targato Lenovo durante il quale l’azienda ha presentato alcuni prodotti, fra cui il Lenovo Miix 510, soluzione portabile di fascia medio/alta. Tuttavia, c’è molto interesse per l’arrivo del prossimo Lenovo Miix 720.

Grazie all’ormai noto portale tedesco WinFuture siamo venuti a conoscenza della probabile scheda tecnica del dispositivo, oltre ad alcune immagini promo, e, stando a queste informazioni, il prossimo 2-in-1 di Lenovo potrebbe dare seriamente filo da torcere al futuro Microsoft Surface 5.

lenovo miix 720

Lenovo Miix 720 potrebbe essere il “Microsoft Surface 5 Killer”?

La prima cosa che salta all’occhio è la presenza dei nuovi processori Kaby Lake, disponibili sia in versione i3, i5 ed i7, con clock da 2.4/3.5 GHz con TurboBoost. La parte grafica è relativamente affidata alla GPU integrata Intel HD 620. Lato memorie sarebbero disponibili tagli da 4/8/16 GB di RAM DDR4 ed un minimo di 128 GB di storage PCIe SSD fino ad un massimo di 1 TB.

Dal punto di vista costruttivo lo spessore ed il peso ammonterebbero ad 8.9 mm780 g, salendo fino a 14.6 mm ed 1.1 kg con la tastiera retroilluminata da abbinare. Il display qua presente sarebbe un’unità da 12 pollici con risoluzione 2880 x 1920 pixel, luminosità da 400 nits e protezione Gorilla Glass.

lenovo miix 720

Parlando del comparto multimediale, il Lenovo Miix 720 offrirebbe una fotocamera posteriore da 5 mega-pixel con autofocus, un sensore anteriore da 1 mega-pixel affiancata da una camera ad infrarossi con supporto a Windows Hello. A ciò troviamo abbinati speaker stereo con Dolby Audio ed un doppio microfono.

Passando al reparto connettività, esso sarebbe garantito da Wi-Fi 802.11 ac 2×2, Bluetooth 4.1, oltre agli ingressi 1 x USB 3.1 Type-C, 1 x Thunderbolt 3 USB Type-C, 1 x USB 2.0, micro SD ed ingresso mini-jack da 3.5 mm.

lenovo miix 720

Per concludere, il device sarebbe alimentato da una batteria da 41 WHr capace di fornire un utilizzo continuo per circa 8 ore, mentre il sistema operativo è Windows 10 Home.

Parlando di prezzi, il Lenovo Miix 720 dovrebbe giungere sul mercato ad un prezzo di circa 1000 euro per la versione base. Non si hanno ancora notizie sulla presunta data di presentazione, anche se questi leak fanno presumere che non manchi ormai molto, perciò potremmo ipotizzare un eventuale lancio durante natale 2016.

lenovo miix 720
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lenovo miix 720

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OxygenOS 3.5.5 Beta pronta all’installazione su OnePlus 3

OnePlus 3 - 7

OnePlus ha rilasciato una nuova community build per OnePlus 3, che porta OxygenOS 3.5.5 e soprattutto diverse novità. Vediamo subito quali, prima di fornirvi link al download casomai non faceste ancora parte del programma beta

OxygenOS 3.5.5 beta: novità

  • Aggiunto OnePlus FileDash per il trasferimento di file
  • Aggiunta la possibilità di cambiare layout al launcher
  • Integrazione con Google Maps per condividere la posizione nei messaggi
  • Ridisegnata l’interfaccia in chiamata
  • Aggiunta informazioni sulle suonerie personalizzate nei dettagli di ciascun contatto
  • Aggiunta la possibilità di vendere l’intero storico delle chiamate del contatto selezionato
  • Aggiunta dell’app OnePlus Community
  • Aumentata la stabilità del sistema
  • Bug fix generici

OnePlus si è quindi concentrata molto sulla parte telefonica, senza dimenticarsi anche della personalizzazione del launcher e di arricchire l’esperienza con nuove app. Giudicando quindi solo dal changelog, sembra un aggiornamento piuttosto interessante.

OxygenOS 3.5.5 beta: download

Se avete già installato una community build per OnePlus 3, riceverete questo update via OTA (331 MB); in alternativa lo potete scaricare dal sito ufficiale (1,4 GB), ma ricordate che passando al ramo beta non riceverete più aggiornamenti della versione stabile, che dovrete invece flashare a mano nel caso in cui li voleste (con conseguente perdita dei dati). Se decideste comunque di passare alla beta, ecco un paio di link utili per le vostre segnalazioni:

Ringraziamo Salvatore per la segnalazione.

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Xiaomi Redmi 4 e Redmi 4A praticamente pronti al lancio: ecco tutto quello che sappiamo

Xiaomi Redmi 4A

L’arrivo di Xiaomi Redmi 4 era nell’aria, ed è sempre grazie alla certificazione ricevuta in Cina dallo smartphone che veniamo a sapere tutto di lui, ed anche del suo fratellino Redmi 4A / Prime.

Caratteristiche Tecniche Xiaomi Redmi 4

  • Schermo: 5” full HD (1.080 x 1.920 pixel) IPS
  • CPU: Qualcomm Snapdragon 625 con GPU Adreno 506
  • RAM: 3 GB
  • Memoria interna: 32 GB espandibile (con microSD fino a 128 GB)
  • Fotocamera posteriore: 13 megapixel con PDAF, dual LED Flash, f/2.2, registrazione video full HD
  • Fotocamera frontale: 5 megapixel, registrazione video full HD
  • Connettività: hybrid dual SIM (micro + nano / microSD), LTE, Wi-Fi 802.11 b/g/n, Bluetooth 4.1, GPS + GLONASS, infrarossi
  • Dimensioni: 141,3 × 69,6 × 8,9 mm
  • Peso: 160 grammi
  • Batteria: 4.100 mAh con Quick Charge 3.0
  • OS: Android 6.0 Marshmallow con MIUI 8
  • Altro: lettore di impronte digitali sul retro

Caratteristiche Tecniche Xiaomi Redmi 4A /Prime

  • Schermo: 5” HD (720 x 1.280 pixel) IPS
  • CPU: Qualcomm Snapdragon 425 con GPU Adreno 308
  • RAM: 2 GB
  • Memoria interna: 16 GB espandibile (con microSD fino a 128 GB)
  • Fotocamera posteriore: 13 megapixel con PDAF, single LED Flash, registrazione video full HD
  • Fotocamera frontale: 5 megapixel
  • Connettività: hybrid dual SIM (micro + nano / microSD), LTE, Wi-Fi 802.11 b/g/n, Bluetooth 4.1, GPS + GLONASS, infrarossi
  • Dimensioni: 139,9 × 70,4 × 8,5 mm
  • Peso: 140 grammi
  • Batteria: 3.030 mAh
  • OS: Android 6.0 Marshmallow con MIUI 8
  • Altro: lettore di impronte digitali sul retro

Uscita e Prezzo

Xiaomi Redmi 4 dovrebbero essere disponibile nei colori Silver, Gray e Gold, mentre Redmi 4A in Gold e Rose Gold, al prezzo di 999 e 599 yuan rispettivamente, ovvero 135 e 80 euro rispettivamente. L’annuncio ufficiale è atteso a breve, pertanto non ci resta che aspettarlo per confermare quanto appena riportato.

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Alexa, l’assistente di Amazon, arriva anche sui Fire, ma ancora non parla italiano

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Amazon l’aveva annunciato circa un mese fa e adesso è ufficiale: Alexa funziona sui tablet Kindle Fire e Fire HD. Purtroppo come la maggior parte delle novità per l’assistente vocale di Amazon, questa è appannaggio degli Stati Uniti.

La feature funziona un po’ diversamente da quanto visto sugli speaker smart della gamma Echo; per attivare il riconoscimento dei comandi infatti non è possibile farlo con la voce (“Hey Alexa”), ma si deve farlo manualmente tenendo premuto il tasto home del tablet, alla Google Now/Assistant.

LEGGI ANCHE: Fire TV Stick di Amazon diventa più potente ed integrata con Alexa

A tal proposito le somiglianze con la soluzione di BigG non finiscono qui. Infatti, oltre ai comandi vocali, Alexa porta sui Kindle Fire anche delle schede informative, ad esempio su meteo e partite. Completano il set di nuove feature il cosiddetto Voice Cast; grazie a questo quando un utente impartisce un comando vocale ad un Echo, questo viene mostrato anche su un eventuale tablet collegato allo stesso account.

Niente male come aggiunta considerando il prezzo decisamente accessibile dei Kindle Fire. Peccato che ancora non si parli di un espansione del servizio e non solo in termini geografici; su un app Android od iOS per Alexa, Amazon ancora non si sbilancia.

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Google Pixel, la recensione (foto e video)

Google Pixel - 15

Vi ricordate i Nexus? Ecco, dimenticateveli. Google con questo Pixel vuole cambiare la sua immagine, creare un iPhone con Android (per quanto questa definizione possa suonare stonata) e offrire qualcosa di unico con il suo primo smartphone autoprodotto (o quasi).

LEGGI ANCHE: Recensioni Google

Confezione

Google Pixel - 2

La confezione contiene al suo interno un alimentatore 9V/2A con supporto alla ricarica rapida, un cavo USB-USB Type-C, un cavo Type-C-Type-C e un adattatore Type-C OTG. Mancano gli auricolari ma quantomeno Google si è premurata di fornire una giusta dotazione di cavi per entrare senza pensieri nel mondo del connettore Type-C.

8.0

Costruzione ed Ergonomia

Google Pixel - 11

Pixel è un prodotto realizzato da HTC per Google e l’impronta dell’azienda taiwanese si nota in molti dettagli. Il telefono è compatto, realizzato quasi interamente in metallo opaco con un taglio lucido ai lati del bordo. Il tasto di accensione è zigrinato e ha un ottimo feedback alla pressione. I tasti sono però posizionati in modo un po’ controintuitivo, ma pensiamo che con il tempo ci si potrebbe fare senz’altro l’abitudine. Sul retro abbiamo poi un pannello in vetro, anch’esso piacevole al tatto, ma che divide gli utilizzatori in termini estetici. Nel complesso è uno smartphone, compatto, piacevole, anche se non forse unico in termini assoluti. E sì: forse la banda sotto il display poteva essere più contenuta.

8.5

Hardware

Google Pixel - 4

Per quanto gli smartphone più compatti siano ormai spesso prodotti depotenziati (rispetto ai top), qui Google non si è voluta contenere: abbiamo a che vedere con un processore Snapdragon 821 quad core da 2,15 GHz (la versione “più lenta“) con processore grafico Adreno 530 e ben 4 GB di RAM. La memoria interna è disponibile nei tagli da 32 e 128 GB, purtroppo (sopratutto nel primo caso) non espandibili. Ottima la connettività: Wi-Fi ac dual band, Bluetooth 4.2 ed NFC. Presente il led di notifica, mentre sul retro abbiamo un preciso e rapido lettore di impronte digitali.

Lo speaker è posizionato in basso e ha un buon volume, capace di farsi apprezzar anche in auto utilizzandolo come navigatore o per le telefonate in vivavoce.

SCHEDA: Google Pixel

9.0

Fotocamera

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Sino ad oggi, nonostante vari proclami, gli smartphone Google/Nexus non erano mai riusciti a convincere completamente dal punto di vista fotografico. Sino ad oggi. Google Pixel ha infatti una delle sue migliori carte da giocare proprio nel comparto fotografico. La fotocamera principale è una 12 megapixel ƒ/2.0 con autofocus laser. La qualità degli scatti è notevole e in qualsiasi condizione di luce riuscirete a realizzare foto di alta qualità, ricche di dettaglio, nitide e con colori ben bilanciati. Forse solo una stabilizzazione hardware avrebbe potuto offrire ancora qualcosa di più dal punto di vista di qualità degli scatti di sera. Ma è la stabilizzazione digitale nei video che sorprende. Funziona anche in 4K e vi permette di fare dei video incredibilmente stabili in ogni condizione. Buona anche la messa a fuoco in registrazione video: unico neo è l’elaborazione digitale visibile in certi contesti con poca luce.

Buona parte della magia di questa fotocamera la fa il software: oltre all’EIS merita una parola anche l’ottimo HDR+ automatico, che elabora le foto in background permettendovi di continuare a scattare. I risultati poi sono decisamente migliori rispetto alla media. Bene anche il photoshpere, la sfocatura dell’obiettivo e la gesture per cambiare rapidamente fotocamera (la frontale è una buona 8 megapixel). A questo punto l’unica speranza per il futuro è in una risoluzione del sensore più alta.

SAMPLE: FotoVideo

9.0

Display

Google Pixel - 8

Lo schermo è un 5 pollici Full HD (1920 x 1080 pixel) realizzato con tecnologia AMOLED. Abbiamo a che vedere con colori vividi e molto gradevoli, con una buona luminosità adattiva e buoni angoli di visione. I colori inclinando il telefono tendono comunque leggermente a cambiare (ma non cambia la visibilità). Presente la modalità ambient display che vi permette di visualizzare le notifiche sul display anche a telefono bloccato (e “spento”).

8.5

Software

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Google Pixel è il primo telefono a nascere “di fabbrica” con Android 7.1 Nougat. Si tratta di una corposa evoluzione del sistema operativo, che abbiamo già dettagliatamente raccontao più volte con vari focus. Iniziamo con il dire che il sistema è estremamente fluido, senza mai un rallentamento e con alcune chicche apprezzabili anche dal “grande pubblico” (come per esempio il set di notifiche/suoni/suonerie, fra i migliori in circolazione). Abbiamo delle nuove icone tonde poco convincenti (alcune hanno l’icona tonda, altre solo il cerchio bianco e altre non sono tonde affatto) e delle ottime nuove notifiche, più ricche e più interattive. Fra le novità abbiamo la modalità di luminosità notturna per non affaticare la vista, il multiwindow per avviare due applicazioni in contemporanea. C’è anche una nuova selezione di sfondi, che possono anche ruotare quotidianamente.

Se il sistema è estremamente fluido, abbiamo comunque trovato qualche piccolo bug, per fortuna non impattante in termini di esperienza d’uso. La vera novità esclusiva dei Google Pixel è però l’assistente vocale, estremamente intelligente e funzionale ma purtroppo solo in inglese. Impostando la lingua italiana l’unico Assistant che troverete è quello dentro la chat di Google Allo. È sempre lui, ma non è altrettanto comodo arrivarci. E non parla la nostra lingua.

7.0

Autonomia

La batteria è una 2770 mAh non removibile. Il risultato che siamo riusciti ad ottenere è nella media per la tipologia di prodotto. Riuscirete ad arrivare a fine giornata con un utilizzo medio, ma non vi basterà una sola carica se il vostro utilizzo è intenso. È comunque supportata la ricarica rapida.

6.5

Prezzo

Google Pixel ha un prezzo indubbiamente importante, ma in linea con quello dei top di gamma attuali. Non c’è quindi molto da stupirsi se il prezzo è di 759€ per la versione da 32 GB, anche se avremmo tutti sperato in qualcosa di un po’ più contenuto, anche considerando l’hardware della concorrenza.

Acquisto

Google Pixel non è al momento disponibile in Italia e non è chiaro se lo diventerà (si parla genericamente del 2017).

Benchmark

Foto

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Vphone S8: lo smartphone più piccolo al mondo

Vphone S8, come dice il titolo, è stato autoproclamato da Vphone lo smartphone più piccolo al mondo con un display da 1.54 pollici. Questo telefonino è attualmente in prevendita su GearBest per 27,55 €.

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Nuove conferme sulle specifiche da vero top di gamma per Huawei Mate 9 Pro, Nougat incluso

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Si avvicina sempre più il lancio di Huawei Mate 9, previsto per giovedì prossimo, 3 novembre. Abbiamo già visto che dovrebbero esserci due versioni principali dello smartphone: una desinata al mercato globale ed una variante Pro, che forse rimarrà esclusiva della Cina. Quest’ultima si configura ovviamente come il vero modello di punta, del quale vi avevamo già svelato diversi dettagli, e che, in base a nuove informazioni trapelate sul socia network Weibo, potrebbe essere ancora più potente del previsto.

Schermo da 5,9” QHD, processore Kirin 960, fresco fresco di annuncio, 6 GB di RAM e 256 GB di memoria interna. Sul retro troviamo due fotocamere “co-ingegnerizzate con Leica”: una da 20 megapixel e l’altra da 12 MP; al di sotto di queste due abbiamo invece il lettore di impronte digitali. Dulcis in fundo: Android 7.0 Nougat, invece del più vetusto Marshmallow, giusto per lanciare uno smartphone che non abbia apparenti punti deboli.

LEGGI ANCHE: Huawei Mate 9 mostra lato A e lato B in alcuni scatti dal vivo (foto)

C’è insomma grande attesa per l’evento del 3 novembre, al quale parteciperemo in prima persona per raccontarvi prontamente le nostre prime impressioni dal vivo sullo smartphone. Vedremo poi se tutto l’hype costruito attorno a Mate 9 Pro sarà giustificato e quali varianti in particolare saranno disponibili sul nostro mercato. Appuntamento quindi a giovedì prossimo, intorno alle ore 14.

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Philips S653H lanciato in Cina con un lettore di impronte digitali

La nota compagnia olandese Philips ha lanciato un nuovo smartphone di fascia media in Cina, denominato Philips S653H. Si tratta di un buon dispositivo dalla scocca e dal design elegante, con uno spessore minimo di appena 6.9 mm e una serie di specifiche e caratteristiche interessanti.

(…)
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Google Assistant sui Pixel non è attivo se la lingua principale è l’italiano

pixel assistant

Se volevate un’ulteriore conferma del fatto che i Google Pixel non sono smartphone pensati per il nostro mercato, eccovela servita su un piatto d’argento. Google Assistant, una delle funzioni cardine dei due dispositivi, non funziona in italiano. Se tenete premuto a lungo il tasto home, avvierete infatti ricerca su schermo (Now on Tap), ma non l’assistente. L’unico modo per avere Assistant è mettere l’inglese come lingua principale (potete sempre impostare l’italiano come secondaria, ma in ogni caso il telefono rimarrà in inglese).

La cosa funziona anche con le altre lingue supportate da Google Assistant, come ad esempio il tedesco, ma il concetto è che, se la lingua principale del sistema non è una di quelle ufficiali, Assistant non si avvierà nemmeno. Chiariamo che parliamo del Google Assistant integrato a livello di sistema, non di quello presente all’interno di Allo (se non sapete di cosa parliamo, l’articolo seguente chiarirà ogni dubbio).

LEGGI ANCHE: Le tre diverse “versioni” di Google Assistant

Questo getta un’ulteriore ombra di dubbio sulla futura commercializzazione di Google Pixel e Pixel XL nel nostro paese, finora ipotizzata per il 2017, a meno che nel frattempo Google Assistant non impari la nostra lingua. Certo è che, se mai arrivassero da noi “un po’ castrati” e pure a prezzo pieno, non prevediamo un grande boom di acquisti.

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Aiutate un gattino stregone a combattere i fantasmi, nel doogle Google di Halloween

doodle-google-halloween-2016

Il protagonista del nuovo doodle di Google, dedicato ovviamente ad Halloween, è Momo un simpatico gattino che studia alla Magic Cat Academy. Tutto bene alla scuola di stregoneria fintanto che un gruppo di fantasmi arrabbiati non decide di invadere aule e corridoi.

Nel nuovo doodle di Google dovrete così prendere i panni di Momo e a colpi di mouse o, da mobile, di dito per aiutare a respingere gli spaventosi (poi non così tanto) fantasmi; vi basterà tracciare il segno sopra la testa del fantasma per lanciare un incantesimo che lo danneggi.

LEGGI ANCHE: Google aiuta i designer lanciando il sito web material.io

Peccato che in Italia il doodle non è stato pubblicato in home page. Non disperate, se volete giocare ad uno dei doodle interattivi meglio realizzati vi basta visitare l’apposita pagina ufficiale e premere sul tasto play.

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Meizu M5 ufficiale: un nuovo entry level dal prezzo stracciato con YunOS (foto)

Meizu-M5

Meizu M5 è un nuovo membro della linea M di Meizu, che fa rima con YunOS (non in senso letterale), un fork di Android sopra al quale siede sempre la FlyMe, e che quindi non necessariamente distinguerete dall’originale. Vi aspettavate un modello con tanta RAM? Allora rimarrete delusi, perché a quanto apre i rumor si sbagliavano di grosso.

Caratteristiche Tecniche

  • Schermo: 5,5” HD (720 x 1.280 pixel) 2.5D , contrasto 1000: 1
  • CPU: MediaTek MT6750 octa-core (4 x 1.5GHz A53 + 4 x 1.0GHz A53) con GPU Mali T860
  • RAM: 2 / 3 GB LPDDR3
  • Memoria interna: 16 / 32 GB eMMC 5.0 espandibile (con microSD fino a 128 GB)
  • Fotocamera posteriore: 13 megapixel con dual-tone LED Flash, PDAF, f/2.2
  • Fotocamera frontale: 5 megapixel, f/2.0
  • Connettività: hybrid dual SIM (nano+nano/microSD), LTE, Wi-Fi 802.11 a/b/g/n (2.4GHz/5GHz), Bluetooth 4.0 LE, GPS / GLONASS
  • Dimensioni: 147,28 × 72,8 × 8,15 mm
  • Peso: 138 grammi
  • Batteria: 3.070 mAh
  • OS: YunOS 5.1 con FlyMe 5.5

Da registrare anche la presenza di un lettore di impronte sul retro, mentre per il resto delle specifiche non ci sono particolari osservazioni da fare. Attenzione al fatto che il corpo dello smartphone è in policarbonato e non in metallo, ma questo è in fondo giustificato dal prezzo.

Uscita e Prezzo

Meizu M5 sarà disponibile in Cina da novembre nei colori Mint Green, Glacier White, Champagne Gold, Sapphire Blue e Matte Black, ai seguenti prezzi:

  • Prezzo Meizu M5 2/16 GB: 699 yuan, circa 94€
  • Prezzo Meizu M5 3/32 GB: 899 yuan, circa 120€

Prezzi molto bassi, ma comunque relativi al mercato cinese. Vi faremo sapere come saranno tramutati in euro al momento del suo arrivo in Italia, ma ci aspettiamo di partire intorno ai 150€.

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ARM annuncia Mali-G51, la seconda GPU basata su architettura Bifrost

ARM

Dopo aver introdotto l’architettura Bifrost con la Mali-G71 lanciata a maggio, ARM ha appena presentato la sua nuova, seconda GPU basata su questa architettura, la Mali-G51.

Essendo basata su Bifrost, questa scheda grafica supporta le Vulkan API, che permettono alla GPU di leggere e scrivere dati sulle stesse schede di memoria della CPU, senza dover copiare i dati dall’una all’altra.

LEGGI ANCHE: Cosa sono le Vulkan API

A differenza della G71, che si concentrava principalmente sul rapporto tra performance e prezzo, la G51 punta tutto al fornire le migliori prestazioni occupando il minimo spazio: ridurre le dimensioni fisiche della GPU permette ai produttori di includere questo componente in SoC più piccoli, il che non è affatto cosa da poco in un mercato che punta sempre di più sulle dimensioni ridotte.

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Per quel che riguarda le performance, questa Mali-G51 viene contrapposta alla precedente Mali-T830, rispetto alla quale offre performance migliori del 60%, nonché efficienza energetica del 60% superiore.

Mali-V61

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Una piccola parentesi per parlare di Mali-V61, che è un nuovo processore video annunciato da ARM insieme alla GPU di cui abbiamo parlato finora. Il V61 include codec VP9 e importanti miglioramenti alla codifica HEVC (H.265), che porta un risparmio in termini di bitrate del 50% rispetto ai codec delle generazioni precedenti.

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Offerte da paura: Su ePRICE sconti su notebook, smartphone e console, ma solo per oggi

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Con il titolo “Offerte da paura” ePRICE lancia la sua ultima campagna promozionale e, come potete immaginare, sarà valida soltanto oggi 31 ottobre, ormai diventata anche da noi giornata per celebrare Halloween.

La scelta non è ricchissima, ma comunque piuttosto variegata. Tra gli articoli più interessanti per i nostri lettori ci sono SSD, smartphone, console e qualche notebook; li trovate nella lista qui sotto, mentre vi rimandiamo alla pagina della promozione se siete interessati anche a piccoli elettrodomestici ed articoli per la casa.

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Huawei Mate 9: conferme sulla doppia camera 20+12MP

Tra pochi giorni il Huawei Mate 9 sarà realtà e nonostante ciò nelle ultime ore sono state pubblicate su Weibo nuove informazioni sullo smartphone. Infatti, dopo le foto pubblicate ieri, gli analisti avrebbero confermato la risoluzione doppia camera posteriore.

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OnePlus One: l’aggiornamento a Nougat non sarebbe in dirittura d’arrivo

Nelle scorse settimane sono stati avvistati in rete alcuni test benchmark relativi al OnePlus One che riportavano Android 7.0 Nougat a bordo. Tutto ciò ci aveva fatto ben sperare per l’arrivo di un update ufficiale in tempi brevi ma purtroppo non dovrebbe essere così.

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Xiaomi Redmi 4 appare in altre foto dal vivo

Dopo Redmi Note 2 e Mi Mix il produttore cinese sarebbe al lavoro sul nuovo Xiaomi Redmi 4, avvistato online già durante il mese di Agosto e nelle ultime ore apparso anche in nuove foto dal vivo.

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Le offerte del giorno di Amazon: smartphone e accessori #149

Buongiorno e bentornati al quotidiano appuntamento con le migliori offerte del giorno del noto rivenditore online Amazon da noi selezionate. Come abitualmente accade ogni giorno, andiamo a verificare quelle che sono le offerte, lampo e non, che non potete lasciarvi scappare!

Cercando di venire incontro a tutte le possibili esigenze dei nostri utenti, proviamo a mettere insieme le offerte più convenienti di Amazon nell’ambito di smartphone ed accessori tecnologici.

Scopriamo subito le migliori offerte Amazon di oggi!

Nella categoria smartphone e notebook abbiamo selezionato:

Nelle categorie action camera e TV Box abbiamo selezionato:

Nella categorie caricabatterie powerbank abbiamo selezionato:

  • Anker Batteria Portatile PowerCore+ 26.800 mAh: 44,79 euro
  • RAVPower Caricabatterie da Muro a 4 Porte: 13,59 euro
  • Anker Caricatore USB da tavolo a 10 Porte da 60W: 23,99 euro
  • RAVPower Caricabatterie Portatile a 3 Porte da 26.800 mAh: 33,99 euro
  • RAVPower Caricabatterie Portatile da 16.750 mAh: 23,79 euro
  • AUKEY Quick Charge 2.0 Caricabatteria da Viaggio con 3 porte USB: 12,99 euro
  • AUKEY Caricatore Wireless Qi: 12,74 euro
  • AUKEY Quick Charge 2.0 Caricabatteria da Parete con 2 Porte USB: 10 euro
  • AUKEY Quick Charge 3.0 da 5000 mAh: 17,99 euro
  • Seneo Caricabatterie Wireless Qi: 16,35 euro
  • AUKEY Quick Charge 3.0 Caricatore da Auto da 49,5W: 8 euro

Nella categoria audio abbiamo selezionato:

Nella categoria periferiche altri accessori abbiamo selezionato:

  • Samsung S27E510C Monitor Curvo 16:9, Full HD da 27″: 199,90 euro
  • AUKEY Hub USB 3.0 con 4 porte in Alluminio + Cavo USB 3.0 da 50 cm: 12,99 euro
  • AUKEY Cavo Lightning a USB [Apple MFi certificato] da 1.2 m in Nylon intrecciato: 6 euro
  • Salcar USB 3.0 Docking Station per HDD/SSD da 2,5 “e 3,5” pollici: 26,39 euro
  • AUKEY Base di Raffreddamento per Notebook da 12″-17″: 19,54 euro
  • RAVPower 3x Cavo Micro USB: 6,39 euro
  • AUKEY Lente Clip On per Smartphone: 8 euro
  • Netgear EX6130-100PES Range Extender Universale Wi-Fi AC: 47,90 euro
  • QUMOX 120 GB SSD: 27,99 euro
  • UMi Visore VR: 15,19 euro
  • AUKEY Hub USB-C con 4 Porte USB 3.0 + Porta VGA: 19,99 euro
  • UG IP Camera: 27,99 euro
  • Mouse metallico Ergonomico verticale: 12,74 euro
  • Coavas Scrivania in Legno per Notebook: 28,89 euro

Vi ricordiamo che alcune di queste offerte, dove indicato nel link, sono coperte dal programma Amazon Prime, il che vuol dire che se siete iscritti al programma, potrete approfittare delle spedizioni gratuite ed anche della spedizione 1 giorno! Vi facciamo presente, inoltre, che molte di queste offerte sono Offerte Lampo, il che vuol dire che avrete all’incirca 10 ore per poter usufruire dello sconto!

Cosa ve ne pare di queste diverse offerte Amazon? Avete trovato quella giusta che fa per voi?

Logo Amazon

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Huawei Mate 9 mostra lato A e lato B in alcuni scatti dal vivo (foto)

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Manca ancora qualche giorno al programmato lancio di Huawei Mate 9, eppure un fortunato utente Weibo avrebbe già messo le mani sul dispositivo e ne avrebbe condiviso alcuni scatti dal vivo proprio sul social network.

Huawei Mate 9 si presenta qui con corpo in variante champagne gold, schermo da 5,9 pollici e lato anteriore praticamente standard (fotocamera, sensore prossimità, speaker). Sul retro troviamo invece le due fotocamere Leica posizionate verticalmente, con flash LED a destra, modulo laser focus a sinistra e lettore impronte digitali alla base.

LEGGI ANCHE: Google Pixel / Pixel XL ricevono il root

In ultimo, le antenne risultano abbastanza spesse senza tuttavia rendere il dispositivo meno accattivante, anche se per confermare queste sensazioni dovremo comunque attendere l’effettiva presentazione di Huawei Mate 9. Cosa ne pensate del dispositivo immortalato dagli scatti?

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Google Pixel / Pixel XL ricevono il root systemless di Chainfire… più o meno

pixel root

Pixel: habemus rootChainfire ha annunciato mediante la propria pagina Google+ di essere riuscito ad ottenere i privilegi di root systemless sugli ultimi Pixel phone.

Lo sviluppatore essenzialmente è stato in grado di far usare al kernel alcuni file presenti nella boot image come directory root, piuttosto che file presenti nella partizione system, tuttavia vi consigliamo di dare un’occhiata al dettagliato post per maggiori informazioni circa l’intero lavoro di ingegneria inversa effettuato.

LEGGI ANCHE: Internet è mobile!

Il metodo di root non sarebbe comunque ancora perfetto, essendo presenti alcuni bug, problemi su LG Nexus 5X e Huawei Nexus 6P con developer preview Android 7.1.1 Nougat, problemi di compatibilità con applicazioni che sfruttano il root e, ovviamente, il problema aggiornamenti OTA e loro funzionamento. Inoltre, CF-Auto-Root avrebbe ancora bisogno di migliorie, mentre suhide non sarebbe ancora pronto per svolgere il proprio dovere.

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La barra degli indirizzi finisce in basso negli ultimi Chrome Dev e Canary (foto e guida)

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Allineandosi con tanti altri browser alternativi presenti sul Play Store, anche Chrome Dev e Chrome Canary si sono dotati di una barra degli indirizzi posta in basso al browser stesso.

Tuttavia, tale funzione non è attivabile facilmente dalle Impostazioni dell’applicazione, bensì digitando il seguente indirizzo nella barra dedicata

  • chrome://flags/#enable-chrome-home

quindi raggiungendo il flag denominato Chrome Home, impostando la voce su Abilita e riavviando il browser.

LEGGI ANCHE: Wind celebra Halloween: 3 GB di Internet a soli 5 euro

La funzionalità non è ancora perfettamente funzionante – la classica posizione della barra indirizzi diventa uno spazio completamente vuoto quando si attiva il flag – e forse è parte di un progetto più grande ancora ignoto, che non mancheremo di riportare quando saranno diffuse novità al riguardo.

Chrome Dev

Google Play Badge

Chrome Canary

Google Play Badge

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Google Pixel | Android all’ennesima potenza, ma.. | La recensione di GizBlog.it

Quest’oggi vi proponiamo la nostra recensione del Google Pixel, ovvero l’evoluzione della tanto amata serie Nexus vista negli scorsi anni.

Stiamo parlando di un top di gamma, vista l’implementazione di una scheda tecnica comprensiva di Snapdragon 8214 GB di RAM LPDDR4 e 32 GB di memoria interna UFS 2.0.

Ma la vera forza di questo device è sicuramente il software, grazie alla presenza dell’ultimo Android 7.1 Nougat, sistema cucito su misura per questo terminale. Ma tutto ciò giustifica la spesa di ben 759 euro (prezzo papabile per l’Italia)? Scopriamolo nel nostro articolo!

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Google Pixel: la recensione completa di GizBlog.it

Unboxing

La confezione del Google Pixel si presenta in maniera similare a quanto visto con il precedente LG Nexus 5X, con un’apertura a scorrimento che rivela la seguente dotazione:

  • Google Pixel
  • caricatore con ingresso Type-C e presa UK da 5/9V 2/3A;
  • cavo USB Type-C / USB Type-C;
  • cavo USB / USB Type-C;
  • adattatore USB / USB Type-C
  • spilletta per l’estrazione dello slot SIM
  • cartoncini per la guida rapida

Essendo stato acquistato in UK, il caricatore presenta il relativo connettore regionale. Chiaramente quando arriverà in Italia, sarà presente con l’apposito connettore.

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Design e qualità costruttiva

Le linee estetiche adottate sul Google Pixel sono probabilmente l’aspetto più controverso del terminale.

Se posteriormente il design può risultare più o meno originale, la parte frontale fa indubbiamente storcere il naso a causa delle ampie cornici attorno al display, soprattutto per quanto riguarda la parte inferiore, nella quale sarebbe stato preferibile integrare il lettore d’impronte o perlomeno i tasti capacitivi.

In questo caso in colorazione Quite Black, l’alluminio utilizzato per la scocca si sposa con una parte in vetro utilizzata per la parte superiore della back cover.

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Più che per una scelta stilistica, questa sezione in vetro sarebbe stata realizzata per una miglior trasmissione del reparto connettività. Peccato che siano comunque presenti delle bande in plastica sia nella parte inferiore che in quella superiore.

Inoltre, ma questa è da prendere come una considerazione soggettiva, questa commistione di materiali restituisce una sensazione “strana” quando si va ad impugnare il telefono. Al di là di ciò, la costruzione è realizzata in maniera impeccabile ed i materiali utilizzati risultano di prima qualità, privi di imperfezioni e di scricchiolii.

Sulla parte posteriore troviamo delle curvature laterali le quali donano al tutto un aspetto più sinuoso, ma ne peggiorano il fattore scivolosità.

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E proprio parlando di ergonomia, le dimensioni di 143.8 x 69.5 x 7.3/8.5 mm ed il peso di 143 g fanno del Google Pixel uno dei pochi flagship odierni compatto, anche se non stiamo parlando di misure record: basti pensare allo ZUK Z2 o allo Xiaomi Mi 5S.

Come avrete notato, lo spessore non ha una misura unica, ma parte da un minimo di 7.3 mm nell’estremità inferiore per poi arrivare agli 8.5 mm dell’estremità superiore. Un piccolo stratagemma adottato per evitare il sempre fastidioso scalino della fotocamera, qua a filo con la parte in vetro. Ottima scelta, anche perché la differenza di spessore non si avverte durante l’utilizzo.

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Analizzando i profili, sul lato destro troviamo il tasto Power zigrinato posto atipicamente sopra al bilanciere del volume, posizione a cui ho dovuto fare inizialmente l’abitudine. Sul lato sinistro, invece, è posto unicamente lo slot SIM. Da menzionare la cura di dettagli come la stampa dell’indirizzo della sede di Google su di esso: “1600 AMPHITHEATRE, MNT VIEW CA 94043”.

Sul lato superiore vediamo l’ingresso mini-jack da 3.5 mm, mentre inferiormente sono situati l’ingresso USB Type-C e le due feritoie che ospitano lo speaker mono ed il microfono di sistema.

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Oltre alle abbondanti cornici, un particolare che non mi ha granché convinto nella parte frontale è la disposizione dei sensori di luminosità/prossimità, i quali vanno a rubare troppo spazio alle già ampie cornici (l’ho già detto che sono troppo ampie?).

Presente anche la fotocamera anteriore da 8 mega-pixel ed il LED di notifica monocromatico di colore verde, integrato all’interno della capsula auricolare. Di default il LED è disattivato, in quanto è attiva la funzione Ambient Display per risvegliare il display e mostrarci la notifica ricevuta; recandosi nella voce “Notifiche” delle Impostazioni è comunque possibile attivare entrambi.

Posteriormente, invece, è posizionato il lettore d’impronte digitali, il cui funzionamento è tutto sommato preciso ed abbastanza veloce, anche se non ai livelli di altri dispositivi come OnePlus 3 o Xiaomi Mi 5. Fra le gestures disponibili troviamo la possibilità di aprire la tendina delle notifiche tramite uno swype sul sensore.

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Oltre ad esso vediamo la fotocamera posteriore da 12.3 mega-pixel, affiancata da un doppio flash LED dual tone, il modulo per l’autofocus laser ed un secondo microfono per la soppressione dei rumore.

Presente la certificazione IP53, la quale “garantisce” l’utilizzo del Pixel sotto alla pioggia ma nulla più. Probabilmente si sarebbe potuto fare di più e raggiungere un livello di IP67/68, così come presente su iPhone 7 e Samsung Galaxy S7.

Display

Il display integrato a bordo del Google Pixel è un pannello da 5 pollici con risoluzione Full HD 1920 x 1080 pixel e 441 PPI, NTSC 100% e contrasto 100000:1, protetto da un vetro Corning Gorilla Glass 4 lievemente curvato (quasi impercettibilmente).

La tecnologia AMOLED, pur offrendo neri perfetti, non garantisce la stessa fedeltà cromatica degli ultimi ottimi AMOLED adottati da Samsung, con una variazione verso tonalità giallognole quando si inclina il display.

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Ottimo il funzionamento del touch screen, sempre molto reattivo, così come il funzionamento del sensore per la luminosità adattiva. A proposito di luminosità, è soddisfacente il valore massimo, il quale ci garantisce un utilizzo anche sotto forte luce solare, mentre per la luminosità minima si poteva fare qualcosa in più. Buono il fattore oleofobicità, anche se non fra i migliori del settore.

Fra le impostazioni troviamo la Modalità Notturna, con cui filtrare le luci blu del display per affaticare meno gli occhi durante l’utilizzo di sera. Presente anche possibilità di ridimensionare carattere e contenuti del display.

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Hardware

Come anticipato, il Google Pixel presenta una scheda tecnica di fascia alta. Il cuore del dispositivo è rappresentato dal SoC quad-core Qualcomm Snapdragon 821 ma in versione “downclockata“, con processo produttivo a 14 nm ed architettura a 64 bit Kryo: 2 x 2.15 GHz + 2 x 1.59 GHz.

La fluidità è poi garantita dai 4 GB di RAM LPDDR4, grazie ai quali non si hanno grossi problemi anche durante l’utilizzo intenso del multitasking. Premendo il tasto Multitasking si accede alle app aperte, organizzate in schede verticali, le quali possono essere tutte chiuse in un click tramite l’apposito pulsante.

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La parte grafica è affidata alla potente GPU Qualcomm Adreno 530, la cui resa anche con i giochi più pesanti come Asphalt 8Real Racing 3 è ormai nota: massima fluidità, frame rate fluido e dettagli al massimo.

Tutta questa potenza hardware, associata ad un software più che mai snello, si ripercuote chiaramente nell’utilizzo quotidiano più blando, durante il quale non si nota nessun lag o impuntamento.

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Il browsing è ovviamente gestito da Chrome ed il tutto gira in maniera molto fluida, senza ricaricamenti grafici e con un’estrema reattività ai comandi tattili. Per quanto riguarda la riproduzione video, sono supportati i file 4K.

Trattandosi della versione base dello smartphone, abbiamo 32 GB di memoria interna. Pur essendo non espandibile, la velocità di trasferimento in scrittura e lettura è decisamente rapida, fattore di cui ci accorgeremo non appena andremo ad installare delle app sul device.

Benchmark

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Qualità fotografica

Uno dei punti di forza del Google Pixel è sicuramente il comparto fotografico. Posteriormente trova posto una fotocamera posteriore Sony IMX378 Exmor RS da 12.3 mega-pixel con apertura focale f/2.0, pixel da 1.55 μm e sensore da 1/2.3″. Le foto vengono scattate a massima risoluzione in 4:3, mentre per scattare in 16:9 bisogna scendere a 8.3 mega-pixel.

Anteriormente, invece, è situata una fotocamera anteriore Sony IMX179 CMOS da 8 mega-pixel con apertura f/2.4, pixel da 1.4 μm e sensore da 1/3.2″. Per scattare in 16:9 è necessario scendere a 4.1 mega-pixel.

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L’interfaccia della fotocamera è molto snella e tramite uno swype laterale è possibile switchare fra foto e video. Non è presente un’apposita modalità Manuale, ma dalla schermata è possibile accedere rapidamente ad HDR+, esposizione, bilanciamento del bianco, flash, griglia e timer. Assenti le opzioni per la messa a fuoco manuale ed il salvataggio in RAW, per le quali sarà necessario eventualmente affidarsi ad app di terze parti.

Le opzioni di scatto sono PanoramaSlow-MotionPhoto-SphereSfocatura Obiettivo. Tramite quest’ultima funzione è possibile scattare una foto e successivamente regolare l’effetto bokeh degli scatti in post-produzione.

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Gli scatti effettuati presentano una qualità molto alta, soprattutto per quanto riguarda il range dinamico, molto ben calibrato sia in fase diurna che notturna. Ciò è reso possibile dalla funzione HDR+, la quale è sempre attiva di default ogni volta che avviamo la fotocamera (è comunque disattivabile). Buona la calibrazione delle luci ed il mantenimento dei dettagli.

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Google Pixel
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Purtroppo in fase notturna la qualità cala vistosamente, soprattutto a causa dell’assenza di stabilizzazione ottica, con un dettaglio che va un po’ a perdersi a causa delle vibrazioni della mano in fase di scatto.

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Flash OFF
Flash ON
Flash ON (completamente al buio)
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Molto buone anche le foto scattate con il sensore frontale, con colori ricchi (ma non eccessivamente saturi) grazie anche in questo caso alla funzione HDR+.

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Da segnalare gli ormai noti problemi di lens flaring negli scatti in controluce. Non è chiaro se si tratti di un problema software o hardware, ma Google avrebbe promesso a breve un aggiornamento in merito.

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Test video 4K e Full HD

Il Google Pixel è uno dei pochi top di gamma ad integrare soltanto la stabilizzazione EIS, la quale agisce in combinazione con il giroscopio, restituendo video fra i più stabili nel settore mobile, anche se non privi di qualche artefatto. Tuttavia il dettaglio non è al livello delle foto, soprattutto per quanto riguarda i soggetti in lontananza.

I formati in cui è possibile registrare in 4K e Full HD a 30 fps, oltre che Slow-Motion a 120/240 fps con audio incorporato. Peccato per l’assenza della modalità a 60 fps.

Qualità audio

L’audio fornito dal Google Pixel viene veicolato tramite il singolo speaker mono posto nella parte inferiore della scocca.

Ascoltando musica tramite l’altoparlante si ha un volume alto ma dalla qualità nella media, soprattutto se confrontato con dispositivi migliori sotto questo aspetto, come Nubia Z11 e ZTE Axon 7Più soddisfacente l’ascolto in cuffia, con un volume sempre alto ma decisamente più corposo a livello di frequenze riprodotte, così come per l’ascolto tramite capsula auricolare.

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Connettività

Il Google Pixel offre uno slot single Nano SIM con pieno supporto alla bande 4G tramite modem LTE Cat.12. In questi giorni d’utilizzo la ricezione si è sempre dimostrata all’altezza, garantendo copertura anche nelle zone più difficoltose.

Convincente lo switch fra rete dati e Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac Dual Band, il quale presenta una velocità di download molto buona. Il resto della scheda tecnica presenta Bluetooth 4.2 ed NFC, entrambi senza alcun problema di funzionamento.

La navigazione satellitare è garantita dai sensori GPS/A-GPS/GLONASS oltre alla presenza della bussola elettronica. L’aggancio del segnale è rapido sia in luoghi aperti che al chiuso.

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Software

Ok, il Google Pixel presenta un comparto hardware di tutto rispetto. Tuttavia, il vero fulcro di questo prodotto è indubbiamente il software, in questo caso Android 7.1 Nougat, sistema che è cucito su misura per il Google Pixel.

Oltre alla estrema velocità riscontrata durante l’utilizzo quotidiano e alle varie funzioni illustrate nel corso della recensione, Android 7.1 riserva altre features molto interessanti:

  • doppio tap sul tasto Multitasking per switchare fra le ultime 2 app eseguite
  • pressione prolungata sulle icone per aprire delle shortcuts e creare delle icone personalizzate per ognuna di esse (in stile Force Touch)
  • gestione dei toggle rapidi nella tendina delle notifiche

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Autonomia

Il Google Pixeè alimentato da una batteria non removibile da 2770 mAh, i cui risultati convincono ma non stupiscono.

Infatti, con un utilizzo intenso, fatto di quasi soltanto connettività 3G/4G, navigazione GPS, riproduzione audio/video, 2 mail in push, social e le varie app di messaggistica in continuo utilizzo, sono riuscito a raggiungere circa 4 ore di display attivo, un risultato sicuramente soddisfacente in relazione alla dimensione della batteria, ma non fra i primi della classe.

Idem per la ricarica rapida, con la quale si impiega circa 1 ora e 40 minuti per raggiungere una ricarica completa.

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Conclusioni

Ma tutto ciò giustifica la spesa di ben 759 euro (prezzo papabile per l’Italia)?
Questa era la domanda che avevo posto ad inizio recensione e la risposta, a mio onesto parere, è no.

Facendo un’analisi a 360° e partendo dall’aspetto estetico, il Google Pixel lascia più di un dubbio in merito, sia per il design abbastanza opinabile che per la scarsa ottimizzazione degli spazi, specialmente nella parte frontale.

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Dal punto di vista delle prestazioni e della connettività abbiamo nelle mani uno smartphone solido e molto reattivo, ma niente che altri terminali non riescano ad eguagliare, se non a superare sotto alcuni aspetti (lettore d’impronte in primis).

Il comparto fotografico è probabilmente fra i migliori attualmente in circolazione, ma anch’esso non è esente da difetti. E anche considerando l’autonomia non stiamo parlando del migliore telefono sulla piazza.

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Il punto è: a chi si rivolge il Google Pixel? All’utenza “premium”? Chi compra solitamente Apple o Samsung difficilmente sarà attirato da uno smartphone che, seppur potente, manca di tutti quei dettagli che devono caratterizzare un telefono con questi costi: penso alla certificazione IP68, un chip audio dedicato, uno speaker frontale o ad un display Dual Edge.

Se invece il target del Google Pixel è tutta l’altra fetta di utenza, direi che anche in questo caso viene difficile da consigliare un telefono così costoso quando sul mercato ci sono alternative ormai consolidate come OnePlus 3, Nubia Z11 o Honor 8, che alla metà del prezzo offrono un’esperienza di poco inferiore se non equivalente.

Se inoltre consideriamo che il Google Pixel qua da noi in Italia arriverà soltanto nei prossimi mesi, per poi vedere poco dopo presentati i nuovi Samsung Galaxy S8, LG G6 e via dicendo, beh, Google potrebbe arrivare tardi in un mercato oggi competitivo come non mai.

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iPhone 8 Plus: Apple potrebbe adottare un display OLED curvo

Le indiscrezioni sull’iPhone 8 sono iniziate ad emergere ancor prima dell’ufficializzazione degli iPhone 7 e 7 Plus. Gli ultimi rumor riguardo le caratteristiche dell’iPhone 8 Plus di Apple provengono dal media giapponesieNikkei.

Pochi giorni fa è stato rivelato che ci sarebbero almeno 3 varianti del nuovo melafonino della società con sede a Cupertino: una variante da 4.7 pollici, un modello da 5 pollici e una versione da 5.5 pollici. Quest’ultimo smartphone dovrebbe essere chiamato iPhone 8 Plus, seguendo la denominazione già adottata da Apple.

Apple

Apple iPhone 8 Plus: il prossimo phablet con display OLED?

La fonte giapponese Nikkei sostiene che il terminale potrebbe essere caratterizzato da un display OLED curvo, prodotto negli Stati Uniti. Questa, paradossalmente,  potrebbe essere la prima volta per Apple, che non ha mai utilizzato componenti per i suoi terminali realizzati in madrepatria.

L’integrazione di uno schermo curvo con tecnologia OLED sul prossimo iPhone 8 Plus potrebbe essere una delle sorprese attese per il 10º anniversario di iPhone.

apple

Il prossimo phablet, così come le presunte altre due varianti, dovrebbero disporre di un design a doppio vetro con frame in metallo simile a quello visto su iPhone 4, perdendo quindi il corpo in metallo adottato sui recenti smartphone. Altre indiscrezioni, addirittura, hanno riportato che Apple potrebbe lanciare una variante in ceramica dei nuovi iPhone 8.

Per quanto riguarda l’iPhone 8 Plus, questo potrebbe essere dotato di un display con risoluzione Full HD 1920 × 1080 pixel, una doppia fotocamera posteriore con, forse, una nuova tecnologia integrata, un processore Apple A11 e fino a 4 GB di RAM.

apple iphone 8 plus concept

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Internet è mobile: nel 2017 il 75% degli accessi alla rete avverrà da smartphone e tablet

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Partendo dai dati raccolti negli anni, la società prevede che nel 2018 il traffico da smartphone e tablet salirà al 79% del totale, laddove oggi corrisponde al 68%, e solo al 40% nel 2012.

Il paese con il più alto traffico da dispositivi mobili è la Spagna, che totalizza già l’85%. A livello di diffusione dei dispositivi, invece, troviamo un altro paese europeo, ovvero l’Irlanda, con il 92% della popolazione che possiede uno smartphone, seguita da Singapore, con il 91%.

Con l’aumento degli accessi da smartphone e tablet, sta cambiando anche il modo in cui si generano ricavi pubblicitari: il mercato pubblicitario mobile raggiungerà la ragguardevole cifra di 134 miliardi di dollari nel 2018; per fare un confronto, questa somma supera le stime dei budget pubblicitari aggregati di giornali, riviste, cinema e cartelloni.

LEGGI ANCHE: I migliori smartphone Android, per fascia di prezzo

Sembra incredibile che una rivoluzione iniziata circa 10 anni fa, abbia già portato a soppiantare i computer di tipo classico, come fissi e notebook, almeno per la navigazione in rete. Considerando però la crisi di questi dispositivi, il futuro prospettato da Zenith è più che plausibile: internet, ormai, è mobile.

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Nubia N1, la recensione (foto e video)

Nubia N1 - 8

Nubia con il suo arrivo ufficiale in Italia non ha portato solo la famiglia Z11 ma anche il più piccolo N1. Si tratta di uno smartphone dalla concezione totalmente differenza, ma non per questo necessariamente meno interessante.

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Confezione

Non abbiamo potuto provare la confezione di questo Nubia N1.

8.0

Costruzione ed Ergonomia

Nubia N1 - 6

Nubia N1 è uno smartphone abbastanza compatto, anche se un po’ tozzo e pesante (ben 190 grammi di peso). La finitura metallica con cui è realizzato è comunque gradevole e anche le due bande plastiche che coprono le antenne sono ben “mimetizzate”. Bello il dettaglio rosso attorno alla fotocamera. I tasti fisici sono sul lato destro e abbiamo apprezzato il tasto di accensione dalle dimensioni importanti. Nel complesso N1 è uno smartphone che nasconde bene le sue forme “abbondanti”.

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7.5

Hardware

Nubia N1 - 3

N1 è realizzato con processore Mediatek MT6755 Helio P10 octa core fino a 2 GHz. Il processore grafico è un Mali T860, mentre la RAM ammonta a 3 GB. La memoria interna è da 32 GB e come la maggior parte degli smartphone simili lo slot per l’espansione della memoria è condiviso con quello della seconda scheda SIM. Buona la connettività LTE fino a 150 Mbps e che non eslcude la banda 20 a 800 MHz. Buona la Wi-Fi anche se solo monobanda (b/g/n). Presente il Bluetooth 4.1, mentre manca all’appello invece il chip NFC.

Il lettore di impronte digitali è un piccolo cerchio rosso in concomitanza del tasto home touch presente sotto la scocca. Il lettore di impronte digitali è posizionato sul retro centralmente e si raggiunge bene al primo colpo. Nella media la velocità di sblocco e la sua precisione: non vi deluderà.

SCHEDA: Nubia N1

7.5

Fotocamera

Screenshot_2016-10-24-11-33-31

La fotocamera principale è una 13 megapixel supportata da un singolo led flash. La qualità degli scatti che è possibile realizzare è decisamente superiore alla media, anche se non eccellente. La velocità di messa a fuoco è abbastanza buona e lo scatto è rapido. L’interfaccia è semplice da utilizzare e ricca di funzionalità (fra cui anche la doppia esposizione e lo scatto RAW), anche se ha ancora degli errori di traduzione (come il resto del sistema). Discreta anche la registrazione video (al massimo in Full HD). Nel complesso è una fotocamera interessante e che riesce a scattare foto sufficienti anche con poca luce. Una rarità in questa fascia di prezzo. Molto buona, in proporzione, anche la fotocamera frontale sempre da 13 megapixel.

SAMPLE: FotoVideo

7.5

Display

Nubia N1 - 1

N1 ha a disposizione un display da ben 5,5 pollici con risoluzione Full HD (1920 x 1080 pixel) e realizzato in tecnologia IPS. Si tratta di un buon display, tarato anche con dei buoni colori. La luminosità è buona, anche se la luminosità automatica è molto conservativa, forse per contribuire a risparmiare batteria. Avremmo comunque preferito un impostazione un po’ meno conservativa.

7.5

Software

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Nubia, come anche negli altri dispositivi dell’azienda, ha personalizzato la sua interfaccia con la NUBIA UI, qui alla versione 4.0. Non ci sono sostanziali differenze con gli altri smartphone già testati e purtroppo la versione di Android è la 5.1 Lollipop, non aggiornata agli standard attuali. La funzionalità più interessante dal punto di vista software è sicuramente il multiwindow che permette di due fra tutte le applicazioni installate contemporaneamente. Questo possibile grazie alla funzionalità che avvia due launcher separati.

Non mancano poi le gesture a bordo schermo (presenti come su Z11 Mini anche se lo schermo non è curvo). La più interessante è forse quella per cambiare la luminosità scorrendo con due dita sui due bordi del display. Possibilità infine di scattare screenshot particolari tenendo premuto sul lettore di impronte digitali. Buono il browser Nubia e il lettore musicale dell’azienda. Presenti poi anche tutte le app Google, assieme (ovviamente) al Play Store.

8.5

Autonomia

La batteria è una corposa 5000 mAh e l’autonomia ringrazia. Facile anche con un utilizzo abbastanza intenso avvicinarsi ai due giorni di autonomia, che si possono invece raggiungere con un utilizzo medio.

Prezzo

Nubia N1 viene commercializzato nel nostro paese a 229€, un prezzo molto interessante per essere uno smartphone venduto ufficialmente nel nostro paese (al contrario di molte alternative cinesi).

Acquisto

Potete acquistare Nubia N1 sul sito ufficiale italiano nubiamobile.it.

Benchmark

 

Foto

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Asus ZenFone 3 in promozione a 292 euro tramite codice sconto

L’Asus ZenFone 3 è l’ultimo top di gamma proposto dalla società taiwanese. Il terminale è stato presentato in molteplici varianti con memoria RAM e storage interno differenti.

GearBest propone la versione 4/64 GB dell’Asus ZenFone 3 (ZE552KL) ad un prezzo di 312,94 euro nella colorazione Lake Blue. Sfruttando il codice sconto ZE552KL, avrete la possibilità di acquistare il telefono per soli 292,26 euro.

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Asus ZenFone 3: disponibile su GearBest nella versione 4/64 GB!

Da precisare che l’Asus ZenFone 3 verrà spedito dal magazzino cinese, quindi dovrete selezionare la modalità di spedizione Priority Line – Italy Express per non pagare spese doganali e per ricevere il device dal corriere Bartolini una volta giunto in Italia.

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Concludiamo con la scheda tecnica completa proposta dal telefono:

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  • Display IPS da 5.5 pollici di diagonale con risoluzione Full HD 1920 × 1080 pixel e vetro protettivo Corning Gorilla Glass 3;
  • processore octa-core Qualcomm Snapdragon 625 da 2 GHz;
  • GPU Adreno 506;
  • 4 GB di RAM;
  • 64 GB di archiviazione interna, espandibile tramite micro SD fino a 128 GB;
  • dimensioni di 152.6 × 77.4 × 7.7 mm per un peso di 155 grammi;
  • fotocamera posteriore da 16 mega-pixel;
  • fotocamera frontale da 8 mega-pixel;
  • connettività con Wi-Fi 802.11 ac  dual band, LTE, USB Type-C, supporto dual SIM, Bluetooth 4.2, supporto OTG, Radio FM e ingresso jack da 3.5 mm;
  • sensori di accelerometro, geomagnetico, di gravità, giroscopio, di Hall, di prossimità e di luce ambientale;
  • batteria da 3000 mAh;
  • sistema operativo Android 6.0 Marshmallow.

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Le offerte del giorno di Amazon: smartphone e accessori #148

Buongiorno e bentornati al quotidiano appuntamento con le migliori offerte del giorno del noto rivenditore online Amazon da noi selezionate. Come abitualmente accade ogni giorno, andiamo a verificare quelle che sono le offerte, lampo e non, che non potete lasciarvi scappare!

Cercando di venire incontro a tutte le possibili esigenze dei nostri utenti, proviamo a mettere insieme le offerte più convenienti di Amazon nell’ambito di smartphone ed accessori tecnologici.

Scopriamo subito le migliori offerte Amazon di oggi!

Nella categoria smartphone, smartwatch e notebook abbiamo selezionato:

Nelle categorie action camera abbiamo selezionato:

  • TecTecTec XPRO3 Action Camera Ultra HD 4K WiFi: 119,99 euro
  • Campark Action Cam 4K WiFi: 69,99 euro
  • VicTsing Action Camera Sport Esterna 12 MP: 44,79 euro
  • Neewer Fotocamera Sportiva 1080P WIFI 12 MP: 36,79 euro

Nella categorie caricabatterie powerbank abbiamo selezionato:

  • AUKEY Quick Charge 3.0 Caricabatteria da Muro con 3 porte USB: 19,50 euro
  • RAVPower Quick Charge 3.0 Caricabatterie da Muro da 30W: 13,99 euro
  • AUKEY Caricabatterie USB da Auto da 48W con 4 Porte USB: 6,99 euro
  • RAVPower Caricabatterie Portatile da 16.750 mAh: 29,59 euro
  • Sunvito Batteria Esterna in Alluminio da 20.000 mAh: 33,99 euro

Nella categoria audio abbiamo selezionato:

Nella categoria periferiche altri accessori abbiamo selezionato:

  • Netgear AC790-100EUS Router Mobile 4G LTE: 133,89 euro
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  • GEEZER Tastiera USB Meccanica: 46,99 euro
  • Varta 24x Batterie Ministilo: 8,73 euro
  • HooToo Titan Router WiFi Portatile + Nas FileHub: 19,19 euro
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  • Alcey Hub USB Premium con 8 Porte: 18,69 euro
  • AUKEY Hub USB-C 3.0 con 4 Porte: 11,99 euro
  • RAVPower 5x Cavo Micro USB 2.0: 7,19 euro
  • AUKEY 3x Adattatore USB C a Micro USB Femmina: 5,99 euro

Vi ricordiamo che alcune di queste offerte, dove indicato nel link, sono coperte dal programma Amazon Prime, il che vuol dire che se siete iscritti al programma, potrete approfittare delle spedizioni gratuite ed anche della spedizione 1 giorno! Vi facciamo presente, inoltre, che molte di queste offerte sono Offerte Lampo, il che vuol dire che avrete all’incirca 10 ore per poter usufruire dello sconto!

Cosa ve ne pare di queste diverse offerte Amazon? Avete trovato quella giusta che fa per voi?

Logo Amazon

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Doogee T5 Lite: nuovo rugged-phone molto economico

Doogee ha recentemente ufficializzato l’arrivo sul mercato del nuovo T5 Lite, uno smartphone dedicato al business man moderno, ideale per qualsiasi condizione. Infatti quest’ultimo è un rugged-phone realizzato con particolare attenzione al design ed ovviamente anche al prezzo.

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Vedi il miglior smartphone android di ottobre 2016

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Lenovo Moto M potrebbe essere presentato l’8 Novembre

Lenovo sta organizzando un importante evento che si terrà il prossimo 8 Novembre a Guanzhou in Cina, durante il quale molto probabilmente conosceremo ufficialmente il Moto M. Quest’utlimo è presente nelle pagine dei principali portali Android da molti mesi e tra una settimana dovremmo conoscere tutti i dettagli ufficiali.

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